La Sardinia Cup di vela rinasce nel segno dell’Aga Khan. Chieffi: “Era un’altra America’s Cup”
di Mattia ChiusanoUna regata regale, ma inghiottita dal tempo. Sospesa per dodici anni, ma riemersa adesso alla presenza della figlia di chi ispirò quella sfida: la principessa Zahra, primogenita dell’Aga Khan IV. Ha voluto esserci anche lei a Milano quando è stata presentata la rinascita della Sardinia Cup, regata simbolo dello Yacht Club Costa Smeralda, nata nel 1978 come risposta mediterranea alla britannica Admiral’s Cup. Un tempo considerata la sfida mondiale della vela d’altura, rilanciata recentemente ispirando la ripartenza della sua alternativa italiana. Due classici che si ripropongono nel calendario internazionale, rievocano grandi sfide e rispolverano le imprese dei più grandi navigatori. Tra di loro Tommaso Chieffi che oggi dice: “Era una specie di America's Cup al di fuori dell'America's Cup”, riferendosi al livello degli equipaggi e degli skipper internazionali presenti.
Una regata regale, ma inghiottita dal tempo. Sospesa per dodici anni, ma riemersa adesso alla presenza della figlia di chi ispirò quella sfida: la principessa Zahra, primogenita dell’Aga Khan IV. Ha voluto esserci anche lei a Milano quando è stata presentata la rinascita della Sardinia Cup, regata simbolo dello Yacht Club Costa Smeralda, nata nel 1978 come risposta mediterranea alla britannica Admiral’s Cup. Un tempo considerata la sfida mondiale della vela d’altura, rilanciata recentemente ispirando la ripartenza della sua alternativa italiana. Due classici che si ripropongono nel calendario internazionale, rievocano grandi sfide e rispolverano le imprese dei più grandi navigatori. Tra di loro Tommaso Chieffi che oggi dice: “Era una specie di America's Cup al di fuori dell'America's Cup”, riferendosi al livello degli equipaggi e degli skipper internazionali presenti.
Su Bribon il timoniere è il re
Tra i tanti ad aver affrontato le acque della Costa Smeralda c’è stato Paul Cayard, indimenticabile timoniere del Moro di Venezia. Nella stessa regata sono saliti a bordo velisti come Francesco De Angelis, Rod Davis, Lars e Torben Grael, Flavio Favini, Tiziano Nava, Mauro Pelaschier. Nell’ultima edizione è scesa in mare una barca dal nome leggendario: la nuova “Azzurra”, con campioni come Vasco Vascotto e Checco Bruni, tattico di Luna Rossa, che affrontarono Francia, Gran Bretagna, Stati Uniti, Isole Cayman e Svezia. Nel 1980 gli americani vinsero una celebre edizione con Acadia, Merry Thought e Tatoosh. Nel 1992 lo Yacht Club Costa Smeralda si tolse la soddisfazione di conquistare il trofeo con tre barche del circolo, Mandrake di Giorgio Carriero, Brava di Pasquale Landolfi, e Botta Dritta di Luigi Carpaneda. Ma la Sardinia Cup non è stata ambita solo da famosi armatori e marinai: timoniere di Bribon fu addirittura un re, Juan Carlos di Spagna, appassionato di vela e vincitore in Costa Smeralda.
Due imbarcazioni in rappresentanza degli yacht club
Per suggellare questo rapporto tra vela e nobiltà nella stagione dello yacht club sarà assegnata una coppa intitolato all’Aga Khan IV, il principe che ha fondato la Costa Smeralda: disegnata da Buccellati, in argento, sarà riservata alla Maxi Yacht Rolex Cup di settembre. Anche se la grande novità dell’anno è il ritorno della Sardinia Cup, con la sua formula particolare, team composti da due imbarcazioni in rappresentanza degli yacht club partecipanti, con la nazionalità determinata dalle sedi in cui è operativo il club. Cinque giorni di regate (dal 31 maggio al 7 giugno), due regate d’altura medio-lunghe e tre giornate di prove a bastone nello specchio d’acqua antistante Porto Cervo. Ricorda la “sorella” Admiral’s Cup, è un passato che ritorna e non ha paura di affrontare la vela super tecnologica di oggi.