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I Mondiali di sollevamento pesi 2030 si faranno a Mosca. L’Ucraina: “Vergognoso”

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Per la prima volta dall’inizio del conflitto, una specialità olimpica sceglie il suolo russo per un campionato iridato
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Per la prima volta da quando è iniziata l'invasione dell'Ucraina nel 2022 e dopo quattro anni di sostanziale isolamento sportivo, la Russia si è vista assegnare l'organizzazione di un campionato mondiale in una delle discipline olimpiche. La IWF, la Federazione internazionale di sollevamento pesi, ha scelto Mosca come sede della rassegna iridata del 2030. "Tutte le candidature che abbiamo ricevuto erano eccellenti e siamo certi che i campionati saranno un enorme successo", le parole di Josè Quinones, segretario generale dell'IWF, che contestualmente ha assegnato l'edizione 2029 all'indiana Ahmedabad. "La Russia possiede tutta l'esperienza e le capacità necessarie per organizzare competizioni di altissimo livello", ha accolto la decisione Aleksandr Vinokurov, numero uno della Federpesistica russa.

L’allentamento della pressione

La scelta di Mosca rientra nel percorso inaugurato dal Cio in estate, quando ha allentato le restrizioni nei confronti degli atleti russi, aprendo loro la …

Per la prima volta da quando è iniziata l'invasione dell'Ucraina nel 2022 e dopo quattro anni di sostanziale isolamento sportivo, la Russia si è vista assegnare l'organizzazione di un campionato mondiale in una delle discipline olimpiche. La IWF, la Federazione internazionale di sollevamento pesi, ha scelto Mosca come sede della rassegna iridata del 2030. "Tutte le candidature che abbiamo ricevuto erano eccellenti e siamo certi che i campionati saranno un enorme successo", le parole di Josè Quinones, segretario generale dell'IWF, che contestualmente ha assegnato l'edizione 2029 all'indiana Ahmedabad. "La Russia possiede tutta l'esperienza e le capacità necessarie per organizzare competizioni di altissimo livello", ha accolto la decisione Aleksandr Vinokurov, numero uno della Federpesistica russa.

L’allentamento della pressione

La scelta di Mosca rientra nel percorso inaugurato dal Cio in estate, quando ha allentato le restrizioni nei confronti degli atleti russi, aprendo loro la strada per partecipare alle qualificazioni per i Giochi di Los Angeles 2028. Le direttive di Cio non hanno però trovato terreno fertile presso tutte le Federazioni internazionali, alle quali spetta il diritto di decidere su forma e modi di partecipazione degli atleti russi alle proprie competizioni. Alcuni sport hanno “sdoganato” totalmente la loro presenza: il judo è stata il primo ad aprire senza restrizioni, seguito dalla boxe. Nel nuoto e nella ginnastica i russi e i bielorussi invece gareggiano sotto la dicitura Atleti neutrali A (Bielorussia) e B (Russia). La prima “ricomparsa” del tricolore russo si è avuta comunque durante le Paralimpiadi di Milano Cortina 2026, quando i pochi atleti autorizzati hanno conquistato ben 12 podi e il terzo posto nel medagliere dietro Cina e Usa.

Lo sport che si oppone

L’atletica mantiene una posizione intransigente nei confronti di russi e bielorussi: nemmeno gli atleti che hanno dimostrato neutralità nei confronti del conflitto e non sono inseriti nel quadro delle forze armate hanno il diritto a partecipare alle gare.

Il caso ginnastica

La Federazione internazionale della ginnastica ha formalmente aperto a russi e bielorussi (senza inno e bandiera), ma ai recenti Mondiali di Rotterdam è accaduto qualcosa di imprevisto. Le due stelle Angelica Melnikova e Viktorija Listunova non hanno ricevuto il visto d’ingresso dal governo olandese e si sono viste costrette a rinunciare all’evento, che ha comunque visto atlete russe neutrali sul podio. Il no al visto non è stato ufficialmente motivato, ma sarebbe dovuto ai legami politici tra le due atlete e il partito di Vladimir Putin.

Le proteste ucraine

L'Ucraina ha definito "vergognosa" la decisione della Federazione internazionale di sollevamento pesi (IWF) di assegnare alla Russia l'organizzazione dei Mondiali del 2030, annunciando l'intenzione di presentare ricorso al Comitato Olimpico Internazionale (CIO). Il ministro ucraino dello Sport, Matvì Bidny, ha dichiarato sui social media di stare preparando "un ricorso" presso il CIO e l'IWF contro "la vergognosa decisione di concedere alla Russia il diritto di ospitare i Campionati del mondo del 2030", esortando la comunità internazionale a opporsi a tale scelta. "Chiediamo che questa decisione venga riesaminata e che venga avviato un nuovo processo di selezione, trasparente, per determinare il paese che ospiterà il campionato", ha aggiunto, sostenendo che lo svolgimento dell'evento in Russia fungerebbe da "strumento di propaganda e riabilitazione politica" per il Cremlino.

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