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Milan-Frosinone 3-1: Pioli ritrova Jovic e dà un calcio alla crisi

(afp)
Il serbo apre le marcature e fornisce l’assist del tris di Tomori. Di Pulisic il raddoppio, di Brescianini l’ininfluente gol ciociaro
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MILANO - La sfilata tra tribuna e bordocampo degli attaccanti spettatori forzati ancora per poco – Giroud, Leao e Okafor – e la riapparizione del prezioso regista Bennacer lasciano pensare che per l’intristito Milan d’autunno possano arrivare tempi migliori, almeno in campionato. Per ora, in attesa del difficile tentativo di restare aggrappato alla Champions il 13 dicembre a Newcastle, Pioli si è preso a San Siro l’ossigeno e i tre punti che cercava col Frosinone: oggi, per oggettive ragioni di consolidamento tecnico, la sua panchina non sta traballando. Il 3-1 non è un’impresa, vista la differenza dell’investimento sul mercato estivo (125 milioni di euro a 10) e la friabile opposizione della squadra troppo difensiva schierata per un’ora da Di Francesco. Però la classifica adesso sorride un po’ di più, il terzo posto a meno 4 dalla Juventus è un po’ più solido e i dirigenti italiani della proprietà americana, che puntano dichiaratamente alla qualificazione alla prossima Champions come…

MILANO - La sfilata tra tribuna e bordocampo degli attaccanti spettatori forzati ancora per poco – Giroud, Leao e Okafor – e la riapparizione del prezioso regista Bennacer lasciano pensare che per l’intristito Milan d’autunno possano arrivare tempi migliori, almeno in campionato. Per ora, in attesa del difficile tentativo di restare aggrappato alla Champions il 13 dicembre a Newcastle, Pioli si è preso a San Siro l’ossigeno e i tre punti che cercava col Frosinone: oggi, per oggettive ragioni di consolidamento tecnico, la sua panchina non sta traballando. Il 3-1 non è un’impresa, vista la differenza dell’investimento sul mercato estivo (125 milioni di euro a 10) e la friabile opposizione della squadra troppo difensiva schierata per un’ora da Di Francesco. Però la classifica adesso sorride un po’ di più, il terzo posto a meno 4 dalla Juventus è un po’ più solido e i dirigenti italiani della proprietà americana, che puntano dichiaratamente alla qualificazione alla prossima Champions come obiettivo ineludibile ma certo poco affascinante per i tifosi, tirano un profondo sospiro di sollievo: a giudicare dai loro abbracci al gol del vantaggio dell’ex fantasma Jovic, tornato su livelli vicini alla fama dell’ingaggio al Real Madrid, lo scampato pericolo equivale a un notevole successo.

«La cronaca della gara»
Il rischio di una sconfitta - o di un pareggio che le si sarebbe avvicinato assai – aleggiava al Meazza per via della nota congiuntura sfavorevole: pareva il classico salvagente ambientale la presenza di Zlatan Ibrahimovic, del quale viene da settimane preconizzato l’avvento da consulente dell’azionista di controllo americano, Gerry Cardinale o da dirigente ombra del settore sportivo o addirittura, in tuta a Milanello, ad affiancare l’allenatore della Primavera Abate, eventualmente promosso in prima squadra. Ieri, tuttavia, Ibrahimovic si è potuto abbastanza presto rilassare scherzando con Giroud, che gli sedeva accanto. Il Frosinone, privo del capitano Mazzitelli, si è infatti rivelato avversario più morbido del temuto, rattrappito com’era in un sistema difensivo che confinava il talento Soulé a tornante di fascia.

Theo Hernandez centrale difensivo

Pioli ha preso atto del felice contesto tattico e si è persuaso che l’emergenza in difesa, da lui affrontata col trasloco di Theo Hernandez a centrale e con Florenzi terzino sinistro, non fosse poi un problema così grave. Il Milan ha comunque impiegato quasi mezza partita a convincersi che la nottata stava passando. C’è voluto il brivido del pallone regalato da Tomori a Cuni: Maignan ha ipnotizzato il centravanti albanese, inducendolo a un goffo pallonetto. Quasi istantaneo è stato, sull’altro fronte, il colpo di testa assist di Simone Romagnoli a Jovic, che lo ha sfruttato al volo. Nella ripresa Maignan ha subito vestito anche i panni del centrocampista, che gli piacciono parecchio: perfetto il suo lancio per Pulisic, che l’ha uncinato e ha inventato una parabola perfida sull’uscita di Turati. Di Francesco ha cercato allora un tardivo aggiustamento coraggioso, ma è stato ancora punito da Jovic: torre per il gol del riscatto di Tomori, prima della punizione beffarda dell’ex Brescianini, che nessuno ha toccato. Nel frattempo era tornato in campo Bennacer, dopo cinque mesi. Sabato a Bergamo, contro l’Atalanta, Giroud e Leao dovrebbero fare le prove di Champions: con meno ansia, visto lo Jovic di San Siro.

Milan 43’ pt Jovic, 5’ st Pulisic, 29’ st Tomori
Frosinone 38’ st Brescianini
Milan (4-3-3): Maignan 7 – Calabria 6, Tomori 6.5, T.Hernandez 6.5, Florenzi 6 - Loftus-Cheek 6 (34’ st Pobega sv), Reijnders 6 (34’ st Bennacer sv), Musah 6.5 – Chukwueze 6 (19’ st Adli 6), Jovic 7 (40’ st Camarda) sv, Pulisic 7 (34’ st Traoré sv). All.Pioli 6.5
Frosinone (4-5-1): Turati 5.5 – Monterisi 5.5 (41’ st Cheddira sv), S.Romagnoli 5, Okoli 5.5, Oyono 5 – Soulé 5.5, Bourabia 5 (1’ st Brescianini 6), Barrenechea 5,5, Reinier 5 (12’ st Gelli 5,5), Ibrahimovic 5.5 (21’ st Caso 6) – Cuni 5.5 (21’ st Kaio Jorge 6). All. Di Francesco 5.5
Arbitro: Marchetti 6.
Note: Ammoniti Barrenechea, Jovic, Pioli. Spettatori 68.848, incasso 1.031.138 euro.

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