ROMA - L'era del ct Mauro Berruto alla guida della nazionale italiana di volley inizia proprio due anni fa con un argento europeo e alla terza stagione ritorna al punto di partenza, stesso metallo, altra storia e avversaria in finale, ma con una squadra e un progetto che guardano al futuro. In mezzo il prezioso bronzo alle Olimpiadi di Londra e l'altra medaglia, sempre di bronzo questa estate a luglio, conquistata nella final six di World league e Mar del Plata in Argentina. Insomma un gruppo con un'età media di 25 anni e mezzo con poca esperienza, addirittura due centrali Beretta e Piano provenienti dalla serie A2 e otto debuttanti complessivi, che cominciano a disturbare a ogni latitudine le squadre più blasonate e al momento con un potenziale superiore.
Berruto, questo oro non vuole arrivare. Però l'Italia c'è sempre.
"Quando cominciamo una competizione ci crediamo sempre e si vede in campo, la squadra combatte e arriva fino in fondo. Se poi di fronte ci troviamo la Russia, al momento una delle nazionali più forti al mondo e che gioca una pallavolo travolgente, allora tutto si complica. L'argento lascia sempre un pizzico di amaro in bocca, però sono orgoglioso di questi ragazzi e della medaglia che portiamo nel nostro paese".
Qualche rimpianto sull'andamento della gara?
"Forse mi è dispiaciuto non aver visto completata la rimonta, potevamo sfruttare meglio alcune situazioni favorevoli, ma i rimpianti sono davvero minimi".
Invece le soddisfazioni sono tante.
"Direi di sì. Ripeto sono orgoglioso di quanto fatto con questa squadra. Alzi la mano chi, dopo aver letto le mie convocazioni, scommetteva su una stagione azzurra condita da due medaglie (bronzo World league e argento europeo, ndr). Intorno c'era solo scetticismo".
Insomma i passi fatti, finora, vanno della direzione desiderata.
"Credo che la strada sia quella giusta, siamo sempre lì tra le grandi. Abbiamo una squadra che non è ancora al massimo della sua maturazione e questo naturalmente mi fa pensare che possiamo fare ancora meglio. Vedo una gruppo in crescita e anzi sono convinto di aver bruciato le tappe di questo percorso con i risultati raggiunti in World league e agli Europei".
Rispetto alle altre medaglie, questa rappresenta un punto di partenza?
"Sì, è una fase di un progetto iniziato nel 2011 che è passato per un evento importante come un'olimpiade e prosegue ininterrottamente. In questa stagione abbiamo provato quasi trenta atleti e i risultati si sono visti. Tanti giovani hanno maturato delle esperienze eccezionali, ma ora vogliamo continuare su questa strada. Di certo non ci accontentiamo".
Uno di questi giovani si chiama Vettori che partito dalla panchina diventa il migliore schiacciatore.
"In realtà Vettori ci aveva dato forti segnali della sua maturità e classe già nella final six di World league. Agli Europei è proseguita la sua ascesa. E' un atleta tecnicamente bello da vedere, un talento. E sta in campo con un'ottima stabilità mentale e grande intelligenza".
Nei prossimi impegni azzurri tra i cosiddetti veterani ci saranno novità?
"Non cambio il progetto per nessuna ragione. Nella mia testa ho ben chiari tutti i passaggi che ci porteranno fino a Rio 2016 e non vedo ragione per doverli modificare. Tutti coloro che ci credono prenderanno parte a ogni tappa di avvicinamento. Non dimentichiamo che l'anno prossimo si gioca un Mondiale in Polonia e noi saremo protagonisti".
Mentre l'Italia del volley giocava semifinale e finale in Danimarca nel paese si apriva una seria crisi politica.
"Ci avrebbe fatto molto piacere regalare al paese una gioa estrema con un bella medaglia d'oro per cancellare almeno un attimo tutte le difficoltà che ci circondano. Comunque anche l'argento sarà servito a distrarre. Vedere sventolare la bandiera in alto è sempre un momento gratificante. Purtroppo è solo un momento simbolico, poi si torna ai problemi reali da risolvere".
Berruto, questo oro non vuole arrivare. Però l'Italia c'è sempre.
"Quando cominciamo una competizione ci crediamo sempre e si vede in campo, la squadra combatte e arriva fino in fondo. Se poi di fronte ci troviamo la Russia, al momento una delle nazionali più forti al mondo e che gioca una pallavolo travolgente, allora tutto si complica. L'argento lascia sempre un pizzico di amaro in bocca, però sono orgoglioso di questi ragazzi e della medaglia che portiamo nel nostro paese".
Qualche rimpianto sull'andamento della gara?
"Forse mi è dispiaciuto non aver visto completata la rimonta, potevamo sfruttare meglio alcune situazioni favorevoli, ma i rimpianti sono davvero minimi".
Invece le soddisfazioni sono tante.
"Direi di sì. Ripeto sono orgoglioso di quanto fatto con questa squadra. Alzi la mano chi, dopo aver letto le mie convocazioni, scommetteva su una stagione azzurra condita da due medaglie (bronzo World league e argento europeo, ndr). Intorno c'era solo scetticismo".
Insomma i passi fatti, finora, vanno della direzione desiderata.
"Credo che la strada sia quella giusta, siamo sempre lì tra le grandi. Abbiamo una squadra che non è ancora al massimo della sua maturazione e questo naturalmente mi fa pensare che possiamo fare ancora meglio. Vedo una gruppo in crescita e anzi sono convinto di aver bruciato le tappe di questo percorso con i risultati raggiunti in World league e agli Europei".
Rispetto alle altre medaglie, questa rappresenta un punto di partenza?
"Sì, è una fase di un progetto iniziato nel 2011 che è passato per un evento importante come un'olimpiade e prosegue ininterrottamente. In questa stagione abbiamo provato quasi trenta atleti e i risultati si sono visti. Tanti giovani hanno maturato delle esperienze eccezionali, ma ora vogliamo continuare su questa strada. Di certo non ci accontentiamo".
Uno di questi giovani si chiama Vettori che partito dalla panchina diventa il migliore schiacciatore.
"In realtà Vettori ci aveva dato forti segnali della sua maturità e classe già nella final six di World league. Agli Europei è proseguita la sua ascesa. E' un atleta tecnicamente bello da vedere, un talento. E sta in campo con un'ottima stabilità mentale e grande intelligenza".
Nei prossimi impegni azzurri tra i cosiddetti veterani ci saranno novità?
"Non cambio il progetto per nessuna ragione. Nella mia testa ho ben chiari tutti i passaggi che ci porteranno fino a Rio 2016 e non vedo ragione per doverli modificare. Tutti coloro che ci credono prenderanno parte a ogni tappa di avvicinamento. Non dimentichiamo che l'anno prossimo si gioca un Mondiale in Polonia e noi saremo protagonisti".
Mentre l'Italia del volley giocava semifinale e finale in Danimarca nel paese si apriva una seria crisi politica.
"Ci avrebbe fatto molto piacere regalare al paese una gioa estrema con un bella medaglia d'oro per cancellare almeno un attimo tutte le difficoltà che ci circondano. Comunque anche l'argento sarà servito a distrarre. Vedere sventolare la bandiera in alto è sempre un momento gratificante. Purtroppo è solo un momento simbolico, poi si torna ai problemi reali da risolvere".