Sport

Ultim'ora

A 15 anni muore folgorato su un traliccio nel Lodigiano: l’ipotesi di una sfida social

Volley, Vibo Valentia ci ripensa: iscrizione possibile

Il patron del club calabrese, Callipo, che aveva annunciato la rinuncia, esprime un sì con riserva, spinto dal presidente della Lega e di Trento, Mosna. Ma tante altre sono le società in crisi e la cui iscrizione è a rischio
di ROBERTO MARCELLETTI

2 minuti di lettura
ROMA - Un periodo di grande confusione tra alcune società di vertice in vista della prossima stagione agonistica, questo il quadro nel volley. La notizia del giorno è il ripensamento, dietro incessanti spinte, di Pippo Callipo. Dopo l'annuncio di chiusura, Vibo Valentia potrebbe prendere parte al massimo campionato anche nella prossima stagione. Il condizionale è d'obbligo perché il numero uno tirrenico esprime un sì con riserva al termine di una conferenza stampa congiunta con il presidente della Lega e dell'Itas Diatec Trentino Diego Mosna. E in effetti i club italiani fanno sentire la loro voce, soprattutto i cosiddetti big. L'obiettivo di sostenere un'importante realtà è concreto e la futura squadra giallorossa conterebbe su una linea verde rientrando così nel bilancio del patron calabrese.

Mosna promette di adoperarsi in Federazione per istituire un fondo paritetico di sostegno alla società calabrese: "Nella Fipav - spiega il numero uno della Lega - c'è una certa predisposizione è mi sembra un buon punto di partenza". Da giorni si fanno i nomi di giovani promettenti provenienti da Trento, Macerata e Cuneo. Tra questi spiccano Randazzo, Tartaglione, Lanza e Diamantini. Intanto tutti i campioni della passata stagione si accasano altrove e a fare da chioccia, si fa per dire vista la tenera età, a questo gruppo il centrale Barone, originario della vicina Palmi, che non abbandona la propria terra. Per adesso il giocatore è impegnato con la maglia azzurra nella preparazione dei Giochi del Mediterraneo.

Per il resto se ne vedono (e sentono) di tutti i colori. La Regione più impegnata nella ricostruzione dei propri club è l'Umbria. San Giustino chiude e cerca accordi per trasferire la A1 in altri lidi. Ma le situazioni spesso si complicano: date quasi per chiuse prima con Taranto e poi a San Sepolcro, invece restano ancora da decifrare. Mentre Città di Castello, fallita la fusione proprio con San Giustino, è ancora in forse e spera di far passare in fretta il momento di difficoltà. Modena punta su una società ex novo con tanto di passaggio di proprietà. La Marmi Lanza Verona prosegue la sua attività e a fasi alterne e denuncia difficoltà nel reperire sponsor per il futuro. Tutto comunque rientra in un piano di ridimensionamento. Basta guardare la decisione delle grandi con Trento, fresca campione d'Italia e campione del Mondo in carica, che in settimana proporrà ai suoi campioni una riduzione degli ingaggi. Anche se Mosna ribadisce di puntare su un'Itas Diatec competitiva nel mondo e in Europa. Sulla situazione trentina se ne saprà di più all'inizio di giugno. Sulla stessa lunghezza d'onda Macerata: annuncia contratti legati ai risultati. E così a sfregarsi le mani, in una fase economica delicata, sembrano essere le formazioni turche e russe ancora in grado di offrire cifre consistenti e favorire gli esodi. Speriamo solo non siano di massa.
 
I commenti dei lettori