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Ferrari Hypersail, la barca che volerà sugli oceani: viaggio nel cantiere in cui sta prendendo forma

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Con la verniciatura della livrea sullo scafo e le appendici in cantiere è quasi completato il sistema tecnologico che consentirà all’imbarcazione di sollevarsi sull’acqua
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PISA – Il mare non è lontano dal luogo in cui sta nascendo, tra poco lo conoscerà da vicino. Qualche mese ancora di attesa per la messa in acqua e per il varo. E, dopo tre anni di lavoro, il volo potrà finalmente iniziare.Il progetto Ferrari Hypersail - l’innovativo monoscafo volante da 100 piedi nato per sfidare gli oceani - sta entrando nella fase conclusiva della costruzione. Con la presenza in cantiere delle appendici - gli elementi immersi in acqua che generano e modulano la portanza e governano la dinamica del “volo” - il progetto si appresta a entrare nella nuova fase operativa. Il suo colore giallo fly, unito al grigio Hypersail (una texture creata appositamente) abbagliano. Il cantiere è in pieno fermento. Toccare lo scafo è un’emozione che non si dimentica. Benedetto Vigna, Ceo Ferrari, fa gli onori di casa: “Benvenuti, ci siamo quasi”. Per la messa in acqua bisognerà aspettare i primi mesi del 2027. Il varo, e poi le prime prove “reali” di navigazione entro giugno. Enrico V…

PISA – Il mare non è lontano dal luogo in cui sta nascendo, tra poco lo conoscerà da vicino. Qualche mese ancora di attesa per la messa in acqua e per il varo. E, dopo tre anni di lavoro, il volo potrà finalmente iniziare.Il progetto Ferrari Hypersail - l’innovativo monoscafo volante da 100 piedi nato per sfidare gli oceani - sta entrando nella fase conclusiva della costruzione. Con la presenza in cantiere delle appendici - gli elementi immersi in acqua che generano e modulano la portanza e governano la dinamica del “volo” - il progetto si appresta a entrare nella nuova fase operativa. Il suo colore giallo fly, unito al grigio Hypersail (una texture creata appositamente) abbagliano. Il cantiere è in pieno fermento. Toccare lo scafo è un’emozione che non si dimentica. Benedetto Vigna, Ceo Ferrari, fa gli onori di casa: “Benvenuti, ci siamo quasi”. Per la messa in acqua bisognerà aspettare i primi mesi del 2027. Il varo, e poi le prime prove “reali” di navigazione entro giugno. Enrico Voltolini è il project leader. Si prevede un equipaggio di una decina di persone. Le sfide? Le più ambiziose possibili. Una, in particolare: il record nel giro del mondo. Il Trofeo Jules Verne appartiene al trimarano oceanico Sodebo Ultim 3, guidato da Thomas Coville, che ha completato la circumnavigazione in 40 giorni, 10 ore, 45 minuti e 50 secondi nel gennaio 2026. Un monoscafo, come Hypersail, è una sfida totale alle leggi del mare.

Ferrari Hypersail, completato lo scafo e svelata la tecnologia che farà volare la barca sugli oceani

Volare sugli oceani

Ciò che permetterà a Ferrari Hypersail di “volare” sul mare è un’architettura complessa in cui l’ingegneria di foil, chiglia e timone - le appendici dell’imbarcazione - si integra con l’innovativo sistema di gestione automatizzata del volo, il Flight Control. Due elementi che lavorano per controllare e ottimizzare l’assetto della barca.

Foil, chiglia e timone

Le appendici sono i componenti che lavorano sotto la superficie dell'acqua e attraverso i quali la barca genera portanza, gestisce l'equilibrio e reagisce alle condizioni del mare. Sono tre elementi distinti - foil, chiglia e timone - la cui forma è progettata per generare, modulare e gestire le forze necessarie. Insieme creano i punti di appoggio e di controllo fondamentali per mantenere la barca stabile ed efficiente.

1) I foil (le ali laterali): generano la portanza verso l'alto necessaria a sollevare lo scafo sopra la superficie del mare, riducendo l'attrito e permettendo di raggiungere la velocità desiderata.

2) La chiglia: presenta un’innovazione tecnologica distintiva del progetto Ferrari Hypersail. Essa integra infatti un foil, dotato a sua volta di una parte mobile (flap). Questa soluzione contribuisce alla gestione del volo e crea un terzo punto di appoggio, favorendo la stabilità durante la navigazione.

3) Il timone: supera la semplice funzione di direzionare la barca. Equipaggiato con una piccola ala mobile (flap) sulla sezione verticale, contribuisce attivamente al controllo della navigazione attraverso continui micro-aggiustamenti che consentono di mantenere la rotta.

Benedetto Vigna, CEO Ferrari

 (reuters)

Il sistema elettronico di controllo

Il Flight Control è il sistema di controllo elettronico che agisce da vera e propria centrale operativa di Ferrari Hypersail. Nasce dal trasferimento al progetto del know-how Ferrari sviluppato nell’ambito dei sistemi elettronici e di controllo dinamico delle vetture sportive. Il sistema gestisce automaticamente l’assetto della barca durante il volo: analizza continuamente vento, onde, velocità e inclinazione per regolare l'assetto in tempo reale, garantendo stabilità e prestazione durante la navigazione in assetto volante. Questa architettura si articola in una sequenza a tre stadi: una rete di sensori distribuiti sull'imbarcazione che misura costantemente lo stato del mare e i movimenti dello scafo; un computer di bordo che analizza i dati e calcola le correzioni necessarie; alcuni attuatori - i bracci e i pistoni meccanici che muovono i componenti - che regolano l'inclinazione di foil e appendici, bilanciando ogni variazione di assetto dell’imbarcazione. L’equipaggio resta comunque al centro della conduzione di Ferrari Hypersail. La tecnologia software è concepita per occuparsi delle attività che possono essere ottimizzate attraverso i sistemi di controllo, consentendo ai velisti di dedicare maggiore attenzione all'interpretazione delle condizioni in mare, alle scelte strategiche e alla ricerca della massima performance.

La struttura della barca e l’autosufficienza energetica

La precisione del Flight Control e la resistenza delle appendici poggiano su una base solida: la struttura della barca. È qui che la scienza dei materiali avanzati garantisce la rigidità e la leggerezza necessarie per sopportare le sollecitazioni del volo. Per combinare massima leggerezza e resistenza estrema, lo scafo è realizzato con molteplici strati di fibra di carbonio. Questa combinazione rende lo scafo molto rigido, evitando deformazioni sotto il carico provocato dalla forza del mare e permettendo alle appendici di rispondere con precisione ai comandi. La scelta di realizzare il progetto interamente in una struttura Ferrari nasce dalla volontà di applicare alla vela oceanica la cultura tecnologica di Maranello. Un approccio che ha portato il lavoro di sviluppo su Hypersail a oltre 20 brevetti, di cui il Winch by Wire, le turbine eoliche a range esteso, il sistema MV/HV per l’integrazione delle fonti rinnovabili, annunciati a luglio 2026 con il concept di autosufficienza energetica, rappresentano una concreta e tangibile applicazione. A queste si aggiungono le soluzioni di un albero maestro orientabile provvisto di alule, piccole superfici simili ad alette, e una randa double skin per migliorare il controllo e la gestione delle vele. Esiste infatti un parallelo diretto tra un'auto sportiva e un monoscafo volante: entrambe richiedono la massima efficienza aerodinamica e sistemi elettronici capaci di rilevare e correggere le reazioni del veicolo o della barca.

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