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Jacobs stecca e pensa al futuro: “Voglio i Mondiali a Roma”

Marcell Jacobs 

 

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Il velocista solo settimo in semifinale: “Torno dalla mia famiglia, mi manca”. Oggi tocca a Tamberi. Pernici vola negli 800
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Budapest – L’atletica intrattenimento, quella da “sotto il vestito tutto”, funziona più per Francesco Pernici che per Marcell Jacobs. Il primo negli 800 metri, nuovo primatista italiano, fa una gara da protagonista, non si fa trascinare indietro, e si qualifica per la finale di oggi con 1’43”80, a due decimi dal suo record nazionale. «Io so correre solo così, in testa, ho scelto la progressione lunga».

Jacobs è una comparsa in batteria

Jacobs invece è una comparsa, settimo nella sua batteria con 10”20, per lui nessun miracolo e niente finale. I cento metri dello sprint eletto vanno a chi ha sempre pensato che lassù qualcuno non lo ami. L’americano Kenny «Kung Fu» Bednarek, quello riconoscibile dalla fascia bianca in testa. Finora sempre piazzato, abbonato all’argento, e mai vincente nei momenti che contano. Stavolta è un razzo potente che brucia tutti in 9”85 e si mette alle spalle il giamaicano Seville che aveva il tifo di Bolt mentre inquadrano Noah Lyles che si sbraccia per il comp…

Budapest – L’atletica intrattenimento, quella da “sotto il vestito tutto”, funziona più per Francesco Pernici che per Marcell Jacobs. Il primo negli 800 metri, nuovo primatista italiano, fa una gara da protagonista, non si fa trascinare indietro, e si qualifica per la finale di oggi con 1’43”80, a due decimi dal suo record nazionale. «Io so correre solo così, in testa, ho scelto la progressione lunga».

Jacobs è una comparsa in batteria

Jacobs invece è una comparsa, settimo nella sua batteria con 10”20, per lui nessun miracolo e niente finale. I cento metri dello sprint eletto vanno a chi ha sempre pensato che lassù qualcuno non lo ami. L’americano Kenny «Kung Fu» Bednarek, quello riconoscibile dalla fascia bianca in testa. Finora sempre piazzato, abbonato all’argento, e mai vincente nei momenti che contano. Stavolta è un razzo potente che brucia tutti in 9”85 e si mette alle spalle il giamaicano Seville che aveva il tifo di Bolt mentre inquadrano Noah Lyles che si sbraccia per il compagno.

Jefferson-Wooden, quarto tempo di sempre sui 100 donne

Lo sprint femminile con 10”62, quarto tempo della storia, va all’imprendibile Melissa Jefferson-Wooden, inseguita da Julien Alfred (10”76) e da Sha’Carri Richardson (10”76). L’aveva preannunciato: «Correrò come una bestia». Grandi donne corrono, mentre lo sprint italiano rallenta. A Jacobs per stare con i migliori bastava un abbordabile 10”05, ma si vede che Budapest non gli porta fortuna visto che su questa stessa pista ai mondiali 2023 con quel tempo non entrò in finale per quattro miseri centesimi. Stavolta non è mai stato in gara, sempre indietro, la sua è stata una prova incolore, da uno che con questa velocità ora c’entra poco (purtroppo). Buono il suo tempo di reazione (0.133), male il resto. 0,7 di vento contrario.

Il rientro dopo l’infortunio

Marcell rientrava da un infortunio dopo un mese. «Non riesco a trovare un motivo per questa prova deludente, mi sentivo bene, ma mi è mancata la seconda parte. Non mi sembrava di essere partito malissimo, se sono venuto qui è perché sapevo di potermi mettere in gioco, è un format che mi piace, i nostri tifosi sono molti tradizionalisti e un po’ di cambiamento ci vuole. Essere in questa manifestazione significa essere tra i top del mondo, forse non avevo tutti i cento metri nelle gambe, mi manca ancora qualcosa, nello sport non si inventa niente, e io ho passato un mese in cui in cui ho dovuto alternare piscina, fisioterapia, allenamento. La risonanza dice che sono guarito, in questo sono tranquillo, ma bisogna essere al meglio, mi è mancata l’esplosività. Ero arrugginito, ecco».

"Se danno il mondiale a Roma nel ‘29 continuo anche dopo LA”

Marcell ora vuole riposarsi, tornerà a Miami, per stare con la sua famiglia. «Non li vedo da giugno, ho bisogno di ritrovarli. Ho 32 anni, non sono più giovanissimo, non farò le indoor, ripartirò con il lavoro a gennaio e farò le prime gare a maggio, anche perché i mondiali l’anno prossimo sono a settembre, sarà una stagione lunga, ma devo ancora parlarne con il mio coach». È un Jacobs che si allunga sul futuro, sicuro di potersi togliere la ruggine. «Non mi sento un atleta arrivato alla fine, quando mi muovo ho la sensazione di farlo meglio che in passato. E se danno il Mondiale di atletica del 29 a Roma, continuo anche dopo Los Angeles. Mi piace l’idea che Chituru Ali mi raggiunga in Florida per allenarsi con me, gli ho parlato da fratello maggiore, ma deve decidere lui, ha un grande potenziale, anche se è scontento dei suoi due anni a Los Angeles. Non sono una persona egoista, forse altri non vorrebbero avere un avversario in casa, io invece credo possa essere una spinta anche per me».

Domenica all’insegna di Tamberi

Elisa Coiro è sesta negli 800 metri vinti dalla svizzera Werro. Per volare oggi nell’azzurro arriva Gimbo Tamberi che ha già vinto un titolo mondiale proprio qui nel 2023 suonando la batteria prima di saltare. E quando ancora l’atletica non si era data la missione di essere entertainment.

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