La solidarietà. Il sostegno. Il coraggio. Tutti valori che ha sempre avuto dentro. «Ma che il rugby ha rafforzato: mai lasciare un compagno da solo». Victoriya Prudka è l’infermiera di origini ucraine che ha salvato la vita alla turista tedesca di 69 anni, travolta a Modena dall’auto guidata da Salim El Koudri. La donna ha avuto le gambe amputate ed è già stata trasferita in Germania: se Victoriya non fosse intervenuta subito in suo soccorso, insieme a un medico, sarebbe morta nel giro di pochi minuti per l’emorragia. «So che ha espresso il desiderio di rivedermi. Presto ci incontreremo di nuovo». Quarantotto anni, lavora al Policlinico di Modena e ha una storia sportiva importante: diverse presenze nella serie A femminile di rugby con la maglia del Colorno nel ruolo di pilone sinistro, oggi nel tempo libero si dedica insieme al marito – Francesco Messori, già seconda linea di Modena, Formigine, Pieve di Cento - a inserire i giovani più fragili nel cosiddetto “rugby integrato”. «Abbia…
La solidarietà. Il sostegno. Il coraggio. Tutti valori che ha sempre avuto dentro. «Ma che il rugby ha rafforzato: mai lasciare un compagno da solo». Victoriya Prudka è l’infermiera di origini ucraine che ha salvato la vita alla turista tedesca di 69 anni, travolta a Modena dall’auto guidata da Salim El Koudri. La donna ha avuto le gambe amputate ed è già stata trasferita in Germania: se Victoriya non fosse intervenuta subito in suo soccorso, insieme a un medico, sarebbe morta nel giro di pochi minuti per l’emorragia. «So che ha espresso il desiderio di rivedermi. Presto ci incontreremo di nuovo». Quarantotto anni, lavora al Policlinico di Modena e ha una storia sportiva importante: diverse presenze nella serie A femminile di rugby con la maglia del Colorno nel ruolo di pilone sinistro, oggi nel tempo libero si dedica insieme al marito – Francesco Messori, già seconda linea di Modena, Formigine, Pieve di Cento - a inserire i giovani più fragili nel cosiddetto “rugby integrato”. «Abbiamo 27 ragazzi autistici e 3 con la sindrome di down. Progetto bellissimo, entusiasmante: sabato prossimo appuntamento con un open day».
Il club è una sorta di franchigia dal nome e dall’impegno infinito: Fifteen Wilds AllBluff Rugby Mutina. Dedicato a Rebecca Braglia, che aveva 18 anni e giocava nell’Amatori Parma insieme a Victoriya e alle figlie di Francesco: il 2 maggio di 6 anni fa perse la vita dopo aver sbattuto il capo a terra nel corso di una partita giocata a Ravenna. «Fui la prima a soccorrerla sul campo, a starle vicino insieme a una compagna che lavorava con la Croce Rossa. La trasportarono in ospedale, ma dopo qualche giorno ci lasciò». Francesco Messori, di professione avvocato, una vita ovale: allenatore, preparatore atletico, massaggiatore, accompagnatore. Tutto, per un pallone bislungo. Quattro figlie (Charlotte, Sara, Camilla, Irene), un maschio (Joshua): rugbisti, naturalmente. Allora allenava le ragazze dell’Amatori Parma, e il club nato subito dopo la tragedia («Wild, dal soprannome di Rebecca; AllBluff è la squadra di old in cui ho giocato, Mutina il nome latino di Modena») è una scommessa vinta da tempo. Insieme anche a Victoriya, che racconta: «Sono nata a Kherson, ero arrivata in Italia nel 1998: poi ho conosciuto questo bel ragazzone e ho deciso di fermarmi. Mi ha subito portato su un campo da rugby, mi sono innamorata per la seconda volta. In Ucraina mi dedicavo al trampolino elastico, qui ho trovato uno sport che mi ha insegnato lo spirito di squadra, il rispetto dell’avversario e delle regole». Ha giocato insieme a diverse azzurre come Sillari, Campanini, Madia. «Ho imparato che non si lascia indietro nessuno, mai».