ROMA - Trento festeggia lo scudetto numero tre con grande intensità. La finale persa l'anno scorso nel Vday contro la Lube Macerata, con una palla finita in campo ma assegnata fuori dagli arbitri, può essere archiviata con maggiore serenità. Per raggiungere questo traguardo la squadra dolomitica domina la regular season e si garantisce gara cinque della finale scudetto in casa. In mezzo alla stagione, per gradire, porta a casa la Coppa Italia proprio contro i marchigiani e si conferma club Campione del mondo. Anche la prossima stagione la musica non cambia: si ripartirà dalla Supercoppa tra Itas Diatec Trentino e Lube Macerata.
Qualche atleta, oltre a festeggiare, si appresta a salutare la società gialloblù. E' il caso del libero Bari che potrebbe andare a Ravenna e dell'opposto Stokr in partenza per la Russia. Per quanto riguarda i ricambi piace il libero Rossini, un anno fa a Latina, mentre come bomber rientra dal prestito a Cuneo, Sokolov. Il bulgaro disputa una stagione formidabile e convince lo staff tecnico che è pronto per giocarsi una chance da titolare. Al centro il gigante Simon, faro di Piacenza, potrebbe tornare utile alla causa e in più troverebbe l'amico Osmany Juantorena. Ma la strada è ancora lunga. E proprio Juantorena, tra una battuta e un'altra, si avvicina all'esordio in maglia azzurra. Ammesso che la chiacchierata tra le parti sia costruttiva. A tirare le somme di un'annata straordinaria il presidente del club e della Lega Diego Mosna.
Presidente Mosna, si chiude una stagione positiva.
"Tre trofei di grande valore e prestigio. Il più bello, di solito, è sempre l'ultimo. Uno scudetto ampiamente meritato. Penso che rivedrò gara cinque tante volte, questo successo è tra i più belli di questa società".
Dopo qualche ingiustizia, arriva la rivincita.
"Meritavamo giustizia. Abbiamo subito qualche brutta sconfitta e finalmente siamo riusciti a riportare lo scudetto a Trento, merito di un grande gruppo. Avevamo una grande voglia di rivalsa, una forte spinta ricevuta dal pubblico e dalle finali perse negli anni scorsi. Penso non sia facile dare degli aggettivi a questo gruppo".
Anche questa volta, per merito di Piacenza, avete rischiato tanto.
"E' stata una serie finale difficile, si è andati avanti a fasi alterne. Anche in gara cinque c'è stata un'alternanza di situazioni da lasciare gli spettatori con il fiato sospeso. Raphael (il palleggiatore infortunato, ndr) durante la partita ha detto: meglio stare in campo, sugli spalti si soffre di più".
Qual è il segreto per essere protagonisti così a lungo?
"Sembra una frase di circostanza, ma la collaborazione fra società staff tecnico, medico e atleti è una componente importante. La società che funziona come un'azienda dove il prodotto finale sono le vittorie. E' chiaro che per restare al top deve andare bene ogni singolo ingranaggio e tutti insieme facciamo la forza dell'Itas Diatec".
Se analizziamo la stagione Trento domina sempre, forse solo in avio avete sofferto.
"E' normale, avendo una rosa di campioni che provengono spremuti dagli impegni con le rispettive nazionali al termine di un'estate di impegni è inevitabile cedere qualcosa".
L'altra macchia si chiama Champions league. Anzi solo quel Golden set (set aggiuntivo in caso di parità di vittorie, ndr) perso in casa contro Mosca.
"Per fortuna siamo stati gli ultimi a perdere al Goden set, dalla prossima stagione non ci sarà più. Era una vera e propria ingiustizia, non lo dico perché ci abbiamo rimesso la qualificazione. La nostra eliminazione ha fatto, comunque, scalpore e ben venga se è servita ad accelerare la cancellazione di un sistema negativo".
L'anno prossimo l'obiettivo primario rimane la riconquista dell'Europa?
"Sarà uno dei nostri obiettivi. Non dimentichiamo, però, che i paesi competitivi si allargano. Ci sono squadre russe, tra l'altro detentori del trofeo, turche, in crescita, e polacche, paese dove la pallavolo è molto seguita. E non sottovalutiamo le sorprese che ogni anno vengono fuori. Il nostro compito è di attrezzarci per essere protagonisti, come sempre".
Adesso si guarda al futuro...
"Almeno per due giorni vorrei pensare a festeggiare, prima di metterci a fare calcoli e conti e tirar fuori il budget per l'anno prossimo. Tutti i successi di Trento passano per un'attenta programmazione. Inutile essere avventati. Vediamo che cosa riusciamo a raccogliere con gli sponsor e poi parleremo del progetto futuro. Non c'è dubbio che faremo di tutto per restare a livelli altissimi".
Con Radostin Stoytchev sempre al timone della squadra?
"Ci incontreremo presto, mi sembra che ci sia la volontà comune di costruire qualcosa di importante e ormai ci conosciamo bene. Non dovrebbero esserci problemi".
Da presidente della Lega è soddisfatto della stagione chiusa, anche se all'orizzonte c'è qualche nube.
"Le due defezioni annunciate in questi giorni (Vibo e San Giustino non si iscrivono, ndr) sono delle scelte estremamente serie. Invece che rischiare di bloccarsi a campionato in corso i club hanno fatto bene i conti e decidono di lasciare. Mi sembra un passaggio corretto. Per il resto chiudiamo il campionato senza nessun problema".
Si prevede un altro torneo senza retrocessioni?
"Sì, è stato già comunicato alla Federazione. Così possiamo salvaguardare una situazione critica e garantire i club".
E per quanto riguarda i playoff la finale al meglio delle cinque partite ha regalato spettacolo.
"Il Vday degli anni precedenti è stata una necessità, non un'idea strampalata della Lega. Comunque pure la partita secca ha avuto un seguito sempre in crescendo di spettatori. Per l'anno prossimo, a guardare i calendari, sarà difficile sistemare un playoff completo".
Ora è tempo di nazionale, pensa che Juantorena vestirà l'azzurro?
"E' solo questione di tempo. La situazione di Osmany si è complicata per il polverone di polemiche alzato, forse, in maniera sproporzionata. Quando un campione è tanto desiderato, c'è sempre il rischio che sia pure odiato. Fa parte del gioco. Le parole non fanno bene in questa situazione, lo schiacciatore è ormai un personaggio pubblico mondiale, ha la famiglia a Cuba ed è preoccupato per questa situazione. Vuole sentirsi libero di andare a trovare i cari quando vuole. E' normale che una situazione del genere va gestita con maggiore discrezione".
Qualche atleta, oltre a festeggiare, si appresta a salutare la società gialloblù. E' il caso del libero Bari che potrebbe andare a Ravenna e dell'opposto Stokr in partenza per la Russia. Per quanto riguarda i ricambi piace il libero Rossini, un anno fa a Latina, mentre come bomber rientra dal prestito a Cuneo, Sokolov. Il bulgaro disputa una stagione formidabile e convince lo staff tecnico che è pronto per giocarsi una chance da titolare. Al centro il gigante Simon, faro di Piacenza, potrebbe tornare utile alla causa e in più troverebbe l'amico Osmany Juantorena. Ma la strada è ancora lunga. E proprio Juantorena, tra una battuta e un'altra, si avvicina all'esordio in maglia azzurra. Ammesso che la chiacchierata tra le parti sia costruttiva. A tirare le somme di un'annata straordinaria il presidente del club e della Lega Diego Mosna.
Presidente Mosna, si chiude una stagione positiva.
"Tre trofei di grande valore e prestigio. Il più bello, di solito, è sempre l'ultimo. Uno scudetto ampiamente meritato. Penso che rivedrò gara cinque tante volte, questo successo è tra i più belli di questa società".
Dopo qualche ingiustizia, arriva la rivincita.
"Meritavamo giustizia. Abbiamo subito qualche brutta sconfitta e finalmente siamo riusciti a riportare lo scudetto a Trento, merito di un grande gruppo. Avevamo una grande voglia di rivalsa, una forte spinta ricevuta dal pubblico e dalle finali perse negli anni scorsi. Penso non sia facile dare degli aggettivi a questo gruppo".
Anche questa volta, per merito di Piacenza, avete rischiato tanto.
"E' stata una serie finale difficile, si è andati avanti a fasi alterne. Anche in gara cinque c'è stata un'alternanza di situazioni da lasciare gli spettatori con il fiato sospeso. Raphael (il palleggiatore infortunato, ndr) durante la partita ha detto: meglio stare in campo, sugli spalti si soffre di più".
Qual è il segreto per essere protagonisti così a lungo?
"Sembra una frase di circostanza, ma la collaborazione fra società staff tecnico, medico e atleti è una componente importante. La società che funziona come un'azienda dove il prodotto finale sono le vittorie. E' chiaro che per restare al top deve andare bene ogni singolo ingranaggio e tutti insieme facciamo la forza dell'Itas Diatec".
Se analizziamo la stagione Trento domina sempre, forse solo in avio avete sofferto.
"E' normale, avendo una rosa di campioni che provengono spremuti dagli impegni con le rispettive nazionali al termine di un'estate di impegni è inevitabile cedere qualcosa".
L'altra macchia si chiama Champions league. Anzi solo quel Golden set (set aggiuntivo in caso di parità di vittorie, ndr) perso in casa contro Mosca.
"Per fortuna siamo stati gli ultimi a perdere al Goden set, dalla prossima stagione non ci sarà più. Era una vera e propria ingiustizia, non lo dico perché ci abbiamo rimesso la qualificazione. La nostra eliminazione ha fatto, comunque, scalpore e ben venga se è servita ad accelerare la cancellazione di un sistema negativo".
L'anno prossimo l'obiettivo primario rimane la riconquista dell'Europa?
"Sarà uno dei nostri obiettivi. Non dimentichiamo, però, che i paesi competitivi si allargano. Ci sono squadre russe, tra l'altro detentori del trofeo, turche, in crescita, e polacche, paese dove la pallavolo è molto seguita. E non sottovalutiamo le sorprese che ogni anno vengono fuori. Il nostro compito è di attrezzarci per essere protagonisti, come sempre".
Adesso si guarda al futuro...
"Almeno per due giorni vorrei pensare a festeggiare, prima di metterci a fare calcoli e conti e tirar fuori il budget per l'anno prossimo. Tutti i successi di Trento passano per un'attenta programmazione. Inutile essere avventati. Vediamo che cosa riusciamo a raccogliere con gli sponsor e poi parleremo del progetto futuro. Non c'è dubbio che faremo di tutto per restare a livelli altissimi".
Con Radostin Stoytchev sempre al timone della squadra?
"Ci incontreremo presto, mi sembra che ci sia la volontà comune di costruire qualcosa di importante e ormai ci conosciamo bene. Non dovrebbero esserci problemi".
Da presidente della Lega è soddisfatto della stagione chiusa, anche se all'orizzonte c'è qualche nube.
"Le due defezioni annunciate in questi giorni (Vibo e San Giustino non si iscrivono, ndr) sono delle scelte estremamente serie. Invece che rischiare di bloccarsi a campionato in corso i club hanno fatto bene i conti e decidono di lasciare. Mi sembra un passaggio corretto. Per il resto chiudiamo il campionato senza nessun problema".
Si prevede un altro torneo senza retrocessioni?
"Sì, è stato già comunicato alla Federazione. Così possiamo salvaguardare una situazione critica e garantire i club".
E per quanto riguarda i playoff la finale al meglio delle cinque partite ha regalato spettacolo.
"Il Vday degli anni precedenti è stata una necessità, non un'idea strampalata della Lega. Comunque pure la partita secca ha avuto un seguito sempre in crescendo di spettatori. Per l'anno prossimo, a guardare i calendari, sarà difficile sistemare un playoff completo".
Ora è tempo di nazionale, pensa che Juantorena vestirà l'azzurro?
"E' solo questione di tempo. La situazione di Osmany si è complicata per il polverone di polemiche alzato, forse, in maniera sproporzionata. Quando un campione è tanto desiderato, c'è sempre il rischio che sia pure odiato. Fa parte del gioco. Le parole non fanno bene in questa situazione, lo schiacciatore è ormai un personaggio pubblico mondiale, ha la famiglia a Cuba ed è preoccupato per questa situazione. Vuole sentirsi libero di andare a trovare i cari quando vuole. E' normale che una situazione del genere va gestita con maggiore discrezione".