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Vendée Arctique con Beccaria e Clapcich: a rotta libera verso il Polo

Le imbarcazioni alla partenza della Vendée Arctique (foto Lorenzo Sironi) 

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Partita la regata dalla Francia al circolo polare artico, i navigatori sono liberi di scegliersi la rotta evitando solo ghiaccio e cetacei. Una traversata che prepara alla Vendée Globe 2028, e vede in gara due barche italiane
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Acque fredde, venti sostenuti, sole a mezzanotte. Una regata unica, non la più grande ma sicuramente un’esperienza indimenticabile. È la Vendée Arctique, partita domenica da Les Sables-d’Olonne, sito leggendario, l’equivalente velistico del Roland Garros che decideva la sua finale nelle stesse ore. Le nove barche sono state salutate da una grande folla che ha riempito il famoso canalone che libera gli skipper verso l’oceano, lo stesso trampolino ideale della Vendée Globe, il più importante giro del mondo a vela in solitario, non stop e senza assistenza nei mari del sud. L’obiettivo di tante e tanti navigatori, non solo quelli partiti nella “mini Vendée Globe”, come viene ribattezzata questa traversata che porta verso il circolo polare artico: attraverso queste giornate tra ghiacci e cetacei ci si può qualificare e preparare per la grande sfida del 2028.

La tensione di Beccaria, il ballo di Clapcich

Come si affronta la Vendée Arctique? Con comportamenti diversi, qualche volta oppo…

Acque fredde, venti sostenuti, sole a mezzanotte. Una regata unica, non la più grande ma sicuramente un’esperienza indimenticabile. È la Vendée Arctique, partita domenica da Les Sables-d’Olonne, sito leggendario, l’equivalente velistico del Roland Garros che decideva la sua finale nelle stesse ore. Le nove barche sono state salutate da una grande folla che ha riempito il famoso canalone che libera gli skipper verso l’oceano, lo stesso trampolino ideale della Vendée Globe, il più importante giro del mondo a vela in solitario, non stop e senza assistenza nei mari del sud. L’obiettivo di tante e tanti navigatori, non solo quelli partiti nella “mini Vendée Globe”, come viene ribattezzata questa traversata che porta verso il circolo polare artico: attraverso queste giornate tra ghiacci e cetacei ci si può qualificare e preparare per la grande sfida del 2028.

La tensione di Beccaria, il ballo di Clapcich

Come si affronta la Vendée Arctique? Con comportamenti diversi, qualche volta opposti, tante sono le incognite e determinante il peso della creatività in questo percorso. Tra i due navigatori italiani alla partenza domenica, Ambrogio Beccaria sul suo Allagrande Mapei tradiva un minimo di tensione, di ansia da prestazione dopo aver vinto regate In tutto il mondo ed essersi fatto un nome già da giovanissimo. Francesca Clapcich, velista italo-americana con esperienze dall’oceano alle Olimpiadi, ballava invece scatenata sulla sua barca, 11th Hour Racing, con l’entusiasmo di chi è alla seconda solitaria della vita. L’esperienza conta, ma non al punto da risolvere qualsiasi insidia su questa rotta senza un percorso prefissato, né punti di passaggio (waypoint) da doppiare. Ci sono zone interdette, è vero, per proteggere e proteggersi dai cetacei, per non pagare sugli scafi l’incrocio con i ghiacci. Ma in sostanza la Vendée Arctique lascia una libertà quasi totale ai navigatori nello scegliere la rotta preferita, con un traguardo prefissato che è lo stesso della partenza, a Les Sables-d’Olonne.

Il sole continuo che impedisce il sonno

I navigatori la vivono come una partita a scacchi, “il gioco tattico tra gli skipper rimarrà aperto fino alla fine” sostiene Francesca Clapcich. “Questa è una regata particolarmente estrema perché si svolge lungo rotte molto diverse dal solito” spiega Beccaria. “Si naviga più perpendicolarmente alle grandi depressioni ad andarci a cercare i sistemi del grande Nord, il che cambia completamente l’approccio strategico, a seconda delle finestre meteo”. E che finestre meteo: nebbie, freddo intenso, isolamento, temperatura dell'acqua che scende a tre gradi. Ma anche una fauna marina unica: mammiferi marini, cetacei, pesci, uccelli. Più un protagonista amato ma troppo invadente in questa regata: il sole, che in questa stagione illumina fino a mezzanotte. Rendendo complicati i micro sonni da venti minuti, unica risorsa per navigatori solitari che non possono ricevere il cambio da nessuno al timone. Soli in barca, quanto assistiti da ampi team sulla terraferma, perché chi è qui prepara la grande sfida della Vendée Globe e serve il massimo della competenza. Nei sei mesi di lavori in cantiere su Allagrande Mapei, una quindicina di esperti hanno lavorato su alberatura, installazione della chiglia, ricalibrazione dell’elettronica, messa a punto dell’assetto da regata e validazione del set di vele.

Le barche in attesa del vento

Nelle prime ore di navigazione le barche hanno trovato poco vento, avviando le mosse sulla scacchiera virtuale di questa regata tutta da inventare. Presto aumenterà il vento, salirà il mare e il cielo sarà più coperto. Il circolo polare artico è ancora lontano.

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