America’s Cup, via alla corsa: a Napoli si riparte da zero, ma Luna Rossa fa sognare
di Mattia ChiusanoDopo Cagliari e Napoli, Luna Rossa sta vincendo la prossima America’s Cup? Dal punto di vista psicologico, si potrebbe azzardare di sì. Perché le sue apparizioni, anche in formato mini (AC40), hanno cancellato il potere di suggestione con cui New Zealand ha condizionato le ultime edizioni. Dal punto di vista tecnico invece siamo lontanissimi da qualcosa di definitivo, perché a Napoli è come se si fosse corso un GP di Formula 2 con Antonelli, Russell, Hamilton e Leclerc: zero punti, e titolo assegnato su un’altra vettura molto più potente. Restano solo indicazioni, quelle che vedono New Zealand battuta, e i francesi velocissimi con due tipi come lo spagnolo Diego Botin, oro olimpico, e Quentin Delapierre. Quindi, da Napoli che cosa riporta nella base di Cagliari il team che vuole vincere la prima America’s Cup italiana?
L’arena di Napo…
Dopo Cagliari e Napoli, Luna Rossa sta vincendo la prossima America’s Cup? Dal punto di vista psicologico, si potrebbe azzardare di sì. Perché le sue apparizioni, anche in formato mini (AC40), hanno cancellato il potere di suggestione con cui New Zealand ha condizionato le ultime edizioni. Dal punto di vista tecnico invece siamo lontanissimi da qualcosa di definitivo, perché a Napoli è come se si fosse corso un GP di Formula 2 con Antonelli, Russell, Hamilton e Leclerc: zero punti, e titolo assegnato su un’altra vettura molto più potente. Restano solo indicazioni, quelle che vedono New Zealand battuta, e i francesi velocissimi con due tipi come lo spagnolo Diego Botin, oro olimpico, e Quentin Delapierre. Quindi, da Napoli che cosa riporta nella base di Cagliari il team che vuole vincere la prima America’s Cup italiana?
L’arena di Napoli
Luna Rossa ora sa che a Napoli si vivrà un’esperienza straordinaria, con un pubblico che già adesso ha creato un anfiteatro naturale. Niente a che vedere con la fredda Barcellona del 2024. Nessuna traccia poi della presunta fratellanza tra il pubblico e New Zealand, che ha portato la prima Coppa italiana proprio a Napoli. Luna Rossa avrà il pubblico dalla sua parte: non era mai successo.
Il colpo di mercato
Peter Burling ha dimostrato subito il suo valore. Un grande colpo di mercato, l’ingaggio del tre volte vincitore dell’America’s Cup. Negli ambienti della coppa notano l’innesto in Luna Rossa della mentalità fredda, calcolatrice, spietata che deriva dalla cultura di New Zealand: numeri, cambiamenti graduali e continui, analisi dei piani di gara.
La panchina lunga
Tra Cagliari e Napoli è cambiato il 75% del Sailing team. Da Ruggero Tita, Vittorio Bissaro e Umberto Molineris si è passati ai tre romani Marco Gradoni, Maria Giubilei e Gianluigi Ugolini. Su un team allargato Luna Rossa sta lavorando da anni, come dimostrano anche le vittorie nella coppa dei giovani e delle donne nella sfortunata edizione di Barcellona.
La prima donna
A bordo di Luna Rossa senior è salita Maria Giubilei, prima donna scelta sulla barca maggiore. Oro mondiale nel Nacra 17, ha scalato posizioni nel team e ora sogna un posto in barca nel 2027.
Il campo di regata nervoso
Luna Rossa ha domato un campo di gara tormentato da bonaccia e aria leggera, ma tutti sono consapevoli che le condizioni tra maggio e luglio 2027, quando si regaterà per la coppa, potrebbero essere molto diverse.
L’incognita AC75
Dopo le avventure in Sardegna e nel Golfo di Napoli col “piccolo“ AC40 i risultati ottenuti finora vanno in archivio. D’ora in poi Luna Rossa si occuperà solo della barca “vera”, il mostro AC75 che gareggerà per l’America’s Cup. Toccherà al reparto design progettare i foil e rimodellare lo stesso monoscafo battuto a Barcellona “per darle una seconda chance” come disse Max Sirena quando fu tirato fuori dall’hangar quel che restava di una barca bellissima ma sconfitta. In attesa di una rivincita.