✕

Giorgio Nocella, 13 anni, campione mondiale al timone di una barca da 220mila euro. “Imparo dai big”

Giorgio Nocella, 13 anni, due mondiali under 23 sulle imbarcazioni RS21 

Ascolta l'audio

Nato a Olbia, vive vicino a Roma e ha già vinto due titoli iridati under 23: “Ho cominciato tardi, a otto anni. Andrò in terza media, intanto mi alleno anche d’inverno in Sardegna”
2 minuti di lettura

Quando gli hanno affidato uno yacht a vela da 220mila euro, senza ansia ha risposto: “Sono il timoniere. La barca è bella e veloce, non l’avevo mai provata, me l’hanno prestata e ho sperimentato come funzionava: mi sono trovato bene”. Quando gli hanno ricordato che nella sua regata erano impegnati reduci di Luna Rossa, campioni olimpici e dell’America’s Cup, anche in questa occasione non si è spaventato, anzi: “L’ho vista come un’opportunità per imparare da loro, trarre ispirazione. Per questo andavo in giro per il molo a chiedere consigli”. Giorgio Nocella ha tredici anni. I boccoli da angelo barocco, l’abbronzatura da panda provocata dai rayban indossati in gara, sembra ancora più piccolo della sua età ma parla con una maturità e una flemma impressionante.

Quando gli hanno affidato uno yacht a vela da 220mila euro, senza ansia ha risposto: “Sono il timoniere. La barca è bella e veloce, non l’avevo mai provata, me l’hanno prestata e ho sperimentato come funzionava: mi sono trovato bene”. Quando gli hanno ricordato che nella sua regata erano impegnati reduci di Luna Rossa, campioni olimpici e dell’America’s Cup, anche in questa occasione non si è spaventato, anzi: “L’ho vista come un’opportunità per imparare da loro, trarre ispirazione. Per questo andavo in giro per il molo a chiedere consigli”. Giorgio Nocella ha tredici anni. I boccoli da angelo barocco, l’abbronzatura da panda provocata dai rayban indossati in gara, sembra ancora più piccolo della sua età ma parla con una maturità e una flemma impressionante.

Ha già vinto due Mondiali under 23

Forse è il campione di domani, ma è così piccolo da rendere ogni pronostico un azzardo. Intanto, fatte le debite proporzioni, è più precoce della sprinter Kelly Doualla: alla sua età ha già conquistato due mondiali under 23 sull’RS21, una barca lunga più di 6 metri con almeno tre membri di equipaggio a bordo che lui ha fatto vincere la prima volta a undici anni, come più giovane in gara con dodici anni di anticipo rispetto al limite massimo della categoria. A metà settembre tornerà in gara in due altri due Mondiali, compresa l’RS21 World Championship. Ma per lui è diventato normale anche gareggiare nelle regate della Nations League, accanto agli iconici Swan 50 da 1,8 milioni di euro, yacht a vela ad alta prestazione e taglia ben più possente rispetto al piccolo ClubSwan 28 da 8,5 metri che gli hanno affidato.

Per nulla a disagio, lo scorso giugno a Porto Cervo, rispetto a Cuordileone di Leonardo Ferragamo, o a campioni come Will Ryan, australiano oro olimpico della 470 a Tokyo 2020, Michele Ivaldi, l’Uomo Ragno che saliva in cima all’albero di Luna Rossa 2000, tre campagne con Prada e un’Olimpiade ad Atlanta, Pietro Sibello, tattico?di Luna Rossa nella finale di Auckland 2021, Tommaso Chieffi, stratega del Moro di Venezia e vincitore della Volvo Ocean Race.

Nocella: “In barca ci vuole prudenza, ma bisogna anche divertirsi”

Giorgio Nocella ha un’idea precisa della responsabilità in barca: “E’ chiaro che bisogna essere prudenti, ma ci si deve anche divertire, non solo guardare le cose brutte che possono capitare”. Nei suoi occhi di tredicenne il debutto velico nel 2020 risale veramente a un altro secolo: “Avevo otto anni, insomma ho cominciato abbastanza tardi. Abbiamo una casa a Porto Rotondo vista mare” sforza la memoria, “vedevo queste barchette, gli Optimist che navigavano davanti a me. Mi sono detto “vado a provare”. Ho iniziato col mio allenatore Camillo Zucconi (Luna Rossa 2000, 3 volte campione del mondo, vincitore della Quebec-St.Malò, ndr), e mi sono subito appassionato. Ho fatto la scuola vela, e invece di abbandonare ho continuato diventando sempre più bravo”.

Gli allenamenti in Sardegna

Il padre Pierandrea e la madre Francesca sono imprenditori, ma la barca delle regate di Porto Cervo è stata prestata. Né c’è una barca vicina alla residenza di famiglia vicino alla capitale: “Sono nato a Olbia, ma vivo vicino a Cesano, fuori Roma, in campagna. È tranquillo lì, però tutte le estati torno in Sardegna”. Non solo le estati. Il litorale di Ostia non lo convince dopo vari test effettuati: “A Roma devo trovare ancora un posto dove allenarmi, durante l’inverno faccio avanti e indietro con la Sardegna, a fare regate e brevi sessioni di allenamento. Certo, la maggior parte degli allenamenti li svolgo durante l’estate”.

Intanto c’è una vita da tredicenne da rispettare, due fratellini non velisti con cui crescere (Marco, dieci anni, che fa padel e Luca di quattro) e una scuola da seguire: “Studio, adesso andrò in terza media. Mi piacciono le materie umanistiche, in particolare la storia, tutta. Disegno a carboncino, devo essere molto preciso. Preferisco i paesaggi, anche se per mio fratello ho appena fatto Spiderman. Sui social non ci sto, ho solo whatsapp. Un giorno ci andrò ma al momento sto bene così”.

Leggi i commenti