Canelo Alvarez è tornato: batte Mbilli e a 36 anni torna campione del mondo dei supermedi
di Luigi PanellaCanelo Alvarez c’è ancora. Il trentaseienne mito del Messico e della boxe mondiale torna sul ring tredici mesi dopo la sconfitta con Terence Crawford e si riprende il titolo mondiale dei supermedi della Wbc, la sigla più prestigiosa. Christian Mbilli, 31 anni e una storia complicata, partita in salita in Camerun, proseguita in Francia prima e Canada poi, mostra buone doti di combattente ma deve arrendersi ad una superiorità tecnica e tattica piuttosto evidente del messicano.
Canelo, i 36 anni si fanno sentire
Ma cosa ha detto la sfida di Riad, seguita a bordo ring anche da Cristiano Ronaldo? Il punto centrale è che Canelo, ma questo si era capito anche nei match precedenti, è in oggettiva fase calante. Non sono tanto i 36 anni (comunque non pochi), quanto quelli passati a combattere in professionismo stressante, ad altissimi livelli. Il messicano è arrivato nella boxe che conta a 15 anni e da allora non si è più fermato. Con Mbilli ha messo insieme la vittoria numero 64 (39 prima del limite) a fronte di 3 sconfitte e 2 pareggi.
Ma per batterlo serve un fuoriclasse
Proprio i nomi di chi lo ha battuto danno la spiegazione del match di Riad. Mayweather, Bivol e Crawford sono dei fuoriclasse, condizione necessaria – anche se non sempre sufficiente – per spuntarla su uno come Alvarez. E Mbilli, che in carriera non aveva ancora perso (arrivava con 29 vittorie e un pari), fuoriclasse proprio non lo è. E’ un ottimo pugile di notevole potenza (24 ko all’attivo), ma l’età non ha scalfito la mascella del messicano, sempre molto solida.
Match intenso gestito da Alvarez
Il match non è stato spettacolare ma intenso. Alvarez è partito con il freno a mano tirato, scelta logica per gestire le energie, poi è cresciuto gradualmente. Ha portato i colpi che servivano nella prima metà del match, ma dopo il giro di boa ha alzato ha iniziato a colpire con più frequenza. Mbilli ha dato tutto e può scendere dal ring senza rimpianti. Era e resta un bel pugile, ma un mito, anche se un po’ appannato, resta sempre tale.