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Volley, Cuneo ancora a secco. Piazza: "Ma io guardo avanti"

Fa notizia la falsa partenza in campionato della Bre Banca, ancora a secco di vittorie dopo due giornate. Il tecnico: "Non voglio cercare attenuanti, ma i cambiamenti improvvisi ci hanno danneggiato"
di ROBERTO MARCELLETTI

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ROMA - Quando una squadra come la Bre Banca Cuneo, scudetto nel 2010, coppa Italia nel 2011, finalista in Champions league nel 2013, dopo due giornate è ancora a secco di vittorie fa notizia. Ora è importante vedere che cosa succede in un club punto di riferimento negli ultimi anni. A Verona il sestetto piemontese spreca tanto e non offre una buona prestazione. Meglio il combattuto esordio perso al tie break alla prima giornata contro Perugia. In mezzo un successo a Nantes in coppa Cev. Le attenuanti per un inizio al di sotto delle possibilità ci sono: la partenza di Grbic (palleggiatore) una settimana prima dell'inizio del campionato spiazza il team. La dirigenza acquista Coscione, però il giocatore potrà guidare il sestetto solo dalla quarta giornata. E per coach Piazza cominciano i grattacapi con l'alternanza dei palleggiatori, vero motore dei sestetti, e il gioco ne risente.

Piazza, vedere Cuneo ancora a secco di vittorie fa effetto. Colpa delle tante novità?
"I cambiamenti, se vengono programmati. sono sempre positivi. Quando innesti una pianta bisogna lavorare per vedere i primi frutti".
Invece l'improvvisa partenza di un palleggiatore del calibro di Grbic una settimana prima di cominciare...
"A me non piace cercare scuse, ma in effetti ci siamo trovati con il regista titolare volato in Russia e Freriks, secondo alzatore, che ha subito un intervento. Sul mercato abbiamo preso Coscione che in campo si vedrà da Molfetta (quarta di campionato, ndr) in poi. Mentre in coppa Cev è già titolare".
Insomma un intreccio che non permette alla squadra di trovare il suo punto di riferimento.
"Il palleggiatore è come un pilota, se ogni due giorni cambia non puoi dare continuità al lavoro svolto durante la settimana. Ripeto, non cerco attenuanti e preferisco guardare avanti".

Però tra le sconfitte di Perugia e Verona la squadra ha fatto dei passi indietro.
"Contro Perugia abbiamo lottato fino al tie break senza risparmiarci, mentre a Verona ho visto una squadra diversa che si fa recuperare con troppa facilità. Va detto che durante la settimana scorsa tra viaggi e coppa Cev ci siamo allenati poco".
Comunque la Bre Banca rimane un organico competitivo.
"Direi che siamo un bel gruppo, una rosa ampia e tosta. Gli attaccanti devono ancora far vedere le cose migliori e questo accadrà appena il sestetto si sarà assestato e il palleggiatore prenderà in mano la squadra".
Risultati negativi a parte, finora che cosa le è piaciuto di più?
"L'atteggiamento combattivo tenuto sotto rete nella prima di campionato. Mi piace Rawerdink, lo alleno da pochi giorni e penso sia un giocatore dalle grandi potenzialità che forse nemmeno lui conosce bene. Ammiro Freriks, un palleggiatore che tiene il campo con lucidità nonostante tutto quello che è successo".
E che cosa non le è piaciuto?
"Sicuramente la poca continuità, si vedono troppi alti e bassi. I passaggi a vuoto visti a Verona e il giocare al di sotto delle nostre possibilità non mi piacciono. Non posso tollerare di vedere certi errori e per giunta ripetuti. Per questo preferisco non garantire il posto fisso a nessuno".

Quando vedremo all'opera la vera Cuneo?
"Dalla prossima settimana torneremo a lavorare con più calma e Coscione entrerà nel gruppo anche per il campionato. Nel mese di novembre, quindi, sono sicuro che cresceremo tanto, anche perché l'ultimo impegno di coppa Cev sarà per martedì poi se ne riparlerà a dicembre".
A proposito di impegni europei, martedì tornerete in campo per il match di ritorno dei sedicesimi.
"Partiamo da una bella vittoria ottenuta a Nantes, in Francia, una settimana fa e ci teniamo a restare in corsa".

Diamo un'occhiata alla serie A1, sembra più equilibrata rispetto al passato?
"Mi sembra un torneo in continua evoluzione e mi auguro che questa evoluzione porti a far crescere i giovani italiani che trovano posto nelle squadre. In alcuni periodi abbiamo coltivato talenti stranieri che, una volta tornati nelle loro nazionali, ci hanno fatto male. Purtroppo a livello politico non abbiamo lavorato bene".
Che pensa del blocco delle retrocessioni?
"Non sono d'accordo. Da sempre nello sport chi sbaglia paga, ma questa legge vale a qualsiasi livello. Adesso molte squadre giocano senza l'assillo del risultato. Quindi una domenica possono sfoderare una super partita e un'altra essere più rilassati per mancanza di obiettivi. Così falsiamo tutto. Forse ci guadagna solo lo spettacolo perché ogni fine settimana è possibile avere una sorprese".
 
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