ROMA - Nel volley femminile la Rebecchi Nordmeccanica Piacenza vince il primo scudetto della sua storia. Le emiliane dominano gara quattro al Palaverde e piegano 1-3 (10-25, 12-25, 25-22, 9-25) le padrone di casa dell'Imoco Conegliano in un'ora e quaranta minuti di gioco circa. Stasera, senza dubbio, si vede la partita meno equilibrata della serie. Mentre le altre gare finiscono tutte al tie break cariche di emozioni ed incertezza, questa sin dalle battute iniziali prende la strada di Piacenza. Il gruppo allenato da Giovanni Caprara, allenatore arrivato a stagione in corso, dopo la Coppa Italia si cuce pure lo scudetto sulle maglie. Le biancoblù dimostrano di essere la squadra costruita in maniera migliore: bilanciata in ogni reparto e con la possibilità di lottare l'anno prossimo nella Champions league.
La palma di mvp finisce a Lucia Bosetti (19 punti, due muri e un ace), giocatrice importante in ogni partita della serie. Anche quando la Rebecchi si è trovata, nella altre sfide, sotto di due parziali. Le altre bomber sono Meijners con 22 punti e Turlea con 19 punti. A fare la differenza ancora una volta la coppia centrale capace di alzare le barricate a muro. E' il caso di Manuela Leggeri che in 14 punti complessivi confeziona la bellezza si sette muri e Martina Guiggi con undici punti e quattro muri. In totale Piacenza con 17 block vincenti (contro i cinque di Conegliano) toglie sicurezza all'attacco avversario. Conegliano, invece, finisce una meravigliosa cavalcata: cominciata con l'obiettivo salvezza e proseguita fino alla finale scudetto. Forse l'unico rimpianto, per un club con la panchina corta e le giocatrici contate, l'infortunio durante gara tre di Nikolova, migliore marcatrice della stagione nonostante la sua giovane età (classe 1991) e atleta punto di riferimento per la regia di Letizia Camera. Stasera Nikolova, con il dito medio steccato, è costretta a guardare la partita dalla panchina.
Allora coach Gaspari (il più giovane allenatore) prova prima la soluzione Calloni (11 punti) da centrale a opposto, come nella sfida precedente, e quando le cose si mettono male getta nella mischia Zanotto giovane opposto di ruolo. Si vede a tratti Cristina Barcellini che, comunque, chiude con un bottino personale di 14 punti, top scorer dell'Imoco. Frenata dalla serata storta Valentina Fiorin (8 punti) di solito buon punto di riferimento del gruppo. Un primo set a senso unico che mette in evidenza la grande intensità della Nordmeccanica e le difficoltà dell'Imoco con il nuovo assetto tattico con Calloni nel ruolo di opposto al posto dell'infortunata Nikolova. Le emiliane sono quasi perfette, difficile fare meglio. In attacco tutte le giocatrici hanno percentuali superiori al cinquanta per cento e, complice una scarsa resistenza veneta, portano in cassaforte il primo parziale. Bene pure il muro capace di contenere i tentativi avversari e frenare le poche certezze di Conegliano. Piacenza vince di squadra, ben diretta dalla regia di Ferretti, ma Lucia Bosetti, partita alla grande, ci mette classe ed esperienza.
Stessa musica e soprattutto stesso atteggiamento di Piacenza nel secondo parziale. Scottate dalla sconfitta al tie break di meno di quarantotto ore fa, le emiliani non abbassano il ritmo di gioco e tengono sotto pressione le atlete venete. Per la squadra di Marco Gaspari solo problemi e ombre. La luce si è spenta e Congliano non trova soluzioni valide per entrare nel match. La partita è in discesa per la formazione ospite che tira fuori tutti i colpi migliori del proprio repertorio. Reazione inattesa di Conegliano nel terzo set. Le atlete di casa sfruttano al meglio un leggero calo della Rebecchi e crescono in ogni fondamentale, anche perché fare peggio di quanto visto nei primi due parziali era davvero difficile. Il primo sorpasso di tutta la partita da parte dell'Imoco arriva a metà del parziale. Utile l'ingresso della Zanotto, che gioca opposto di ruolo, e sostenuta da una buona correlazione muro-difesa, Conegliano accorcia le distanze. Piacenza prosegue a fare bene a muro, ma in questa fase non basta.
Nel quarto set tornano gli spettri dell'avvio di gara e Conegliano sbaglia tanto. Piacenza, che non ha bisogno di regali, ringrazia e trova l'allungo decisivo. Il morale delle emiliane cresce, mentre l'Imoco perde la sicurezza del terzo set e torna a giocare con il cosiddetto "braccino corto". Per il resto a dare la spallata alle padrone di casa il muro delle piacentine, solido e puntuale. Alla fine è un monologo che porta al primo scudetto di Piacenza.
La palma di mvp finisce a Lucia Bosetti (19 punti, due muri e un ace), giocatrice importante in ogni partita della serie. Anche quando la Rebecchi si è trovata, nella altre sfide, sotto di due parziali. Le altre bomber sono Meijners con 22 punti e Turlea con 19 punti. A fare la differenza ancora una volta la coppia centrale capace di alzare le barricate a muro. E' il caso di Manuela Leggeri che in 14 punti complessivi confeziona la bellezza si sette muri e Martina Guiggi con undici punti e quattro muri. In totale Piacenza con 17 block vincenti (contro i cinque di Conegliano) toglie sicurezza all'attacco avversario. Conegliano, invece, finisce una meravigliosa cavalcata: cominciata con l'obiettivo salvezza e proseguita fino alla finale scudetto. Forse l'unico rimpianto, per un club con la panchina corta e le giocatrici contate, l'infortunio durante gara tre di Nikolova, migliore marcatrice della stagione nonostante la sua giovane età (classe 1991) e atleta punto di riferimento per la regia di Letizia Camera. Stasera Nikolova, con il dito medio steccato, è costretta a guardare la partita dalla panchina.
Allora coach Gaspari (il più giovane allenatore) prova prima la soluzione Calloni (11 punti) da centrale a opposto, come nella sfida precedente, e quando le cose si mettono male getta nella mischia Zanotto giovane opposto di ruolo. Si vede a tratti Cristina Barcellini che, comunque, chiude con un bottino personale di 14 punti, top scorer dell'Imoco. Frenata dalla serata storta Valentina Fiorin (8 punti) di solito buon punto di riferimento del gruppo. Un primo set a senso unico che mette in evidenza la grande intensità della Nordmeccanica e le difficoltà dell'Imoco con il nuovo assetto tattico con Calloni nel ruolo di opposto al posto dell'infortunata Nikolova. Le emiliane sono quasi perfette, difficile fare meglio. In attacco tutte le giocatrici hanno percentuali superiori al cinquanta per cento e, complice una scarsa resistenza veneta, portano in cassaforte il primo parziale. Bene pure il muro capace di contenere i tentativi avversari e frenare le poche certezze di Conegliano. Piacenza vince di squadra, ben diretta dalla regia di Ferretti, ma Lucia Bosetti, partita alla grande, ci mette classe ed esperienza.
Stessa musica e soprattutto stesso atteggiamento di Piacenza nel secondo parziale. Scottate dalla sconfitta al tie break di meno di quarantotto ore fa, le emiliani non abbassano il ritmo di gioco e tengono sotto pressione le atlete venete. Per la squadra di Marco Gaspari solo problemi e ombre. La luce si è spenta e Congliano non trova soluzioni valide per entrare nel match. La partita è in discesa per la formazione ospite che tira fuori tutti i colpi migliori del proprio repertorio. Reazione inattesa di Conegliano nel terzo set. Le atlete di casa sfruttano al meglio un leggero calo della Rebecchi e crescono in ogni fondamentale, anche perché fare peggio di quanto visto nei primi due parziali era davvero difficile. Il primo sorpasso di tutta la partita da parte dell'Imoco arriva a metà del parziale. Utile l'ingresso della Zanotto, che gioca opposto di ruolo, e sostenuta da una buona correlazione muro-difesa, Conegliano accorcia le distanze. Piacenza prosegue a fare bene a muro, ma in questa fase non basta.
Nel quarto set tornano gli spettri dell'avvio di gara e Conegliano sbaglia tanto. Piacenza, che non ha bisogno di regali, ringrazia e trova l'allungo decisivo. Il morale delle emiliane cresce, mentre l'Imoco perde la sicurezza del terzo set e torna a giocare con il cosiddetto "braccino corto". Per il resto a dare la spallata alle padrone di casa il muro delle piacentine, solido e puntuale. Alla fine è un monologo che porta al primo scudetto di Piacenza.