Budapest – Oggi l’annuncio delle città che ospiteranno i Mondiali di atletica 2029 e 2031. Roma è candidata, punta alla prima data. Gimbo Tamberi con la miglior prestazione mondiale dell’anno (2,37) si avvia con più fiducia verso i Giochi di Los Angeles 28 mentre la sprinter Zaynab Dosso, 27 anni lascia Roma per gli Usa. Giorgio Frinolli lo conferma: «È in cerca di nuove esperienze, sono orgoglioso di lei». Ma tutti gli occhi sono su Tamberi capace a 34 anni di tornare a dominare all’alto e che ha parlato con tutti del suo futuro.
E se nel 2029 toccasse a Roma?
«Sarebbe bellissimo fare l’ultimo salto della mia carriera all’Olimpico. Ora stacco, vado in vacanza, l’anno scorso con la nascita di Camilla non ci siamo riposati. E mi godo questo successo con il mio gruppo, perché finora non sono mai stato capace di farlo. È stata una gara pazzesca, io non sono il più forte di tutti, ma quando conta mi accendo, vado sempre più in alto».
Budapest – Oggi l’annuncio delle città che ospiteranno i Mondiali di atletica 2029 e 2031. Roma è candidata, punta alla prima data. Gimbo Tamberi con la miglior prestazione mondiale dell’anno (2,37) si avvia con più fiducia verso i Giochi di Los Angeles 28 mentre la sprinter Zaynab Dosso, 27 anni lascia Roma per gli Usa. Giorgio Frinolli lo conferma: «È in cerca di nuove esperienze, sono orgoglioso di lei». Ma tutti gli occhi sono su Tamberi capace a 34 anni di tornare a dominare all’alto e che ha parlato con tutti del suo futuro.
E se nel 2029 toccasse a Roma?
«Sarebbe bellissimo fare l’ultimo salto della mia carriera all’Olimpico. Ora stacco, vado in vacanza, l’anno scorso con la nascita di Camilla non ci siamo riposati. E mi godo questo successo con il mio gruppo, perché finora non sono mai stato capace di farlo. È stata una gara pazzesca, io non sono il più forte di tutti, ma quando conta mi accendo, vado sempre più in alto».
Aveva dubbi?
«Sì, l’anno scorso li ho avuti. Non sapevo come avrebbe reagito il mio ginocchio. E anche quattro mesi fa. Ero in crisi, ma a luglio sapevo di valere queste misure, è cambiata la mia consapevolezza, dovevo solo mettere a posto la tecnica, fare le cose giuste tutte assieme non un pezzo alla volta. Ci tenevo anche a finire la stagione da numero uno e a migliorarmi rispetto ai Mondiali di Budapest 2023, io vivo nel presente non nel passato, ma volevo dirmi che in questi tre anni sono stato capace di andare ancora più in alto. Harrison mi ha sfidato, mi ha messo con le spalle al muro e lì ho capito che sarebbe stata una serata pazzesca, anzi meravigliosa. Mi sono divertito più che agli Europei, anche se qui c’erano tutti i più forti».
Promuove Ultimate, il nuovo format dell’atletica?
«Sì, il nostro sport va rinnovato, reso più attuale e non parlo del montepremi. Però io in certe cose sono tradizionalista, l’inno non va tolto, lo rivoglio, quando lo sento mi mette i brividi. E poi vanno bene le luci, la musica, ma quello che mi ha più spinto è stato gareggiare davanti alla mia famiglia e ai miei amici. Poterli ripagare del loro affetto è stato impagabile. L’algoritmo mi dava lo zero per cento di possibilità di successo? A questo punto le previsioni le potrebbe fare anche la mia bimba».
È il campione più forte di sempre?
«Se parliamo dell’atletica sono nella lista, ma ci sono altre variabili nella graduatoria. È una cosa che scopriremo a fine carriera, adesso faccio festa e mi ubriaco di felicità».
Un pensiero ai suoi compagni?
«I più giovani mi dicono che sono uno stimolo per loro, ma la verità è che loro lo sono per me. Prendete Larissa Iapichino, mi chiedo: come fa ad avere 24 anni e a essere così matura? Non ho proprio niente da consigliarle. È bello che ci siano nuove generazioni così valide. Quanto a Marcell Jacobs non penso che sia finito, credo possa tornare a correre sotto i 9”90, gli auguro di capire perché si fa spesso sempre male, purtroppo nel nostro sport bisogna essere capaci di prevenire gli infortuni. Anche io alla mia età devo fare scelte razionali».