Luna Rossa tradita dal meteo bugiardo. Il timoniere Checco Bruni: “La rimonta è ancora possibile"
dal nostro inviato Mattia ChiusanoBARCELLONA — “Nothing lucky about that!”, non c’è niente di fortunato in questo, urla Ben Ainslie ai suoi. Il messaggio passa attraverso le radio trasmittenti degli otto a bordo di Ineos Britannia, ma lo sentono anche a terra. Sanno che Sir Ben, il baronetto, il timoniere e Ceo, è arrabbiato, e questo è un ringhio di vittoria. Contro Luna Rossa, ma anche contro i media italiani citati nelle prime parole dopo la doppietta che porta i britannici a una vittoria dalla finale di Coppa America con New Zealand. È Inghilterra contro Italia, e stavolta i favoriti stanno diventando gli outsider, che non accettano la tesi della fortuna dopo tutti gli incidenti di Luna Rossa: “C’erano un po’ di chiacchiere in giro, sul fatto che non avremmo potuto vincere una gara da soli. Abbiamo dimostrato che si sbagliavano”.
BARCELLONA — “Nothing lucky about that!”, non c’è niente di fortunato in questo, urla Ben Ainslie ai suoi. Il messaggio passa attraverso le radio trasmittenti degli otto a bordo di Ineos Britannia, ma lo sentono anche a terra. Sanno che Sir Ben, il baronetto, il timoniere e Ceo, è arrabbiato, e questo è un ringhio di vittoria. Contro Luna Rossa, ma anche contro i media italiani citati nelle prime parole dopo la doppietta che porta i britannici a una vittoria dalla finale di Coppa America con New Zealand. È Inghilterra contro Italia, e stavolta i favoriti stanno diventando gli outsider, che non accettano la tesi della fortuna dopo tutti gli incidenti di Luna Rossa: “C’erano un po’ di chiacchiere in giro, sul fatto che non avremmo potuto vincere una gara da soli. Abbiamo dimostrato che si sbagliavano”.
L’errore di Luna Rossa: sbagliata la scelta della vela
Come possa passare la rabbia attraverso le vene di un monoscafo lanciato a 50 nodi è un mistero. Ma è sembrato proprio così, una Ineos con le zanne di fuori in uno scenario da mari del nord, cielo grigio e onde alte. Luna invece è diventata pallida, come intristita dal panorama british. Incapace di trovare quella forza di reagire che l’ha fatta uscire da situazioni ben peggiori, solo il giorno prima aveva vinto con la barca rattoppata. Tradita stavolta dal meteo, o meglio dalle sue rilevazioni sul vento che le hanno fatto sbagliare la scelta di una vela. “Le previsioni davano da 15 a 20 nodi, sul campo di regata abbiamo visto queste raffiche e scelto il fiocco (la vela di prua, ndr), poi le raffiche sono svanite all’improvviso e ci siamo trovati con una barca sbilanciata. Abbiamo fatto fatica a tenerla sul binario” ricostruisce il timoniere Checco Bruni.
Ma è sbagliato pensare che l’Italia (ormai è qualcosa di più di Luna Rossa) cerchi alibi per giustificare le due sconfitte con la Gran Bretagna (qualcosa più di Ineos). “La squadra non ha meritato i due punti, ora dobbiamo capire come farli venerdì” tira una riga Checco Bruni. “Anche la nostra seconda partenza non è stata brillantissima, e loro intanto hanno fatto regate impeccabili, quasi senza errori, abbiamo cercato in tutti modi di essere attaccati e non ci siamo riusciti”.
Gli italiani sono sicuri di farcela: “La fiducia è totale”
Non è che va a finire anche qui come nel calcio, dopo i rigori sbagliati da Rashford, Sancho e Saka (Wembley 2021 come Auckland 2021), quelli si rifanno e ce le danno come successo a Napoli e Londra? E qui contano le parole, certo, ma anche le facce, e quelle di Bruni e del trimmer Andrea Tesei, o dello staff di Luna Rossa, non sono quelle delle vittime sacrificali, anzi. Sono facce tipo, ‘Vedrete’. “La fiducia è totale, se abbiamo fatto 4-0 con gli americani, perché non dovremmo riuscirci con gli inglesi?” dice Bruni, “la nostra barca cammina quanto la loro”. Certo è dura rimontare vincendo tre regate, sperando che Sir Ainslie non si illumini d’immenso almeno in una, la situazione metterebbe in crisi tanti e lo stesso Bruni dice, enigmatico: “Io ci credo e con me il 99,9% del team, se qualcuno non ci crede vedremo di convincerlo”.
Spithill, il mago delle rimonte
Se servisse qualcosa di soprannaturale il team Luna Rossa non dovrà andare al santuario dei benedettini a Montserrat, ma rivolgersi a un australiano che vive da anni con loro: nel 2013 Jimmy Spithill guidò la rimonta di Oracle contro New Zealand da 1-8 a 9-8. “Se c’è uno che sa come performare sotto pressione è lui” assicura Bruni. “Basta stargli vicino”.