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Luna Rossa si regala Burling, lo skipper d’oro di New Zealand

Peter Burling 

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Ha vinto le ultime tre America’s Cup ma i kiwi vogliono impedirgli di timonare la barca italiana con un regolamento ad hoc
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L’America’s Cup a Napoli, Peter Burling a Luna Rossa. In poco più mese una coppa che sembrava agonizzante si è trasformata in una delle più imprevedibili degli ultimi decenni. L’Italia che ha fornito la sede ora cala il colpo di mercato: il fuoriclasse della vela contemporanea, il vincitore di tre coppe America, tre medaglie olimpiche, il simbolo dell’orgoglio kiwi quando si va per mare, insomma Peter Burling chiuderà il suo divorzio da Team New Zealand tra le braccia di Luna Rossa. Nella base di Cagliari Max Sirena ha già fatto le presentazioni alla squadra, tutti seduti ad ascoltare il team director come in un briefing prima di un’azione di polizia. Burling si è mostrato sorridente con le braccia incrociate, poi ha posato con la divisa che avrà addosso almeno fino a Napoli 2027, magari anche oltre. Quando regatava con gli All Blacks, Luna Rossa per lui era un «team iconico», che lo «ispirava con la sua innovazione e determinazione». La promessa è ovvia: vincere la prima America’s Cu…

L’America’s Cup a Napoli, Peter Burling a Luna Rossa. In poco più mese una coppa che sembrava agonizzante si è trasformata in una delle più imprevedibili degli ultimi decenni. L’Italia che ha fornito la sede ora cala il colpo di mercato: il fuoriclasse della vela contemporanea, il vincitore di tre coppe America, tre medaglie olimpiche, il simbolo dell’orgoglio kiwi quando si va per mare, insomma Peter Burling chiuderà il suo divorzio da Team New Zealand tra le braccia di Luna Rossa. Nella base di Cagliari Max Sirena ha già fatto le presentazioni alla squadra, tutti seduti ad ascoltare il team director come in un briefing prima di un’azione di polizia. Burling si è mostrato sorridente con le braccia incrociate, poi ha posato con la divisa che avrà addosso almeno fino a Napoli 2027, magari anche oltre. Quando regatava con gli All Blacks, Luna Rossa per lui era un «team iconico», che lo «ispirava con la sua innovazione e determinazione». La promessa è ovvia: vincere la prima America’s Cup italiana.

Il ruolo di Max Sirena

Con il decisivo sostegno di Patrizio Bertelli Sirena ci stava lavorando da tempo, lo disse anche in un’intervista su Repubblica. Con Burling sono amici da anni, su New Zealand hanno strappato la coppa ad Oracle nel 2017: Peter come timoniere, Max come team manager. Sirena sapeva che l’ex compagno stava attraversando un «periodo particolare», mentre il capo di NZ Grant Dalton ci era andato più pesante: «Burling è profondamente scioccato» dopo la separazione consensuale col team che l’aveva lanciato, e lui aveva reso invincibile. Poi, come sempre, l’America’s Cup è anche una storia di famiglie, e l’uomo mercato è contento di «fare una nuova esperienza nella cultura e nella vita italiana» con la moglie Lucinda e la figlia Paloma.

Il regolamento

Peter Burling è di Luna Rossa, ma salirà sulla nuova barca nel Golfo di Napoli? Sembra assurdo, come se l’Inter acquistasse Mbappé senza sapere se potrà schierarlo in campo o solo nello staff tecnico di Chivu. Il regolamento che i defender di New Zealand non hanno ancora annunciato potrebbe impedire a Burling di essere il timoniere di Luna Rossa, avendo lui gareggiato per un altro team a Barcellona. In attesa di conferme, Luna Rossa si prende Burling, che non è solo un campione al timone, ma anche un patrimonio per la decisiva fase della progettazione. Sirena parla di una presenza che «rinforzerà la leadership del core group di Luna Rossa e contribuirà anche in altre aree chiave dello sviluppo». Certo, non poterlo avere a bordo, che beffa.

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