di ROBERTO MARCELLETTI
ROMA - Dopo diverse feste di Natale trascorse sotto rete, il volley decide di fermarsi. Un'occasione per le squadre di tirare il fiato e riorganizzare le idee. Il sestetto leader di questa prima parte della stagione è la Lube Macerata. I ragazzi allenati da Alberto Giuliani, nonostante qualche giocatore acciaccato, si confermano una formazione schiacciasassi soprattutto nei confini con dieci vittorie in altrettante gare di campionato. Buono pure il cammino in Europa, considerato che i biancorossi erano inseriti in un girone con due formazioni russe, una delle quali campione d'Europa in carica per giunta eliminata. Il futuro di una corazzata nata per vincere propone un gennaio ricco di impegni decisivi per il prosieguo della stagione. Si comincia con le tre sfide contro Piacenza (attuale seconda forza), una in campionato e due in Champions league, e i quarti di finale di coppa Italia. Nell'ultimo match contro Ravenna la Lube dimostra grande solidità: attacca meglio di tutte con il 62,9 per cento. A contribuire al successo contro i romagnoli il rientrante Simone Parodi. Lo schiacciatore di origine ligure, lasciati da parte una serie di infortuni, disputa una gara in cui mette in mostra tutte le sue qualità sia in attacco che in difesa.
Simone Parodi un ritorno da protagonista. Come stai?
"Finalmente bene. Sono contento di aver giocato una buona partita e senza dolore. Il fisico ha risposto bene. Quest'anno gli infortuni non mi hanno mai abbandonato, spero che la partita di Ravenna segni una nuova fase".
Al termine arriva pure una bella vittoria.
"Un successo fondamentale, in questa gare rischi di arrivare poco concentrato e invece abbiamo dimostrato di poter mantenere sempre un ritmo alto".
Dopo il serio infortunio al ginocchio, ancora altri stop.
"Una volta rientrato ho passato due anni senza fermarmi, forse questo ha influito sul fisico. Quest'anno spesso giocavo anche quando non ero al cento per cento e per non sentire dolore dovevo assumere farmaci".
Perché era necessario il tuo apporto?
"Soprattutto per la ricezione, ma io mi sento anche un attaccante e quindi giocavo a metà. Ora non vedo l'ora di ricominciare a fare il giocatore completo".
Intanto Macerata vola.
"Quando giochi in una squadra così forte è difficile restare in tribuna a guardare. Faccio parte di un gruppo che può davvero fare cose importanti e raggiungere qualsiasi traguardo. E allora si scatena la voglia di stare sotto rete".
Adesso c'è la sosta un bene o un male?
"Non lo so, comunque si fermano tutte. Dal nostro punto di vista speriamo di rientrare in campo con la stessa grinta delle ultime partite. Ripartire bene dipende tutto da noi".
Gli altri anni, invece, durante le feste di Natale si giocava.
"Forse un periodo di stop, in generale, può essere utile. La Lube è una squadra esperta, pur se molto giovane, e può tornare presto in forma".
Anche perché si riparte da Piacenza.
"Siamo le due squadre che corrono di più, un esame importante per entrambe. Pure loro arriveranno dal periodo di sosta. Vedremo chi si presenta nelle migliori condizioni".
E poi ancora altre due volte Piacenza nei playoff 12 di Champions league. Colpa del sorteggio?
"Sono abbastanza giovane e finora non ho mai messo in dubbio quello che ci riservava l'urna. Dico solo che nel corso degli anni si sono verificate una serie di casualità e gli scontri fra club italiani proliferano. Forse le formazioni provenienti dal bel paese fanno paura. Perché la vincente tra Macerata e Piacenza si troverà di fronte, con ogni probabilità, lo Zenit Kazan, un'altra big".
Insomma dal girone eliminatorio in poi Macerata gioca sempre contro squadre da finale.
"Vorrà dire che se arriviamo in fondo ce lo meritiamo veramente".
Eppure l'Italia dovrebbe far meno paura, sono andati via campioni importanti.
"Ma il nostro movimento è sempre ad alti livelli. E' vero sono partiti in tanti, ma il campionato mi sembra più livellato. Forse le prime tre hanno qualcosa in più, però le squadre di centro classifica possono far perdere punti per strada a chiunque ".
Rispetto all'anno scorso, quando Macerata vinse poco, è cambiato qualcosa?
"L'unica nota stonata della passata stagione è di essere arrivati alle sfide cruciali, come Piacenza, in condizioni di forma non ottimali e con troppi infortuni alle spalle. Viceversa la Copra, nelle due gare playoff contro di noi, stava fisicamente meglio".
Quest'anno per arrivare in fondo...
"Sentiamo di essere favoriti e di dover tagliare traguardi prestigiosi in tutte le competizioni e sono convinto che questa volta non sbaglieremo".
ROMA - Dopo diverse feste di Natale trascorse sotto rete, il volley decide di fermarsi. Un'occasione per le squadre di tirare il fiato e riorganizzare le idee. Il sestetto leader di questa prima parte della stagione è la Lube Macerata. I ragazzi allenati da Alberto Giuliani, nonostante qualche giocatore acciaccato, si confermano una formazione schiacciasassi soprattutto nei confini con dieci vittorie in altrettante gare di campionato. Buono pure il cammino in Europa, considerato che i biancorossi erano inseriti in un girone con due formazioni russe, una delle quali campione d'Europa in carica per giunta eliminata. Il futuro di una corazzata nata per vincere propone un gennaio ricco di impegni decisivi per il prosieguo della stagione. Si comincia con le tre sfide contro Piacenza (attuale seconda forza), una in campionato e due in Champions league, e i quarti di finale di coppa Italia. Nell'ultimo match contro Ravenna la Lube dimostra grande solidità: attacca meglio di tutte con il 62,9 per cento. A contribuire al successo contro i romagnoli il rientrante Simone Parodi. Lo schiacciatore di origine ligure, lasciati da parte una serie di infortuni, disputa una gara in cui mette in mostra tutte le sue qualità sia in attacco che in difesa.
Simone Parodi un ritorno da protagonista. Come stai?
"Finalmente bene. Sono contento di aver giocato una buona partita e senza dolore. Il fisico ha risposto bene. Quest'anno gli infortuni non mi hanno mai abbandonato, spero che la partita di Ravenna segni una nuova fase".
Al termine arriva pure una bella vittoria.
"Un successo fondamentale, in questa gare rischi di arrivare poco concentrato e invece abbiamo dimostrato di poter mantenere sempre un ritmo alto".
Dopo il serio infortunio al ginocchio, ancora altri stop.
"Una volta rientrato ho passato due anni senza fermarmi, forse questo ha influito sul fisico. Quest'anno spesso giocavo anche quando non ero al cento per cento e per non sentire dolore dovevo assumere farmaci".
Perché era necessario il tuo apporto?
"Soprattutto per la ricezione, ma io mi sento anche un attaccante e quindi giocavo a metà. Ora non vedo l'ora di ricominciare a fare il giocatore completo".
Intanto Macerata vola.
"Quando giochi in una squadra così forte è difficile restare in tribuna a guardare. Faccio parte di un gruppo che può davvero fare cose importanti e raggiungere qualsiasi traguardo. E allora si scatena la voglia di stare sotto rete".
Adesso c'è la sosta un bene o un male?
"Non lo so, comunque si fermano tutte. Dal nostro punto di vista speriamo di rientrare in campo con la stessa grinta delle ultime partite. Ripartire bene dipende tutto da noi".
Gli altri anni, invece, durante le feste di Natale si giocava.
"Forse un periodo di stop, in generale, può essere utile. La Lube è una squadra esperta, pur se molto giovane, e può tornare presto in forma".
Anche perché si riparte da Piacenza.
"Siamo le due squadre che corrono di più, un esame importante per entrambe. Pure loro arriveranno dal periodo di sosta. Vedremo chi si presenta nelle migliori condizioni".
E poi ancora altre due volte Piacenza nei playoff 12 di Champions league. Colpa del sorteggio?
"Sono abbastanza giovane e finora non ho mai messo in dubbio quello che ci riservava l'urna. Dico solo che nel corso degli anni si sono verificate una serie di casualità e gli scontri fra club italiani proliferano. Forse le formazioni provenienti dal bel paese fanno paura. Perché la vincente tra Macerata e Piacenza si troverà di fronte, con ogni probabilità, lo Zenit Kazan, un'altra big".
Insomma dal girone eliminatorio in poi Macerata gioca sempre contro squadre da finale.
"Vorrà dire che se arriviamo in fondo ce lo meritiamo veramente".
Eppure l'Italia dovrebbe far meno paura, sono andati via campioni importanti.
"Ma il nostro movimento è sempre ad alti livelli. E' vero sono partiti in tanti, ma il campionato mi sembra più livellato. Forse le prime tre hanno qualcosa in più, però le squadre di centro classifica possono far perdere punti per strada a chiunque ".
Rispetto all'anno scorso, quando Macerata vinse poco, è cambiato qualcosa?
"L'unica nota stonata della passata stagione è di essere arrivati alle sfide cruciali, come Piacenza, in condizioni di forma non ottimali e con troppi infortuni alle spalle. Viceversa la Copra, nelle due gare playoff contro di noi, stava fisicamente meglio".
Quest'anno per arrivare in fondo...
"Sentiamo di essere favoriti e di dover tagliare traguardi prestigiosi in tutte le competizioni e sono convinto che questa volta non sbaglieremo".