✕

Benedetta Pilato: “Io sono dovuta emigrare da Taranto, ora non si disperda l’eredità dei Giochi”

Benedetta Pilato, 21 anni

 

Ascolta l'audio

La ranista ha vinto i 100 rana a pochi chilometri da casa: “Non credevo di essere tanto legata alla mia terra”
1 minuti di lettura

TARANTO – “Non credevo di essere legata così tanto alla mia terra, ma quando vinci in questo modo, in uno scenario del genere, ti rendi conto di quanto sia importante l’affetto della tua gente”. Il primo oro azzurro ai Giochi del Mediterraneo di Taranto non ha una firma casuale. Benedetta Pilato è nata a pochi chilometri dal nuovo stadio del nuoto alla Torre d’Ayala. Ieri ha vinto i 100 rana (1’05”82), dando 73 centesimi a Lisa Angiolini, argento.

Che sensazione le dà vincere gareggiare finalmente a Taranto, casa sua?

“È strano aver dormito a casa mia prima di una gara così importante. È tutto stranissimo e bellissimo, mi brillano gli occhi. Siamo abituati a gareggiare in ogni angolo del mondo. Farlo qui, tra le persone che mi conoscono da quando ero una bambina è incredibile. E il tifo del pubblico è stato eccezionale”.

Che rapporto ha con Taranto?

“Io ho iniziato tutto qui: la mia vita, le scuole, la mia carriera. All'inizio è stato un rapporto tormentato, dovevo fare chilometri per…

TARANTO – “Non credevo di essere legata così tanto alla mia terra, ma quando vinci in questo modo, in uno scenario del genere, ti rendi conto di quanto sia importante l’affetto della tua gente”. Il primo oro azzurro ai Giochi del Mediterraneo di Taranto non ha una firma casuale. Benedetta Pilato è nata a pochi chilometri dal nuovo stadio del nuoto alla Torre d’Ayala. Ieri ha vinto i 100 rana (1’05”82), dando 73 centesimi a Lisa Angiolini, argento.

Che sensazione le dà vincere gareggiare finalmente a Taranto, casa sua?

“È strano aver dormito a casa mia prima di una gara così importante. È tutto stranissimo e bellissimo, mi brillano gli occhi. Siamo abituati a gareggiare in ogni angolo del mondo. Farlo qui, tra le persone che mi conoscono da quando ero una bambina è incredibile. E il tifo del pubblico è stato eccezionale”.

Che rapporto ha con Taranto?

“Io ho iniziato tutto qui: la mia vita, le scuole, la mia carriera. All'inizio è stato un rapporto tormentato, dovevo fare chilometri per andare ad allenarmi, non avevamo piscine all’altezza e andavo a scuola. Ora stanno cambiando tantissime cose”.

Avverte che qualcosa sta cambiando, qui?

“Si avverte uno spirito diverso. Sta succedendo qualcosa di bello per la città. E nonostante si parli quasi sempre di Taranto per molti aspetti negativi, questa è un po' una rivincita che la città e i tarantini meritavano. E quindi sono molto felice che i Giochi del Mediterraneo siano sbarcati qui”.

Lei ha voluto esserci a tutti i costi.

“Non era scontato per me partecipare dopo gli Europei, l'ho voluto io. C'erano tutti, anche persone che non mi aspettavo: i miei professori di scuola delle medie, delle elementari, del liceo. Ho buonissimi rapporti con loro, quindi c'erano veramente tutti”.

I Giochi lasceranno in eredità due piscine da 50 metri.

“Da ragazzina dovevo andare fino a Pulsano e due volte a settimana io e il mio allenatore andavamo a Bari, lui mi veniva a prendere da scuola, pranzavo in macchina, nuotavo e poi tornavamo qui. Io studiavo, facevo i compiti in macchina, una vita complicata davvero. Sono dovuta emigrare prima a Torino e poi a Roma per crescere”.

La sfida ora è il futuro, non disperdere questo patrimonio.

“Questa piscina, questi Giochi devono essere un punto di partenza per tutta la città. Lo merita, lo meritiamo”.

Dove la ritroveremo?

“Ai Mondiali in vasca corta di Pechino, a dicembre. Appuntamento dall’altra parte del mondo. È la nostra vita”.

Leggi i commenti