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Curling, fine della corsa per le azzurre agli Europei: la rivoluzione non ha pagato

Giulia Zardini Lacedelli 

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Il team Zardini Lacedelli chiude a Ostrava con 2 vittorie e 3 sconfitte
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Tre partite perse, due vinte, eliminazione al round robin, cioè subito: niente semifinali, è già finita. Gli Europei di curling hanno mostrato il loro lato ruvido all’Italia femminile. Italia, a Ostrava, era il Team Dolomiti, che aveva vinto i tesissimi trials azzurri celebrati in quel di Cembra a inizio ottobre. Quella sorta d’improvvisato torneo di qualificazione per l’Europeo ha lasciato clamorosamente a casa Stefania Constantini e le sue compagne della DARE+, squadra nuova fondata dalla campionessa olimpica del doppio misto e nata dalla scissione e dalle storie tese di Milano Cortina e dintorni.

I trials vinti a Cembra

Nell’impossibilità di scegliere un team unitario, la Federghiaccio aveva preferito affidarsi al verdetto inequivocabile del campo. Tra stone, skip e spazzate, in finale a Cembra Lisignago si sono affrontati il Team Dolomiti di Giulia Zardini Lacedelli, Elena Antonia Mathis, Marta Lo Deserto e Rachele Scalesse – tre quinti della squadra azzurra delle Olimpiadi –…

Tre partite perse, due vinte, eliminazione al round robin, cioè subito: niente semifinali, è già finita. Gli Europei di curling hanno mostrato il loro lato ruvido all’Italia femminile. Italia, a Ostrava, era il Team Dolomiti, che aveva vinto i tesissimi trials azzurri celebrati in quel di Cembra a inizio ottobre. Quella sorta d’improvvisato torneo di qualificazione per l’Europeo ha lasciato clamorosamente a casa Stefania Constantini e le sue compagne della DARE+, squadra nuova fondata dalla campionessa olimpica del doppio misto e nata dalla scissione e dalle storie tese di Milano Cortina e dintorni.

I trials vinti a Cembra

Nell’impossibilità di scegliere un team unitario, la Federghiaccio aveva preferito affidarsi al verdetto inequivocabile del campo. Tra stone, skip e spazzate, in finale a Cembra Lisignago si sono affrontati il Team Dolomiti di Giulia Zardini Lacedelli, Elena Antonia Mathis, Marta Lo Deserto e Rachele Scalesse – tre quinti della squadra azzurra delle Olimpiadi – e il team DARE+ di Constantini, Angela Romei, Lucrezia e Allegra Grande. La bandiera italiana in Cechia è nelle mani di Giulia Zardini Lacedelli, skip del team, la regista di una squadra che ha voluto e creato soprattutto lei. Chi c’era in val di Cembra ha parlato e scritto di un clima per nulla amichevole tra le due squadre. Nel silenzio del Palaghiaccio si sarebbero uditi chiaramente grida, offese e quant’altro. Il curling del resto è tutto tranne quello che vorrebbe mostrare di sé. Il torneo olimpico di Cortina aveva mandato in diretta mondiale tensioni e furbate inimmaginabili, tanto da spingere la Federazione internazionale a mettere in piedi un improvvisato Var a torneo già iniziato per dirimere questioni che mai si erano poste: il doppio tocco per indirizzare la stone, pedate fuori zona, pietre spostate fintamente per errore. Ghiaccio bollentissimo sotto le volte di legno del Palazzo olimpico.

L’Italia senza Constantini

Nella squadra femminile azzurra però tutto era accaduto prima dei Giochi di casa. La scelta del dt Mariani di inserire sua figlia Rebecca al posto di Angela Romei - che fece persino ricorso al Tas contro l’esclusione – aprì grinze diventate voragini all’interno del tessuto della Nazionale. E Constantini, subito dopo il bronzo conquistato con Mosaner nel doppio misto, aveva dedicato le medaglia proprio alla sua «migliore amica Angela Romei», allargando a dismisura la frattura. Zavorrata dalle polemiche, la squadra femminile chiuse il torneo con 2 vittorie e 7 sconfitte. Penultimo posto e molta amarezza.

A Pinerolo

Il 3-0 secco del team Zardini Lacedelli a Cembra, tutto sommato inatteso, ha così spedito davanti alla tv Constantini e compagne (Romei in realtà a Ostrava come voce tecnica delle dirette Rai accanto a Stefano Rizzato). “Siamo un gruppo di ragazze che ha iniziato a costruire qualcosa insieme appena due mesi fa e, se questi sono i primi passi, non vedo l’ora di scoprire fin dove potremo arrivare” aveva scritto subito Stefy, che da Cortina ora si è trasferita per gli allenamenti con il team a Pinerolo, nel palazzetto delle Olimpiadi 2006, mettendo distanza geografica tra il passato e il futuro. E da Milano Cortina, soprattutto. Però, al momento, non ha pagato.

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