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Un mare da raccontare nel nome di Carlo Marincovich

Carlo Marincovich, scomparso nel 2008, storico inviato di Repubblica su F1, vela e Olimpiadi 

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Giovedì a Roma la 16ª edizione del premio giornalistico-letterario dedicato alla grande firma di Repubblica scomparsa nel 2008
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Carlo Marincovich è stato ed è una leggenda di Repubblica. Per anni non ha solo scritto di Formula 1: è stato la Formula 1 su queste pagine. Ma il suo grande amore non erano i motori. Un giorno al Sestriere durante un’intervista Nelson Piquet gli disse: "La barca è il mio futuro. Io non ho una casa, voglio vivere in barca, d’inverno, d’estate, in Mediterraneo, in Atlantico, in Brasile o chissà dove. È l’ unico rifugio vero che ho nella vita. Se non avessi vinto tre titoli mondiali forse non avrei mai potuto permettermi una barca così, ma visto che li ho vinti e sono ancora bravo perché rinunciarci?".

Addio a Carlo Marincovich

Scrivere e vivere la vela “alla Marincovich”.

Parlavano dello yacht del brasiliano, ma anche della passione comune per il mare, perché il campione del mondo sapeva chi aveva di fronte: Carlo Marincovich raccontava le più grandi regate, America’s C…

Carlo Marincovich è stato ed è una leggenda di Repubblica. Per anni non ha solo scritto di Formula 1: è stato la Formula 1 su queste pagine. Ma il suo grande amore non erano i motori. Un giorno al Sestriere durante un’intervista Nelson Piquet gli disse: "La barca è il mio futuro. Io non ho una casa, voglio vivere in barca, d’inverno, d’estate, in Mediterraneo, in Atlantico, in Brasile o chissà dove. È l’ unico rifugio vero che ho nella vita. Se non avessi vinto tre titoli mondiali forse non avrei mai potuto permettermi una barca così, ma visto che li ho vinti e sono ancora bravo perché rinunciarci?".

Addio a Carlo Marincovich

Scrivere e vivere la vela “alla Marincovich”.

Parlavano dello yacht del brasiliano, ma anche della passione comune per il mare, perché il campione del mondo sapeva chi aveva di fronte: Carlo Marincovich raccontava le più grandi regate, America’s Cup compresa, inventando quasi un genere letterario con una competenza straordinaria. Un modo di raccontare con ampio respiro che Carlo sapeva rendere affascinante ogni giorno, per interi mesi, durante le lunghissime trasferte delle regate in cui aveva incontrato i più grandi armatori e timonieri. Un punto di forza di Repubblica, che ha avuto un effetto contagioso invogliando tanti giovani che volevano scrivere e vivere la vela “alla Marincovich”. Un’eredità rimasta viva anche dopo la scomparsa del nostro collega il 18 novembre 2008, e rinnovata ogni anno attraverso un premio nato subito dopo, nell’aprile 2009: il Premio letterario Carlo Marincovich. Giovedì a Roma è in programma la premiazione della 16ª edizione, e la sede è sempre la stessa con l’unica eccezione del periodo Covid: il Circolo Ufficiali della Marina “Caio Duilio”, location prestigiosa quanto è consolidato il rapporto con la Marina Militare che patrocina l’evento dall’inizio.

Uno dei premi del "Marincovich 2025": una bugna custom in titanio per la regolazione del fiocco, utilizzato a bordo del motoscafo Luna Rossa AC75 durante la 37^ edizione dell'America's Cup 2024 

I cimeli donati da Luna Rossa per ricordarlo

Il premio è stato fortemente voluto e animato dalla moglie di Carlo, Patrizia Melani, che riceve da yacht club, organizzatori, marinai, pezzi di barche e di storia della vela montati come trofei. Ma ci sono anche libri e foto d’arte offerti da musei e collezionisti: in sedici anni sono stati distribuiti più di 150 cimeli. La concorrenza è sempre più forte, se è vero che nel 2024, tra case editrici grandi e piccole, sono usciti più di settanta titoli sulla “cultura del mare”, e di questi 32 sono arrivati alle selezioni del “Marincovich”: 11 per la narrativa, 12 per la saggistica, 4 per la navigazione, 4 per i Junior e uno per il Premio Speciale. "È stato varato ieri mattina nel porto di Punta Ala il veliero dei grandi sogni, destinato a rinverdire i fantastici ricordi del Moro e di Azzurra" scrisse Carlo il 6 maggio 1999: era la nascita di Luna Rossa. Ventisei anni dopo la barca di Patrizio Bertelli è quella che ha donato più cimeli di tutti per il premio dedicato al nostro collega.

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