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Volley, Champions donne: il made in Italy alla final four, Busto ci prova

A Istanbul la fase finale della massima competizione per club. L'Italia fa il tifo per la Unendo Yamamay guidata da Parisi che dovrà fare i conti con tre formazioni allenate da tecnici del nostro paese. Semifinale contro il Rabita Baku
di ROBERTO MARCELLETTI

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ROMA - La final four di Champions league femminile in programma sabato e domenica a Istanbul parla italiano. In campo a difendere le tradizioni del nostro volley rosa (sempre presente dal lontano 1983/84)  l'Unendo Yamamay Busto Arsizio, mentre sulle panchine la sorpresa: tutti allenatori del bel paese in giro per il Vecchio Continente. La squadra lombarda sabato alle ore 13 dovrà affrontare il Rabita Baku diretto da Marcello Abbondanza. Nell'altra semifinale (ore 16) di scena il Galatasaray dell'ex ct azzurro Massimo Barbolini e le padrone di casa dell'Istanbul con alla guida Giovanni Guidetti. Entrambi modenesi e con parecchi confronti alle spalle. Una coincidenza che esalta il movimento della pallavolo e rende ancora più evidente la crisi del settore in Italia con tanti "cervelli" e atlete in fuga.

Il gruppo guidato da Carlo Parisi, invece, si presenta alla manifestazione da esordiente con grande entusiasmo e voglia di sorprendere. Aver raggiunto al primo impatto subito la fase finale lascia aperta la porta a ogni soluzione. Anche se, dopo aver passato la stagione scorsa a vincere tutto (campionato, Coppa Italia, Supercoppa e Cev cup), quest'anno le farfalle sbarcano al trofeo più ambito da squadra non favorita. Nel gruppo biancorosso c'è pure la palleggiatrice Carli Lloyd, la statunitense che nel 2013 non è mai scesa in campo per un problema alle tibie, ma è pronta a dare un supporto decisivo. L'Unendo in regia sarà probabilmente guidate da Valeria Caracuta. Migliorano le condizioni di Gilda Lombardo, reduce da un malanno alla spalla, pronta Valentina Arrighetti, tenuta a riposo negli ultimi impegni per precauzione. In Turchia alle campionesse d'Italia serve la cosiddetta gara perfetta per arginare la corazzata azera, una vera multinazionale. Le avversarie sono tutte di alto livello e favorite per la vittoria della Coppa. Nel Rabita Baku riflettori puntati sulla palleggiatrice Skorupa, regista della nazionale polacca, la portoricana Aurea Cruz e l'inossidabie tedescona Angelina Grun. Una prima linea che può sfruttare l'opposto colombiano Madelaiynne Montano, terza nella classifica delle realizzatrice della competizione con 187 punti, e la centrale statunitense Foluke Akinradewo. Per chiudere il libero dominicano Brenda Castillo.
L'ultima squadra italiana ad aver conquistato la Champions league è la Foppapedretti Bergamo nella stagione 2009/2010. In totale il trofeo è arrivato nel nostro paese quattordici volte: sette Bergamo, due Ravenna, Perugia e Matera e una con Modena.

Parisi, la Yamamay sbarca alla final four di Champions da esordiente. Sarà la sorpresa?
"Aver raggiunto un traguardo del genere è motivo di orgoglio e un importante risultato. Adesso dobbiamo affrontare le squadre più forti d'Europa attrezzate per portare a casa il trofeo. Siamo contenti e vogliamo continuare a ballare. L'importante è non perdere la serenità e gli stimoli che ci hanno accompagnato finora. E poi la Champions ha già dimostrato che in partite secche può succedere tutto".
Già, ai quarti Busto Arsizio rovina la festa agli avversari al Golden set. Un'impresa?
"Anche in quella occasione eravamo sfavoriti e abbiamo fatto un exploit vincendo al set supplementare contro una squadra molto forte come l'Azerrail Baku. Adesso le ambizioni sono ancora maggiori".
Dall'anno scorso, a qualsiasi manifestazione partecipate, le farfalle volano sempre alto.
"E' stato un percorso di crescita fatto insieme alla società e culminato quest'anno in un'altra stagione, finora, positiva. E' chiaro che le difficoltà crescono, basta guardare le squadre da affrontare, anche se tutti si aspettano tanto da noi. Dopo una stagione prefetta, non è semplice spingere al massimo pure nell'altra, molti fattori cambiano e le condizioni sono diverse".
Pure le campionesse d'Italia possono contare su qualche giocatrice esperta.
"Abbiamo Valentina Arrighetti che ha vinto la Coppa quando giocava a Bergamo e le due atlete tedesche che hanno una discreta esperienza europea. Ma non sottovaluterei la forza del gruppo al completo. Le esordienti hanno voglia di dimostrare di essere competitive".
Quali potranno essere le scelte tattiche a sorpresa di Busto?
"Per nostra caratteristica siamo una squadra equilibrata, non abbiamo la stella o le stelle come gli altri. Però possiamo contare su un gioco corale fatto da buone interpreti. L'obiettivo è far crollare alcune certezze alle turche. Per il resto giocheremo la nostra pallavolo, senza perdere la testa e spingendo al massimo".
A proposito dell'avversario, il Rabita Baku ha un bell'organico. Che ne dice?
"Ci scontriamo con una corazzata costruita per vincere e senza punti deboli. Ci sono campionesse di esperienza internazionale. Il loro punto di forza è sicuramente l'attacco. Ma hanno anche una notevole fisicità".
Una finale europea guidata in panchina da quattro allenatori italiani. Una bella soddisfazione.
"Oltre alla coincidenza di quest'anno, pure in passato ci sono stati episodi in cui i tecnici italiani hanno dimostrato di essere una scuola di alto livello".
É un peccato, per il movimento femminile, continuare a perdere pezzi per strada e indebolire il torneo nostrano.
"Dipende molto dalla crisi che stiamo attraversando: mancano risorse economiche, gli sponsor non si trovano e c'è parecchia improvvisazione nel progettare il futuro. Tutti fattori negativi che fanno male al volley".

Sabato ore 13 Rabita Raku-Unendo Yamamay Busto Arsizio (diretta Sportitalia 2), ore 16 Galatasaray-Istanbul.
Domenica finale terzo posto alle ore 13, finale che assegna la Champions alle ore 16.
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