America’s Cup, Luna Rossa riparte mentre Ineos si ritira e Burling lascia New Zealand
di Mattia ChiusanoROMA – Sei mesi dopo la fine dell’edizione di Barcellona, l’unica certezza della prossima America’s Cup è Luna Rossa. Non si sa quando si disputerà la prossima sfida della coppa più antica nata nel 1851, non si sa quale città la ospiterà, quali regole saranno decise né quali altre avversarie affronteranno i detentori di New Zealand che nel frattempo hanno perso il loro leggendario timoniere, Peter Burling. Ma in questo orizzonte nebbioso sta per salpare la barca italiana verso una destinazione sconosciuta: è questione di poche settimane, poi Luna ripartirà.
Plazzi: “Bertelli vuole vincere l’America’s Cup”
Ad annunciarlo è uno dei membri storici del team, Matteo Plazzi. “Non navighiamo ancora, ma sicuramente tra un mese, un mese e mezzo la barca AC40 tornerà in mare per gli allenamenti” spiega Plazzi durante la cerimonia del Premio Letterario Carlo Mar…
ROMA – Sei mesi dopo la fine dell’edizione di Barcellona, l’unica certezza della prossima America’s Cup è Luna Rossa. Non si sa quando si disputerà la prossima sfida della coppa più antica nata nel 1851, non si sa quale città la ospiterà, quali regole saranno decise né quali altre avversarie affronteranno i detentori di New Zealand che nel frattempo hanno perso il loro leggendario timoniere, Peter Burling. Ma in questo orizzonte nebbioso sta per salpare la barca italiana verso una destinazione sconosciuta: è questione di poche settimane, poi Luna ripartirà.
Plazzi: “Bertelli vuole vincere l’America’s Cup”
Ad annunciarlo è uno dei membri storici del team, Matteo Plazzi. “Non navighiamo ancora, ma sicuramente tra un mese, un mese e mezzo la barca AC40 tornerà in mare per gli allenamenti” spiega Plazzi durante la cerimonia del Premio Letterario Carlo Marincovich Cultura del Mare, al Circolo Ufficiali della Marina Caio Duilio a Roma. Ravennate, Plazzi è una figura tipica dell’universo Luna Rossa. Un tempo velista, vincitore di un’America’s Cup nel 2010 con Team Oracle, ma a bordo anche di Azzurra 1987, Luna Rossa 2000, 2003, 2007, 2013, poi diventato Coach e Rule Advisor in un team in cui chi va per mare impara tante cose, anche a diventare ingegnere. Plazzi vive all’interno del team, e svela: “Luna Rossa continua. Esiste una base a Cagliari dove il team si sta riassestando. Max Sirena è lo skipper, Patrizio (Bertelli, ndr) il nostro motore con una gran voglia di continuare a cercare di vincere l’America’s Cup”.
La rottura tra Burling e Team New Zealand
È una coincidenza, ma l’imminente ritorno in acqua del team italiano è annunciato mentre finisce la favola tecnologica di Ineos Britannia e il matrimonio tra New Zealand e Peter Burling. Dopo avere vinto tre America’s Cup di fila (Bermuda 2017, Auckland 2020, Barcellona 2024), il campione neozelandese che nell’edizione 2017 è diventato a 26 anni il più giovane timoniere di sempre ad alzare il trofeo non difenderà i colori del team kiwi nella prossima edizione, e se non cambiano le regole non sarà proprio presente. A meno che non stia succedendo qualcosa dietro le quinte, come lascia intravedere il comunicato di NZ: "Con l’America’s Cup che si sta configurando come una competizione a cicli più regolari, i requisiti per i membri del team stanno cambiando. Con l’equilibrio tra progettazione, simulazione, costruzione della barca, test e finestre di regate sempre più ridotte, l’integrazione dei velisti chiave con il team di progettazione diventa più critica che mai”. Quali requisiti non ancora svelati cambieranno per la prossima edizione?
L’uscita di scena di Ineos
Altrettanto misteriosa è la vicenda dell’addio di Ineos Britannia, che a settembre sembrava dotato di un budget illimitato e pronto a sfruttare la sua galassia di competenze per vincere la coppa. Finalista a Barcellona, la barca che ha dato la più grande delusione a Luna Rossa non parteciperà alla 38ª edizione dell'America’s Cup. Tirava una brutta aria da quando si era consumato il divorzio col timoniere e Ceo Ben Ainslie, 4 medaglie d’oro alle Olimpiadi, diventato col suo nuovo team Athena Racing il Challenger of Record: in pratica, ha rilevato lui il diritto di scrivere le regole della prossima edizione con i detentori di New Zealand. Il patron della petrolchimica britannica Jim Ratcliffe aveva assicurato che il team sarebbe comunque andato avanti con la consulenza di cento tra scienziati e ingegneri, ma nel comunicato finale si è parlato invece di una “lunga trattativa infruttuosa” con Athena, che non avrebbe rispettato i tempi previsti compromettendo “la capacità di prepararsi per la prossima Coppa”. Di sicuro il colosso Ineos negli ultimi mesi ha ridotto le sponsorizzazioni nel rugby degli All Blacks, ha tagliato le spese nel Manchester United e nella Mercedes di F1.
L’incognita Alinghi e la tentazione Burling
Se Ineos esce di scena, non sono chiari gli obiettivi delle altre possibili sfidanti, a parte Luna Rossa. Non hanno confermato la partecipazione né gli svizzeri di Alinghi Red Bull Racing né i francesi di Orient Express, usciti malissimo dalla Louis Vuitton Cup di Barcellona. Più probabile invece il ritorno di American Magic. Ma se le regole che stanno cambiando secondo New Zealand riguardassero proprio il numero degli stranieri a bordo, che il patron di Alinghi Ernesto Bertarelli vorrebbe vedere allargato? L’addio di Peter Burling potrebbe essere il primo passo per un clamoroso cambio di maglia?
Quanto alla sede della coppa, la Nuova Zelanda si è tirata fuori per motivi economici e Auckland non sarà lo stadio che i kiwi si aspettavano di ritrovare come nel 2021. In corsa ci sarebbe addirittura Atene, mentre non si spegne mai la suggestione Arabia Saudita. In questo quadro confuso Luna Rossa tirerà fuori dall’hangar di Cagliari il suo AC40 e comincerà ad allenarsi: è il modello di barca con cui hanno vinto a Barcellona le donne e i giovani, i protagonisti della prossima edizione che non avrà più Spithill e Bruni al timone, ma un ventunenne come Marco Gradoni e un due volte campione olimpico come Ruggiero Tita.
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