Luna Rossa, Ainslie incorona Marco Gradoni timoniere del futuro: “Un talento enorme”
dal nostro inviato Mattia ChiusanoBARCELLONA – Luna Rossa è già nel futuro, e a dirlo è chi le ha appena fatto molto male. Sir Ben Ainslie, timoniere e Ceo di Ineos Britannia che ha sconfitto la barca italiana e dal 12 ottobre affronterà New Zealand per la Coppa America. Ma se un’avventura finisce in maniera triste, il futuro di Luna Rossa si sta aprendo in maniera promettente. Nel segno di Marco Gradoni, ventenne timoniere che ha vinto la Youth America’s Cup a Barcellona, dominando il campo degli avversari fino alla finale con American Magic.
Ainslie: “Servono velisti giovani come lui”
Ben Ainslie vive il momento più alto della vela britannica in America’s Cup da sessant’anni, dal 1964 una barca del Regno Unito non arrivava alla finale. Eppure il baronetto sa che…
BARCELLONA – Luna Rossa è già nel futuro, e a dirlo è chi le ha appena fatto molto male. Sir Ben Ainslie, timoniere e Ceo di Ineos Britannia che ha sconfitto la barca italiana e dal 12 ottobre affronterà New Zealand per la Coppa America. Ma se un’avventura finisce in maniera triste, il futuro di Luna Rossa si sta aprendo in maniera promettente. Nel segno di Marco Gradoni, ventenne timoniere che ha vinto la Youth America’s Cup a Barcellona, dominando il campo degli avversari fino alla finale con American Magic.
Ainslie: “Servono velisti giovani come lui”
Ben Ainslie vive il momento più alto della vela britannica in America’s Cup da sessant’anni, dal 1964 una barca del Regno Unito non arrivava alla finale. Eppure il baronetto sa che sta per arrivare una nuova generazione che soppianterà la sua: “Penso che sia fantastico ed è ciò di cui lo sport ha bisogno. Servono questi velisti più giovani come Marco. Voglio dire, che talento enorme è. Ed è bello vederlo vincere la Coppa America giovanile. Anche in Gran Bretagna abbiamo dei fantastici giovani velisti in arrivo, e bisogna impostare le cose in modo che possano entrare in un programma, avere il giusto supporto tecnico, il giusto coaching, l'attrezzatura adatta. Come Luna Rossa anche noi stiamo cercando di costruire col programma Athena Pathway, che permetta di emergere ai giovani e alle donne. Sarà un futuro entusiasmante in America's Cup”.
Spithill: “Molto più avanti di come ero alla sua età”
Anche Jimmy Spithill, congedandosi da Luna Rossa e dall’America’s Cup come atleta, ha incoronato i giovani velisti italiani, con un chiaro riferimento al team di Gradoni: "Se penso alla prossima generazione, soprattutto della squadra italiana, mi dico che sono molto più avanti di quando avevo la loro età. I ragazzi hanno dominato l’America’s Cup dei giovani”. È logico che i complimenti vadano divisi coi componenti di quel team, a partire dagli altri tre che erano in barca, Rocco Alekos Falcone, Federico Colaninno e l’altro timoniere Gigi Ugolini. Ma Gradoni da quando era bambino è circondato da un alone speciale, dopo essere sbucato come un predestinato dal Tognazzi Marine Village, sulla litoranea che tra Capocotta e Torvaianica. Mamma medico (che soffre il mal di mare) e padre ricercatore universitario, romano nostalgico, “è la mia città del cuore, mi manca, voglio tornare, per quattro mesi sono stato lontano per prepararmi alla Coppa America”. Ma soprattutto talento precocissimo che ha vinto in tenera età il premio di miglior velista del mondo, dopo aver conquistato tre mondiali Optimist consecutivi tra il 2017 e il 2019. È l’esponente della nuova vela-playstation, con un timone che sembra un volante dimezzato e due smartphone montati nel pozzetto per tenere sotto controllo tutti i dati. Ben Ainslie viene da uno sport più tradizionale ma è ormai consapevole di quanto lavoro si possa fare al simulatore e di quanto i giovani possano apprendere dalla tecnologia. Lo stesso Gradoni fu scelto così da Max Sirena, che lo studiò al simulatore prima di aprirgli le porte della base di Cagliari. Intravedendo quel che scopre ora anche Ben Ainslie. “Un talento enorme” che può portare Luna Rossa nel futuro.