Napoli-Milan 2-2: Giroud non basta ai rossoneri, Politano e Raspadori firmano la rimonta
di Enrico CurròRaspadori realizza la rete del pareggio
(ansa)NAPOLI - Trama dantesca, avrebbe detto Massimo Troisi. Il sessantatreesimo compleanno del suo immortale Diego Maradona il Napoli avrebbe voluto celebrarlo diversamente. Però si può accontentare di questo 2-2 in rimonta, con tanto di guizzo finale di Kvaratskhelia (in 10 per la doppia ammonizione di Natan) salvato da Maignan. La trama va appunto suddivisa in due atti. Nel primo i campioni d’Italia si sono lasciati annichilire dal Milan dell’acrobata Giroud, redivivo come l’intera squadra dopo la doppia batosta con Juventus e Psg. La ricorrenza del 30 ottobre rischiava di essere offuscata dai fischi meritati e la stagione napoletana di Rudi Garcia, allenatore sotto esplicita tutela del presidente De Laurentiis, pareva volgere davvero all’autunno. Pioli, al contrario, si guadagnava sul campo la fiducia dichiarata dall’ad Furlani al rientro da Parigi.
Ma poi il secondo atto, con i gol cesellati da Politano e da Raspadori, ha ribaltato le sentenze precoci. Così il M…
NAPOLI - Trama dantesca, avrebbe detto Massimo Troisi. Il sessantatreesimo compleanno del suo immortale Diego Maradona il Napoli avrebbe voluto celebrarlo diversamente. Però si può accontentare di questo 2-2 in rimonta, con tanto di guizzo finale di Kvaratskhelia (in 10 per la doppia ammonizione di Natan) salvato da Maignan. La trama va appunto suddivisa in due atti. Nel primo i campioni d’Italia si sono lasciati annichilire dal Milan dell’acrobata Giroud, redivivo come l’intera squadra dopo la doppia batosta con Juventus e Psg. La ricorrenza del 30 ottobre rischiava di essere offuscata dai fischi meritati e la stagione napoletana di Rudi Garcia, allenatore sotto esplicita tutela del presidente De Laurentiis, pareva volgere davvero all’autunno. Pioli, al contrario, si guadagnava sul campo la fiducia dichiarata dall’ad Furlani al rientro da Parigi.
Ma poi il secondo atto, con i gol cesellati da Politano e da Raspadori, ha ribaltato le sentenze precoci. Così il Milan è staccato al terzo posto dietro Inter e Juventus e davanti al Napoli stesso, con la fastidiosa aggiunta della non impeccabile prova di una certezza come Maignan, degli infortuni muscolari croce dell’annata - Kjaer in mattinata, Kalulu in corso d’opera, Pulisic nell’intervallo – e soprattutto del malessere nello spogliatoio: Leao e Giroud non hanno gradito la sostituzione a 10’ dalla fine.
Nulla è prevedibile a fine ottobre, ma certo sarà anche il cammino nell’edizione della Champions in corso a decidere ogni destino, con gli annessi ricavi ormai indispensabili per il bilancio economico: la rivincita del 7 novembre con Mbappé è ammantata di ovvia ansia. Il Milan non ha ancora battuto una grande, eppure stava riassaporando il gusto, accompagnato dal risveglio di Giroud, che non segnava dall’1 settembre e su azione dal 21 agosto, dal parziale apporto del criticato Leao alla fase di copertura e dall’energica serata di Calabria, capitano riabilitato previo chiarimento con l’allenatore per le critiche del Parco dei Principi.
Il primo tempo riportava alla mente il duello di aprile, quando il 4-0 rossonero sorprese tutti. In comune con quella partita il Napoli aveva l’assenza di Osimhen e in effetti era inoffensivo, nonché scoperto, con Elmas in mediana poco votato all’interdizione, alle avanzate milaniste in un centrocampo sguarnito. I due gol di testa di Giroud, inframmezzati dal potenziale pari mancato da un passo da Politano, sono arrivati dai cross da destra di Pulisic e Calabria e il risultato sembrava ineccepibile: l’uscita di Kalulu per infortunio (con debutto assoluto dell’italo-argentino Pellegrino, convocato dal ct Scaloni ma mai schierato in maglia rossonera) veniva assorbita senza traumi.
Nulla lasciava immaginare il cambio di copione, scritto nell’intervallo dalle sostituzioni. Quelle di Garcia erano scritte: Ostigard ad alzare i centimetri in difesa, Olivera a custodire meglio la fascia e Simeone ad alleviare la solitudine di Raspadori. Quella di Pioli era precauzionale: Romero al posto di Pulisic (contrattura). Lì la serata si è capovolta, al di là del gioiello di Politano (conversione, dribbling aereo e sinistro sotto la traversa) e della punizione maradoniana di Raspadori. Maignan, già autore di un’uscita censurabile, è parso insolitamente insicuro nel piazzamento della barriera e nel tuffo: non è un buon segnale per il Milan, dimezzato dalle assenze.