ROMA - Sconfitta dell'Italia nell'ultima partita della fase a qualificazione della World league. La squadra allenata dal ct Mauro Berruto perde in Serbia 3-1 (28-26, 17-25, 25-23, 25-19) ma centra lo stesso la qualificazione alla final six di Mar Del Plata in Argentina. Gli azzurri chiudono in testa al girone a pari punti con la Russia e grazie al migliore quoziente set preparano il volo in Sudamerica. Dopo un anno di assenza, Savani e compagni si riaffacciano alle sfide che valgono il podio. Nella seconda sfida giocata in Serbia (ieri vittoria al tie break) l'Italia è troppo discontinua per sperare di raccogliere qualcosa di più. Il punto debole della serata è la ricezione, nonostante il servizio serbo non sia quello dello scorso match. Addirittura il ct Kolakovic cambia formazione e dà spazio a quei giocatori che si sono visti meno nel corso del torneo. E' il caso di Petric e dell'opposto Starovic. Tutti ragazzi che non ci stanno a perdere e anche se non c'è niente in palio fanno la loro onesta partita. Top scorer del match ancora Ivan Zaytsev autore di 19 punti (tre ace e un muro). A cercare di variare i colpi offensivi pure Savani autore di 14 punti. Al centro si vede la novità Matteo Piano autore di cinque muri e tre muri. La "nuova" Serbia varata da Kolakovic per l'occasione trova nei 18 punti di Starovic una costante. In evidenza Uros Kovacevic con 15 punti e Rasic 13 punti sei muri e due ace.
Come al solito l'Italia regala il primo set agli avversari. Eppure questa volta la partenza a razzo della squadra italiana che sfrutta subito le giocate di Savani e Zaytsev sembrava aprire una nuova serata. La brusca frenata a metà del parziale e la Serbia che nel finale gioca meglio fanno la differenza. Uros Kovacecic (7 punti) è il giocatore che spiana la strada ai padroni di casa. Nel secondo set l'Italia cresce e per la Serbia, imbottita di riserve sotto rete, sono dolori. Arginare la supremazia azzurra è difficile. Al centro si rivede Matteo Piano al posto di Beretta e il palleggiatore Travica può variare le soluzoni offensive a sua disposizione. Bene la spinta di Birarelli al centro e le percentuali offensive di Zaytsev. Nel terzo set il motore azzurro si inceppa, cala la concentrazione e gli avversari ne approfittano. Nonostante qualche errore di troppo, la Serbia rimonta lo svantaggio dall'Italia e si riporta avanti nel punteggio. Poco da dire per quanto riguarda il parziale conclusivo, la Serbia va a gonfie vele e l'Italia arranca in ogni fondamentale. Ogni tentativo di rimonta appare sterile. In campo si vede Vettori pet Zaytsev ma la musica non cambia. Finale segnato e Italia sconfitta e qualificata ma lascia il campo a testa bassa.
Come al solito l'Italia regala il primo set agli avversari. Eppure questa volta la partenza a razzo della squadra italiana che sfrutta subito le giocate di Savani e Zaytsev sembrava aprire una nuova serata. La brusca frenata a metà del parziale e la Serbia che nel finale gioca meglio fanno la differenza. Uros Kovacecic (7 punti) è il giocatore che spiana la strada ai padroni di casa. Nel secondo set l'Italia cresce e per la Serbia, imbottita di riserve sotto rete, sono dolori. Arginare la supremazia azzurra è difficile. Al centro si rivede Matteo Piano al posto di Beretta e il palleggiatore Travica può variare le soluzoni offensive a sua disposizione. Bene la spinta di Birarelli al centro e le percentuali offensive di Zaytsev. Nel terzo set il motore azzurro si inceppa, cala la concentrazione e gli avversari ne approfittano. Nonostante qualche errore di troppo, la Serbia rimonta lo svantaggio dall'Italia e si riporta avanti nel punteggio. Poco da dire per quanto riguarda il parziale conclusivo, la Serbia va a gonfie vele e l'Italia arranca in ogni fondamentale. Ogni tentativo di rimonta appare sterile. In campo si vede Vettori pet Zaytsev ma la musica non cambia. Finale segnato e Italia sconfitta e qualificata ma lascia il campo a testa bassa.