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Crippa splendido secondo a New York. Almgren vince e fa la storia: non aveva mai corso una maratona

Yeman Crippa (afp)
Lo svedese, campione europeo dei 10.000, per la prima volta si cimentava sui 42 km. Allenamenti massacranti in altura e un mantra: “Non fare il piagnucolone”. Grande prova dell’azzurro
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“Don’t be a cry baby”. Nei momenti difficili di una gara, Andreas Almgren si ripete questa frase: “Non fare il piagnucolone”. Le sue gare sono state finora i 10.000 o al massimo la mezza maratona. Ma Almgren a New York ha fatto la storia. Ha vinto la prima maratona della sua vita. Il trentunenne svedese si è imposto sul traguardo di Central Park con il tempo di 2h06’01”. Sorride l’Italia, che ha sfiorato di interrompere un digiuno che durava da 30 anni, dal successo di Giacomo Leone nel 1996. Yeman Crippa infatti è giunto secondo con il tempo di 2h06’14”, precedendo l’atleta del Lesotho Kamohelo Mofolo. Almgren ha staccato Crippa a poco più di un km dall’arrivo dopo che i due si erano isolati in testa da un gruppetto di 10.

Yeman Crippa (afp)

Crippa secondo al primo tentativo a New York

Per Crippa è stato il debutto alla New York Marathon giunta alla 50ª edizione. Per l'azzurro, già p…

“Don’t be a cry baby”. Nei momenti difficili di una gara, Andreas Almgren si ripete questa frase: “Non fare il piagnucolone”. Le sue gare sono state finora i 10.000 o al massimo la mezza maratona. Ma Almgren a New York ha fatto la storia. Ha vinto la prima maratona della sua vita. Il trentunenne svedese si è imposto sul traguardo di Central Park con il tempo di 2h06’01”. Sorride l’Italia, che ha sfiorato di interrompere un digiuno che durava da 30 anni, dal successo di Giacomo Leone nel 1996. Yeman Crippa infatti è giunto secondo con il tempo di 2h06’14”, precedendo l’atleta del Lesotho Kamohelo Mofolo. Almgren ha staccato Crippa a poco più di un km dall’arrivo dopo che i due si erano isolati in testa da un gruppetto di 10.

Yeman Crippa (afp)

Crippa secondo al primo tentativo a New York

Per Crippa è stato il debutto alla New York Marathon giunta alla 50ª edizione. Per l'azzurro, già primatista italiano con 2h06'06” (Siviglia nel 2024) e con un personale di 2 ore 05'18, è stata la settima maratona in carriera. La gara femminile è stata vinta dalla keniana Sheila Chepkirui, già vincitrice nel 2024. Chepkirui ha staccato negli ultimi 150 metri la connazionale Hellen Obiri, tagliando il traguardo in 2 ore 24'36. Seconda, a sei secondi, l'americana Jessica McClain. Era dal 2018 che una statunitense non si classificava nelle prime tre alla maratona di New York. Alla gara dei professionisti hanno preso parte poco più di duemila atleti ma solo 88 donne. Alla partenza, al Ponte di Verrazzano, si sono presentati in circa 60.000.

Chi è Yeman Crippa

Yeman Crippa, campione europeo dei 10.000 nel 2022, aveva preparato la maratona di New York nei minimi dettagli e ha tenuto una condotta di gara perfetta, al risparmio fino al 35° km. Nato in Etiopia e adottato da una famiglia milanese assieme ai suoi cinque fratelli, portacolori delle Fiamme Oro, allenato da Massimo Pegoretti, Crippa ha saputo far fronte ai vari attacchi che si sono susseguiti nel corso dei 42,195 chilometri del percorso newyorkese essendo state le curve al Bronx ridotte da sette a cinque. L'atleta italiano ha concluso in 2h06'14, miglior tempo di un italiano di sempre a New York considerando che Stefano Baldini aveva corso oltre 2 ore 09'. Crippa vive a Montagna, in Trentino.

Almgren già oro europeo dei 10.000

Tornando ad Almgren, in questa stagione il 31enne nato a Sollentuna aveva vinto l’oro europeo dei 10.000 (con record dei campionati) e il Mondiale di mezza maratona, con uno spaziale record europeo (58’06”). Una preparazione scientifica che gli ha permesso l’impresa. “Il mio potenziale sui 42 km è tutto da scoprire, può essere eccezionale o scarsissimo, non lo so”. Ora lo ha scoperto.

Gli allenamenti in altura

Nelle ultime settimane si è preparato in altura, ai 2100 metri di Flagstaff, Arizona. Oltre 230 km a settimana, al massimo 30 al giorno, ma a ritmi proiettati sulle 2h05’ (2h04’58” il record a New York di Tola, ma il percorso quest’anno era leggermente più filante). Un suo compagno di sgroppate, Rory Linkletter, ha raccontato in un podcast: “Ha accumulato così tanti lunghi a Flagstaff che manderebbero in crisi la carriera di qualsiasi altro maratoneta. Tra questi, un allenamento di 20 miglia (32 km) a ritmo sostenuto sulle salite di Lake Mary Road, mantenendo un passo equivalente a quello di una maratona corsa in 2 ore e 10 minuti. Impressionante”. L’allenatore Jordan Donnelly, capo dell’innovazione nel settore corsa Nike, ha detto al sito specializzato LetsRun.com che quella dello svedese “è la preparazione più impressionante che abbia mai visto”. Ai Giochi di Los Angeles Almgren vorrebbe tentare una doppietta straordinaria: 10.000 e maratona. Come Emil Zatopek ai Giochi del 1952 (con l’aggiunta, non da poco per la Locomotiva Umana, dei 5.000).

Come il leggendario Zatopek

La storia della maratona è ricca di grandi atleti scandinavi (soprattutto al femminile), anche se provenienti soprattutto da Norvegia e Finlandia. Ma vincendo a New York, Almgren ha aggiunto il suo nome a quello di altri miti dell’atletica che hanno conquistato la prima maratona corsa in carriera. Emil Zatopek ci riuscì, come detto, alle Olimpiadi del 1952, a Helsinki: decise solo all’ultimo minuto di esibirsi sui 42 km e vinse con il record olimpico. La norvegese Grete Waitz vinse proprio a New York, nel 1978, la sua prima maratona corsa: nella Grande Mela vincerà in 9 occasioni, fino al 1988. La britannica Liz McColgan conquistò New York nel 1991, Paula Radcliffe esordì vincendo a Londra nel 2002. E poi: Samuel Wanjiru, oro olimpico a Pechino 2008, aveva esordito sui 42,195 km a Fukuoka l’anno prima, vincendo. Come Kelvin Kiptum, nel 2022 a Valencia. Gli ultimi due, keniani entrambi, hanno avuto vite brevi e concluse tragicamente.

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