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Supercoppa, Trento aspetta Macerata. Serniotti: "Siamo outsider, ma stupiremo"

Il coach della Diatec si prepara al primo appuntamento che conta della stagione. Una squadra rinnovata: "Non più quella da battere, ma siamo pronti per vincere anche questa sfida"
di ROBERTO MARCELLETTI

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ROMA - Scatta ufficialmente mercoledì alle ore 20.30 (diretta RaiSport 1) al PalaTrento la stagione 2013/14 del volley italiano. In palio, come tradizione, un interessante prologo: la Del Monte Supercoppa. La competizione, che solitamente mette di fronte la vincitrice dello scudetto e quella della Coppa Italia dell'anno 2013, vedrà sotto rete la Diatec Trentino (vincitrice di entrambi i titoli) e la Lube Macerata (finalista nel massimo trofeo nazionale). Si tratta di un confronto tra due squadre protagoniste negli ultimi anni. Infatti per Trento sarà la quarta finale consecutiva, la quinta assoluta nelle ultime sei stagioni. Un traguardo importante per la società di via Trener che eguaglia il primato della Sisley nella storia della competizione: solo Treviso prima di Trento era stata protagonista per quattro finali di Supercoppa di seguito, in quel caso fra il 1998 ed il 2001.

Nel rinnovato sestetto dei dolomitici l'unico dubbio per il tecnico Roberto Serniotti riguarda il palleggiatore con in ballottaggio l'americano Suxho e Sintini, ma il giocatore a stelle e strisce appare leggermente favorito. In casa Lube è la settima partecipazione alla manifestazione con un bilancio sorridente di tre vittorie e le ultime due proprio contro la formazione dolomitica. Senza macchia il cammino dell'allenatore Giuliani che viaggia con due successi in altrettante partecipazioni. Il tecnico schiera nella formazione di partenza le due principali novità della campagna acquisti il palleggiatore Baranowicz e il martello polacco Kurek, per il resto sotto rete squadra invariata rispetto alla scorsa stagione. Invece ci sono tante volti nuovi in panchina con l'acquisto di atleti interessanti. I confronti diretti fra Trento e Macerata toccano quota quarantuno con un ventiquattro vittorie a sedici per i gialloblù.

Dopo tre anni da secondo allenatore, Serniotti prende in mano Trento e con un progetto diverso rispetto al passato comincia un'avventura tutta da decifrare. Nella propria bacheca personale il tecnico piemontese può vantare tre vittorie in Supercoppa: nel 1999 da primo allenatore alla guida dell'Alpitour Cuneo e due da secondo sulle panchine di Cuneo (2002) e Trento (2011). Nel 2007 disputa un'altra Supercoppa con la M. Roma Volley, persa a Trieste contro Treviso. Nel palmares di Serniotti troviamo anche collaborazioni con la nazionale italiana e francese. Prolifico l'impegno oltre i confini: in Grecia guida il Panathinaikos, in Francia il Tours per tre stagioni con cui vince nel 2005 la Champions League, e in Russia il Yaroslavich Yaroslavl.

Serniotti c'è tanta curiosità per vedere all'opera la "nuova" Trento.
"Direi nuova in gran parte ma non del tutto. Io sono tre anni che faccio parte di questo gruppo e insieme a me ci sono rimasti alcuni giocatori e tutto lo staff. Diciamo che gli atleti più famosi sono andati via, ma per fortuna Trento continua a essere protagonista con un altro progetto".
La squadra lavora da tempo, ora sono arrivati i nazionali. A che punto siete?
"Con quelli che erano qui dall'inizio della preparazione abbiamo svolto un lavoro ottimo e sono soddisfatto. Il resto della truppa ha voglia di inserirsi presto".
Ormai per la pallavolo è un classico ripartire a ridosso dell'attività delle nazionali.
"E' una caratteristica della nostra disciplina. La scelta di dedicare tutta l'estate alle nazionali comporta un tipo di partenza diversa. Anche se negli anni ho notato squadre che giocavano meglio a inizio stagione nella Supercoppa che nel resto del campionato oppure in Europa. Comunque le difficoltà riguardano un po' tutte le società e non solo noi".
Quest'anno Trento avrà, almeno sulla carta, un ruolo da outsider. Che ne dice?
"Mi piace fare la squadra outsider. La nostra formazione nel ranking di partenza del campionato non occupa più il ruolo di favorita, mentre prima eravamo la squadra da battere. Sono convinto che possiamo stupire tutti e siamo pronti a vincere questa sfida".
Viceversa Macerata...
"Quest'anno Macerata rappresenta la Trento degli anno d'oro con un organico importante e con le carte in regola per sbancare in Italia e in Europa".
Nella sfida di Supercoppa troverete, quindi, una Lube rinforzata.
"Molto rinforzata. Ha preso un giovane palleggiatore di talento come Baranowicz e in Polonia ha pescato lo schiacciatore Kurek. Oltre all'organico già competitivo a disposizione dalla passata stagione. Ed ha anche una panchina lunga".
Un osso dure per l'attuale Diatec?
"Noi proviamo prima a difendersi bene e se Macerata ci lascerà spazio daremo fastidio. In fondo si tratta di un partita secca e può succedere di tutto".
Giocare in casa vi darà una mano?
"Certo, contiamo molto sul sostegno del nostro pubblico".
La fuga estiva dei talenti ha cambiato i rapporti con la gente e la città?
"Assolutamente no, il pubblico è una risorsa. Si tratta di un tifoseria intelligente e preparata. Ha seguito la squadra prima degli anni d'oro, poi nel periodo del boom e continuerà a farlo. Durante la preparazione ci sono stati molto vicini, il sostegno è tuttora palpabile. Insomma hanno capito il momento. E se per caso qualche tifoso ha perso fiducia speriamo di riconquistarlo presto".
Trento in attacco punta molto su Sokolov.
"Un elemento, se pur forte, non può fare un'intera squadra. Trento non è solo Sokolov, il bulgaro è uno dei terminali offensivi più pericolosi ma intorno ruota una squadra. A pallavolo da soli non si vincono le partite".
A proposito di intesa a che punto è il lavoro sulla diagonale con il palleggiatore Suxho?
"Serve allenamento e noi ci stiamo lavorando. Vorrei ricordare che nel ruolo di regista c'è pure Sintini che è più di un'alternativa. E' completamente ristabilito e pronto a giocare da titolare".
 
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