Luna Rossa, la notte più lunga tra riparazioni e incognita vento. Sirena: “Prendiamoci la finale”
di Mattia ChiusanoL’equipaggio di Luna Rossa dopo l'incidente
Il giorno della verità, dopo la notte della grande riparazione. La barca che ha battuto New Zealand, Ineos, quattro volte di seguito American Magic, cioè Luna Rossa, è tornata nella sua base situata all’ingresso di Port Vell come se fosse in un’infermeria. Per qualche ora nelle aree tecniche, negli uffici, palestre, mense si è parlato con apprensione del gioiello argentato ferito, frenata dalla rottura di un pezzo della randa quando era in testa e stava andando a prendersi la finale di Louis Vuitton Cup contro Ineos Britannia (che intanto ha sconfitto 5-2 Alinghi). Quel che appariva certo domenica sera dopo un 4-0 a senso unico si è trasformato in una giornata della sopravvivenza da celebrare oggi davanti al lungomare di Barcellona. American Magic è risalita sul 3-4 e già pregusta una rimonta simile a quella di Oracle nel 2013, da 1-8 al 9-8 con New Zealand in un’altra giornata della verità.
Sirena: “Barche tirate al limite”
Già, ma qual è la verità di Luna Rossa? A forza di s…
Il giorno della verità, dopo la notte della grande riparazione. La barca che ha battuto New Zealand, Ineos, quattro volte di seguito American Magic, cioè Luna Rossa, è tornata nella sua base situata all’ingresso di Port Vell come se fosse in un’infermeria. Per qualche ora nelle aree tecniche, negli uffici, palestre, mense si è parlato con apprensione del gioiello argentato ferito, frenata dalla rottura di un pezzo della randa quando era in testa e stava andando a prendersi la finale di Louis Vuitton Cup contro Ineos Britannia (che intanto ha sconfitto 5-2 Alinghi). Quel che appariva certo domenica sera dopo un 4-0 a senso unico si è trasformato in una giornata della sopravvivenza da celebrare oggi davanti al lungomare di Barcellona. American Magic è risalita sul 3-4 e già pregusta una rimonta simile a quella di Oracle nel 2013, da 1-8 al 9-8 con New Zealand in un’altra giornata della verità.
Sirena: “Barche tirate al limite”
Già, ma qual è la verità di Luna Rossa? A forza di sognare su scafi da fantascienza, barche volanti, fibre con la resistenza dell’acciaio, una vittoria possibile, quasi probabile, è stata annullata dalla rottura della rotaia del carrello della randa, strappata dalla coperta della barca. Non il pezzo più sofisticato, che riporta a una vela di comuni mortali. Quali tracce ha lasciato questo incidente? «Non è cambiato niente» taglia corto Max Sirena, team director di Luna Rossa Prada Pirelli. «Le barche sono tirate al limite e purtroppo un incidente del genere può succedere». Il pezzo è stato prodotto in Italia, non come il sistema di movimento del braccio che si ruppe con Alinghi guastando il round robin: quello era fornito dall’organizzazione, quindi dai neozelandesi.
I britannici già sicuri della finale
Stavolta si è potuto operare con materiale nostrano, in un clima che ricorda le veglie della Formula 1: d’altronde queste barche sono un’evoluzione talmente recente ed estrema da non temere paragoni con gli sviluppi del Circus. Il team italiano si aspettava di recuperare energie in vista delle finali, invece ad approfittarne saranno i britannici. Saranno sotto pressione i ragazzi di Max Sirena, che deve indossare anche i panni del mental coach: «Il morale comunque è alto, stiamo regatando bene, siamo veloci e quindi andiamo in acqua per portare a casa il punto che ci manca».
La velocità di Luna Rossa
La velocità, quella non manca a Luna Rossa. In entrambe le regate perse è stata davanti ad American Magic, prima della caduta dai foil e dell’ormai celebre rottura a bordo. «Siamo stati testa a testa, con tanti incroci e tanti sorpassi» ricostruisce Sirena, anche se c’è un’incognita che rende tutto più incerto dopo la grande illusione del 4-0: il vento. La lettura del campo di regata sta diventando un affare da indovini, con refoli deboli e irregolari che costringono gli enormi AC75 a giochi di equilibrio per non sprofondare cadendo dai foil. «C’era un vento da levante molto oscillante, rafficato» è la prima cosa che dice il trimmer Andrea Tesei, aggiungendo solo dopo l’episodio più spettacolare: «Stavamo vivendo un’ottima fase prima della rottura nel momento chiave».
Il punto per la quinta finale
Oggi è prevista una mattinata senza vento, una pessima premessa che però potrebbe addolcirsi proprio all’ora della partenza, attorno alle 14: da quel momento sul campo di regata saliranno raffiche moderate, che però si incroceranno creando ostacoli e opportunità. Un pomeriggio da cacciatrice di venti, per Luna Rossa alla ricerca della sua quinta finale di Louis Vuitton Cup.