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Volley, Europei: Italia ko in finale, Russia campione

Niente da fare per gli azzurri, sconfitti 3-1 nella sfida che metteva in palio il titolo continentaledi ROBERTO MARCELLETTI
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COPENAGHEN - L'Italia perde la finale ai campionati europei contro la Russia 1-3 (20-25, 22-25, 25-22, 17-25) e si accontenta della medaglia d'argento. I campioni olimpici e vincitori dell'ultima World league mettono al collo meritatamente l'oro. Per entrambe appuntamento l'anno prossimo ai campionati mondiali in Polonia. Un occasione per poter lavorare con la squadra senza l'assillo di andare a caccia della qualificazione.

Per la seconda volta di fila la squadra allenata dal ct Mauro Berruto non riesce a strappare agli avversari il metallo più prezioso e accetta di buon grado il quarto argento nella storia della pallavolo italiana (restano sei le vittorie continentali). Era successo due anni fa a Vienna con tanto rammarico e si ripete a Copenaghen contro una formazione obiettivamente più avanti nella ricostruzione. La partita di stasera conferma il predominio della Russia e la differenza con questa Italia imbottita di novità e con una media di 25 anni e mezzo ma g…
COPENAGHEN - L'Italia perde la finale ai campionati europei contro la Russia 1-3 (20-25, 22-25, 25-22, 17-25) e si accontenta della medaglia d'argento. I campioni olimpici e vincitori dell'ultima World league mettono al collo meritatamente l'oro. Per entrambe appuntamento l'anno prossimo ai campionati mondiali in Polonia. Un occasione per poter lavorare con la squadra senza l'assillo di andare a caccia della qualificazione.

Per la seconda volta di fila la squadra allenata dal ct Mauro Berruto non riesce a strappare agli avversari il metallo più prezioso e accetta di buon grado il quarto argento nella storia della pallavolo italiana (restano sei le vittorie continentali). Era successo due anni fa a Vienna con tanto rammarico e si ripete a Copenaghen contro una formazione obiettivamente più avanti nella ricostruzione. La partita di stasera conferma il predominio della Russia e la differenza con questa Italia imbottita di novità e con una media di 25 anni e mezzo ma già arrivata a contendersi un trofeo prezioso contro i campioni olimpici in carica. Dai campionati europei torna, quindi, una nazionale italiana con alcune certezze e qualche dubbio.

La nota positiva è la crescita dell'opposto Luca Vettori, miglior schiacciatore della rassegna, maturo e prezioso in ogni momento, soprattutto, nelle sfide a eliminazione diretta. Anche al centro, al fianco dell'esperto e costante Birarelli, spazio a Beretta che dalla serie A2 si trova a respirare aria continentale. A tratti si vede pure l'altro centrale Piano utile nelle prime gare quando Birarelli è rimasto fuori per infortunio. A proposito di problemi fisici, durante il torneo la sfortuna non abbandona l'Italia e colpisce a turno anche Savani e Parodi. E costringe il ct Mauro Berruto a cambiare spesso sestetto di partenza. Nonostante la serata storta in finale, Ivan Zaytsev porta a casa il premio di miglior servizio dei campionati. Un giocatore che si mette sempre a disposizione della squadra, molto duttile e pronto a cambiare pelle in maniera camaleontica tra opposto e schiacciatore-ricevitore.

Per quanto riguarda la sfida, l'Italia prova a tenere vicina la Russia con una discreta difesa, troppo poco. I muri vincenti sono appena sei con gli avversari che ne piazzano undici. Gli errori al servizio, ben 23, sono troppi. Il gioco azzurro è deficitario nel contrattacco dove Travica e compagni non vanno oltre il 27 per cento (Russia al 47 per cento). Dal punto di vista personale applausi per i 21 punti (un ace) di Vettori top scorer del match e Birarelli con undici punti (due ace e un muro). Il migliore a muro è il palleggiatore Travica con tre block vincenti.

La Russia gioca bene in ogni fondamentale e spicca la grande capacità di difendere (Verbov miglior libero degli Europei) su ogni pallone senza mai tirarsi indietro. In attacco la squadra allenata da Voronkov può variare le giocate e trovare sempre soluzioni efficaci. E' il caso dei centrali Muserkiy (premiato come miglior giocatore dei campionati e autore di 15 punti, due ace e cinque muri) e Apalikov e alle bande Pavlov (16 punti) e Shivozhelez (13 punti). Un sestetto completo, una squadra che ormai ha un mentalità vincente.

Il primo set come previsto è un monologo della Russia padrona del campo, con l'Italia costretta a inseguire. La squadra allenata da Voronkov trova il primo break da un turno al servizio del "centralone" di 218 centimetri di altezza Muserkiy. L'Italia fatica a ricevere le bordate avversarie e allora il ct Berruto gioca la carta del doppio libero con l'inserimento sotto rete di Giovi al fianco di Rossini. Altri pericoli in attacco arrivano da Spiridonov, Pavlov e Sivozhelez partiti con il piede giusto. I battitori azzurri ci provano in tutte le maniere, ma le percentuali non sono sufficienti ad arginare lo strapotere di Apalikov e soci. Rispetto agli altri fondamentali va meglio il muro azzurro, proprio da questo fondamentale parte il tentativo di rimonta. Buona pure la continuità di Vettori in attacco però la squadra nel complesso fatica tanto in fase offensiva. La somma totale non scalfisce i meriti di una Russia più forte.

La musica non cambia nel secondo set. La Russia sfodera un muro granitico che ferma per tre volte di fila Vettori e l'Italia va in affanno. Show russo con Verbov in difesa che prende davvero tutto e alza da terra le schiacciate di Zaytsev. Viceversa sopra la rete Pavlov si diverte. Insomma il palleggiatore Grankin deve solo scegliere la soluzione migliore. Diventa difficile per l'Italia trovare le giocate giuste per accorciare le distanze. L'allenatore Berruto prova a mettere mano alla panchina e inserisce il capitano Savani al posto di Zaytsev. Lo schiacciatore di Castiglione delle Stiviere suona la carica (unica nota stonata l'errore nella palla del possibile pareggio). Un turno al servizio di Vettori avvicina la squadra italiana ai campioni olimpici in carica. Poi si spengono per due volte le luci all'interno dell'impianto di gioco costruito all'interno dello stadio di calcio a Copenhagen. Il lungo stop raffredda i muscoli dei giocatori e frena, in qualche modo, la rimonta dell'Italia arrivata a meno uno dalla Russia. Quando ritorna l'illuminazione il sestetto azzurro appare vivo. L'Italia si avvicina senza però raggiungere i vincitori dell'ultima World league.

La squadra azzurra gioca troppo a sprazzi, non basta a dare fastidio a una formazione davvero ben organizzata. Terzo set equilibrato. La Russia bassa le sue percentuali (soprattutto al servizio) e l'Italia trova la forza di restare incollata agli avversari. E per la prima volta arriva il break dei ragazzi bronzo alle ultime olimpiadi di Londra 2012. Merito di un buon lavoro a muro di Birarelli e delle giocate coraggiose di Vettori. Però i troppi errori al servizio di Parodi e soci tengono a galla la Russia. La spinta di Vettori diventa un punto di riferimento costante per la truppa azzurra che trova fiducia e coraggio. Il finale è di marca azzurra. Inizio del quarto periodo con l'Italia che fatica dalla linea dei nove metri e la Russia subito avanti nel punteggio giocando meglio in attacco. E mentre la squadra allenata da Voronkov scava un vantaggio importante, Mauro Berruto getta nella mischia a sorpresa Zaytsev al posto di Vettori. La squadra azzurra è poco brillante e sente la fatica nelle gambe. "L'armata russa" si mette in moto e viaggia tranquilla verso la medaglia d'oro con i punti centrali di Muserskiy. Il finale è a senso unico e lo svantaggio diventa netto. L'Italia si arrende e per la seconda volta di fila è medaglia d'argento. La medaglia di bronzo va alla Serbia che supera la Bulgaria tre a zero.