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Moses Itauma per la storia: sabato può diventare il più giovane campione dei pesi massimi dopo Tyson

Moses Itauma nell'ultimo match contro Franklin 

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Sabato sul ring di Londra contro il croato Hrgovic per il titolo Ibf. Guido Vianello, che nella stessa riunione combatterà con il gallese Jolly, parla della stella nascente: “Un bravo ragazzo, rimasto umile nonostante sia già una star”
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Mike Tyson aveva 20 anni, 4 mesi e 22 giorni quando nel novembre 1986 distrusse Trevor Berbick, l’ultimo giustiziere di Ali, diventando il più giovane campione del mondo dei pesi massimi. Moses Itauma non potrà batterlo, ma nella classifica sarà subito dopo Iron Mike se sabato sera (a 21 anni e 244 giorni) sul ring della O2 Arena di Londra batterà il croato Filip Hrgovic. In palio ci sarà la corona Ibf, una delle 4 lasciate da Oleksandr Usyk quando ha capito che dopo la faticaccia fatta per tenersele con il kickboxer Rico Verhoeven era forse meglio iniziare a pensare a una pensione dorata.

Itauma impressionante già negli Schoolboys

Era chiaro che con 4 titoli rimasti vacanti, uno Itauma avrebbe cercato di prendersello subito. Questo però non deve ingannare. Per questo ragazzo inglese con papà nigeriano e madre slovacca, una infanzia resa complessa dal razzismo in Slovacchia – situazione migliorata dopo il trasferimento della famiglia in Inghilterra -, non sono state bruciate le tappe,…

Mike Tyson aveva 20 anni, 4 mesi e 22 giorni quando nel novembre 1986 distrusse Trevor Berbick, l’ultimo giustiziere di Ali, diventando il più giovane campione del mondo dei pesi massimi. Moses Itauma non potrà batterlo, ma nella classifica sarà subito dopo Iron Mike se sabato sera (a 21 anni e 244 giorni) sul ring della O2 Arena di Londra batterà il croato Filip Hrgovic. In palio ci sarà la corona Ibf, una delle 4 lasciate da Oleksandr Usyk quando ha capito che dopo la faticaccia fatta per tenersele con il kickboxer Rico Verhoeven era forse meglio iniziare a pensare a una pensione dorata.

Itauma impressionante già negli Schoolboys

Era chiaro che con 4 titoli rimasti vacanti, uno Itauma avrebbe cercato di prendersello subito. Questo però non deve ingannare. Per questo ragazzo inglese con papà nigeriano e madre slovacca, una infanzia resa complessa dal razzismo in Slovacchia – situazione migliorata dopo il trasferimento della famiglia in Inghilterra -, non sono state bruciate le tappe, anzi… Frank Warren, uno dei grandi manovratori della boxe mondiale, non ha avuto fretta. Caso contrario avrebbe ceduto alla tentazione di lanciarlo subito nella mischia mondiale visti i numeri impressionanti (a livello di ko ma non solo) esibiti sin dai tempi in cui dominava tra gli Schoolboys.

Vianello: “Itauma è già una star, ma è rimasto umile”

In ogni caso i successi devastanti contro due tosti come Dillian Whyte e – l’ultimo – contro Jermaine Franklin (mai andati ko prima di incontrarlo) hanno convinto tutti che il momento del grande salto era arrivato. “Ce la farà perché è rimasto umile. Quando l’ho rivisto è venuto per primo lui a salutarmi, non era scontato visto il clamore che c’è intorno a lui in Inghilterra”. Così Guido Vianello, che dopo il passato americano ha firmato con Frank Warren e combatterà nella stessa riunione. “Ero in Inghilterra a vedere Fury, mi hanno contattato e hanno capito che possono contare su di me”, spiega il peso massimo romano, che ha conosciuto Itauma oltre 4 anni fa: “Aveva 17 anni e me lo hanno proposto come sparring. Appena sul ring ha piazzato un gancio sinistro che mi ha fatto malissimo, mi sono subito resto conto e ho picchiato anche io”.

L’insidioso Hrgovic

Ora il match con Hrgovic, pugile di spessore con 20 vittorie (15 per ko) e una sola sconfitta, contro l’attuale campione Wbo Daniel Dubois: “Itauma dovrà stare attento, soprattutto se Hrgovic porterà il match al sesto/settimo round, distanze dove lui è poco abituato. Inoltre bisognerà vedere, nel caso subisse un colpo molto duro, come saprà soffrire. Detto questo Moses parte con i favori del pronostico”.

Vianello contro il ‘nativo’ Moses Jolly

Sul ring come detto, anche Vianello, che inizierà l’avventura inglese che potrebbe offrirgli grosse chance a livello mondiale. Avversario Moses Jolly, un gallese imbattuto che ama entrare sul ring vestito da ‘nativo americano’. “Grazie alla Queensberry finalmente combatto. Nel 2026 mi era saltato il match con Miller e New York, poi quello con Bakole, che si è tirato indietro facendomi perdere un sacco di soldi”. Ora una occasione per Vianello, ma anche per la nostra boxe, uscita negli ultimi anni malconcia dagli incontri nel Regno Unito, l’ultimo lo scorso sabato di Morello con Liddard: “Morello è un amico, mi è dispiaciuto molto. Io dal canto mio sono andato prima negli Usa e ora in Inghilterra, investendo molto su me stesso – spiega il massimo romano -. Se guadagno 10 investo 6. A parte vivere in un altro paese ci sono tante spese. Un training camp costa dalle 10 alle 15mila sterlina. Oppure, per fare un altro esempio, la risonanza magnetica al cervello. 1800 sterline. Nulla è facile, a questi livelli i soldi girano, ma non te li danno perché sei simpatico”

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