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Volley, Macerata; Zaytsev: "Battiamo Cuneo e torniamo subito grandi"

Il capitano delle Lube, dopo l'eliminazione dalla Champions ed il ko di Perugia, invita a non fare drammi e confida in un pronto riscatto in coppa Italia: "Nessun campanello d'allarme, solo un calo fisiologico"
di ROBERTO MARCELLETTI

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ROMA - Lo scettro della regina Lube Macerata, indiscussa leader del campionato italiano di volley, comincia a tremare. L'eliminazione subita giovedì scorso dalla Champions league lascia il segno nel gruppo biancorosso. Poi se a pochi giorni di distanza arriva pure una sconfitta, se pur al tie break (la seconda stagionale), a Perugia e il vantaggio dall'inseguitrice, la solita Piacenza, si accorcia allora lo staff marchigiano si rimbocca le maniche per fermare l'emorragia di punti ed evitare altre delusioni in vista dell'imminente sfida di Coppa Italia: mercoledì in casa contro la Bre Lannutti Cuneo. Certo due sconfitte non possono cancellare una stagione esaltante: la Lube viaggia in serie A1 con quaranta set vinti e undici persi, fa sempre punti (due sconfitte solo al tie break) e otto volte, su dodici partite giocate, si impone per tre a zero. E con tanti campioni in grado di risolvere le partite con le loro giocate. E' il caso del capitano Ivan Zaytsev: 258 punti personali e 31 ace di cui sei rifilati a Perugia che, comunque, non bastano per portare a casa l'intera posta in palio.

Ivan Zaytsev quando Macerata perde ormai fa notizia.
"Merito di un inizio di stagione come a Macerata non si era mai visto. E' chiaro che al primo momento di flessione vengono a galla malumori e tensioni. Non dimentichiamo che abbiamo avuto prestazioni di alto livello ogni settimana".
Però l'eliminazione dalla Champions e il ko a Perugia, anche se arrivato, al tie break lasciano il segno.
"Possono far male, ma da qui a parlare di disastro e frasi di questo genere mi sembra esagerato. Siamo solo a gennaio c'è in palio un campionato e la Coppa Italia, sarebbe meglio riunire le forze e tornare grandi".
Forse l'addio all'Europa...
"Sicuramente ha destabilizzato non solo ambiente, tifosi e società, ma anche noi giocatori. Dobbiamo smaltire in fretta queste tossine e ricominciare a correre".
Quindi un recupero più psicologico che fisico?
"Per prima cosa ogni atleta reagisce a una delusione a modo suo ed è giusto che trovi l'equilibrio mentale e la forza per rialzarsi nella propria testa. Poi è necessario presentarsi in palestra con lo spirito costruttivo. Perché le sconfitte fanno parte dello sport, importante è capire, se possibile, che Macerata è più forte di prima".
E in questo momento come sta la squadra?
"E' normale, abbiamo ancora un po' di scorie da smaltire per il passo falso, ci tenevamo tanto all'Europa e ancora oggi sono convinto che questa squadra per come è stata costruita è tra le più forti al mondo".
Ma allora, dal punto di vista tecnico, che cosa è successo?
"Abbiamo iniziato a soffrire in alcune fasi di gioco e soprattutto pagato caro un calo nei fondamentali che erano stati punti di forza. Quando ritroveremo la serenità giusta e grazie a un mirato lavoro sugli errori commessi la Lube tornerà quella dei record. In fondo siamo ancora in testa alla classifica".
C'è qualcosa nel gruppo che non va?
"No, nessun campanello d'allarme. Solo un calo fisiologico e ripeto qualche disattenzione di troppo. Per il resto la squadra resterà ai vertici per parecchio tempo".
Mercoledì i quarti di coppa Italia contro Cuneo. Un'altra partita da dentro o fuori. Un bene o un male?
"Siamo abituati a giocare partire a eliminazione diretta e sfide di alto livello anche tre volte a settimana. La nota positiva è che ci permetterà di dimostrare subito, davanti a nostri tifosi, che Macerata c'è. Un'occasione, se ben sfruttata, per riprendere fiducia e ricaricare l'ambiente. Mentre la parte negativa è senza dubbio non avere la possibilità di rifiatare e il tempo per lavorare con serenità per cancellare alcune incertezze".
 
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