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L’America’s Cup in Italia, a Napoli il grande show della vela

Team New Zealand, detentore della coppa 

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Nel 2027 per la prima volta il nostro Paese ospiterà le regate del trofeo più antico del mondo. La premier Meloni: “Scelta che ci inorgoglisce. Senza il mare non saremmo ciò che siamo”
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ROMA — Un’attesa lunga 174 anni. Dal 1851 l’America’s Cup, il trofeo sportivo più antico del mondo, è stata ospitata in dieci località e tre continenti. Mai in Italia, nonostante barche leggendarie come Azzurra, il Moro di Venezia e Luna Rossa. Ma il digiuno è finito: nella primavera ed estate del 2027 sarà Napoli la sede della coppa che unisce tradizione, tecnologia, marinai, ingegneri e tycoon. Una scelta a sorpresa, un annuncio arrivato senza preavviso, dopo l’accordo tenuto sottotraccia dal governo italiano e dai neozelandesi, che detengono la coppa, la possibilità di scrivere le regole, scegliere la location, e hanno accolto con entusiasmo l’opzione del golfo di Napoli. Ai Louis Vuitton Act, un evento minore senza la coppa in palio disputato nel 2012, si riversarono maree di folla sul lungomare. Facile immaginare cosa potrebbe succedere tra due anni per un duello tra Luna Rossa Prada e Team New Zealand.

Meloni: “Scelta che ci inorgoglisce”

Applaude Grant Dalton, il gran capo del…

ROMA — Un’attesa lunga 174 anni. Dal 1851 l’America’s Cup, il trofeo sportivo più antico del mondo, è stata ospitata in dieci località e tre continenti. Mai in Italia, nonostante barche leggendarie come Azzurra, il Moro di Venezia e Luna Rossa. Ma il digiuno è finito: nella primavera ed estate del 2027 sarà Napoli la sede della coppa che unisce tradizione, tecnologia, marinai, ingegneri e tycoon. Una scelta a sorpresa, un annuncio arrivato senza preavviso, dopo l’accordo tenuto sottotraccia dal governo italiano e dai neozelandesi, che detengono la coppa, la possibilità di scrivere le regole, scegliere la location, e hanno accolto con entusiasmo l’opzione del golfo di Napoli. Ai Louis Vuitton Act, un evento minore senza la coppa in palio disputato nel 2012, si riversarono maree di folla sul lungomare. Facile immaginare cosa potrebbe succedere tra due anni per un duello tra Luna Rossa Prada e Team New Zealand.

Meloni: “Scelta che ci inorgoglisce”

Applaude Grant Dalton, il gran capo della vela kiwi e defender della coppa rivinta a Barcellona lo scorso autunno, ma esulta anche il governo Meloni: «L’America’s Cup a Napoli» sottolinea la premier, «consentirà di accelerare l’imponente piano di riqualificazione e rigenerazione avviato dal governo per trasformare l’area di Bagnoli in un moderno polo turistico, balneare e commerciale. La scelta dell’Italia ci inorgoglisce, perché è un riconoscimento all’identità stessa della nostra nazione. Senza il mare non saremmo ciò che siamo: l’Italia dimostrerà ancora una volta al mondo di cosa è capace».

Per l’Italia un altro grande evento sportivo

Nella lista dei protagonisti della clamorosa svolta la premier cita il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti, il sindaco Gaetano Manfredi, Sport e Salute (che sarà “soggetto attuatore dal punto di vista organizzativo”) e il ministro per lo Sport e i Giovani Andrea Abodi che parla di «straordinaria opportunità» e garantisce «l’impegno di allargare i benefici, promuovendo anche iniziative, progetti e misure a supporto dell’educazione e dell’economia del mare». Dopo le Olimpiadi estive e invernali, i Mondiali e gli Europei di calcio, la Ryder Cup di golf mancava solo questo grande evento.

La reazione di Luna Rossa

Vince l’Italia, ma quanto ha vinto Luna Rossa? Nel comunicato del governo e di New Zealand si legge come il campo di gara sarà lo specchio d’acqua tra castel dell’Ovo e Posillipo mentre Bagnoli ospiterà le basi dei team. Non appare mai invece il nome del team che rappresenta l’Italia dal 2000. Nella base di Cagliari, dove già si allena la barca AC40 che ha vinto la coppa dei giovani e delle donne a Barcellona, la notizia dell’assegnazione a Napoli è arrivata nella notte. Senza tirare in ballo i rapporti tra esponenti del governo e Patrizio Bertelli, numero uno di Luna Rossa, è chiaro che la barca-nazionale ha da anni una sede a Cagliari, conosce mare e venti di quel golfo, e su quelle onde avrebbe voluto sfidare e battere New Zealand. Invece Grant Dalton festeggia non solo la scelta di un’altra, spettacolare sede, ma anche la fine di un incubo.

Perché l’America’s Cup a Napoli

Dopo l’edizione catalana il sindacato neozelandese ha incassato una serie impressionante di no: no di Barcellona per tornare a ospitare le regate; no di Auckland, privata dei fondi del governo neozelandese; no di Ineos Britannia che eliminò Luna Rossa; no di Alinghi di Ernesto Bertarelli. E infine, l’addio del leggendario timoniere Peter Burling a Team New Zealand (interessa pure a Luna Rossa). Da questa situazione drammatica Dalton è uscito con un colpo a sorpresa: «Napoli è la sede perfetta, anche se è come se stessimo entrando nella tana del leone» dice riferendosi a Luna Rossa. Ma la tana è stato lui a sceglierla, non il team Prada.

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