MARANELLO — Nella terra dei motori sta nascendo una barca volante. La prima Ferrari sul mare, un monoscafo di 100 piedi che solcherà gli oceani, con al timone Giovanni Soldini. Il progetto Hypersail è stato presentato ieri al Centro Stile, tra facce sorridenti e un’emozione diffusa. «Un sogno che si realizza. Portare la Ferrari dalla terra all’acqua e al cielo – dice il presidente John Elkann, seduto accanto all’ad Vigna – è straordinario. La nostra più che una barca sarà una navicella spaziale: prestazionale, affidabile e bella». Una sfida che va oltre i confini conosciuti, che «trae ispirazione dalla nostra hypercar, tre volte vittoriosa alla 24 Ore di Le Mans», aggiunge il numero uno del Cavallino. Andrà in mare nel 2026 e proverà a battere i principali record oceanici. Volare tra le onde alte metri con «una barca che nessuno ha mai fatto. Abbiamo disegnato il 90 per cento dello scafo, costruito il 60-70 per cento, ora dobbiamo finire tutti i sistemi e organizzeremo un varo, a metà…
MARANELLO — Nella terra dei motori sta nascendo una barca volante. La prima Ferrari sul mare, un monoscafo di 100 piedi che solcherà gli oceani, con al timone Giovanni Soldini. Il progetto Hypersail è stato presentato ieri al Centro Stile, tra facce sorridenti e un’emozione diffusa. «Un sogno che si realizza. Portare la Ferrari dalla terra all’acqua e al cielo – dice il presidente John Elkann, seduto accanto all’ad Vigna – è straordinario. La nostra più che una barca sarà una navicella spaziale: prestazionale, affidabile e bella». Una sfida che va oltre i confini conosciuti, che «trae ispirazione dalla nostra hypercar, tre volte vittoriosa alla 24 Ore di Le Mans», aggiunge il numero uno del Cavallino. Andrà in mare nel 2026 e proverà a battere i principali record oceanici. Volare tra le onde alte metri con «una barca che nessuno ha mai fatto. Abbiamo disegnato il 90 per cento dello scafo, costruito il 60-70 per cento, ora dobbiamo finire tutti i sistemi e organizzeremo un varo, a metà dell’anno prossimo. Poi ci sarà una fase lunga di messa in funzione. Solo dopo penseremo a un programma sportivo», spiega Soldini. Non gareggerà nell’America’s Cup: «Non mi interessa: ci sono regole stringenti e limitative. La nostra barca è libera: possiamo spingerci dove vogliamo, l’unico confine è l’infinito», dice Elkann.
La Ferrari Hypersail in fase di realizzazione
Le caratteristiche della Ferrari del mare
La barca, progettata dall’architetto navale francese Guillaume Verdier e in costruzione in un cantiere toscano non ancora reso noto, sarà un monoscafo (scelto per i vantaggi aerodinamici) di 100 piedi, 40 metri di altezza, 20 di larghezza, 30 di lunghezza. L’Hypersail stabilizzerà il suo volo su tre punti di appoggio, due foil laterali come gli Ac75 dell’America’s Cup (che però gareggiano su acqua piatta) e uno sul timone. I mondi si contaminano per unire le conoscenze nautiche alle competenze della Ferrari, soprattutto la parte delle auto sportive: non mancano i riferimenti alla F80, la Supercar ibrida di Maranello, nel software delle sospensioni trasformato in algoritmo. «L’incontro tra culture diverse e tecnologie avanzate ci ha permesso di realizzare una barca rivoluzionaria. Sui sistemi l’apporto di Ferrari ci consentirà un controllo del volo mai visto prima», ancora Soldini.
Giovanni Soldini sulla Ferrari Hypersail: "È qualcosa che nessuno ha mai fatto prima"
Le dimensioni della Ferrari Hypersail
Lo scafo – dotato di più di 100 centraline e 15 chilometri di cablaggio – sarà autosufficiente dal punto di vista energetico: a bordo saranno presenti pannelli solari e turbine eoliche, sarà sfruttata anche la forza cinetica. L’equipaggio sarà tra gli 8 e i 12 elementi. Nel progetto sono immersi a tempo pieno 20 tecnici Ferrari, con altri 80 di supporto. Già ottenuti nove brevetti, sei in fase di deposito. Svelato il logo, che ha il fondo giallo che richiama l’hypercar della 24 ore di Le Mans. Non è prevista la costruzione di esemplari per la vendita libera sul mercato.
Il rendering della Ferrari Hypersail
Elkann: “Sfida sportiva e tecnologica”
L’entusiasmo di Soldini, la passione per la vela di Elkann ereditata dal nonno Giovanni Agnelli. Un mix perfetto. «Sento tanta responsabilità, ma è un onore essere coinvolto in questa avventura spaziale», le parole dello skipper. La voglia di innovare del Cavallino, anche così nasce questo progetto: «Non si poteva non farlo», dice Elkann: «È una sfida sportiva e tecnologica, che ci dà la possibilità di sperimentare in ambiti nuovi. Quello che spinge la Ferrari è l’abbinamento di passione e competenza al servizio dell’impossibile». Sarà un gran bel viaggio.
Ferrari a vele spiegate: il progetto Hypersail del Cavallino presentato a Maranello