ROMA - La Bre Lannutti Cuneo si riaffaccia nella parte medio alta della classifica e cancella un avvio di stagione carico di problemi. I piemontesi agganciano al quinto posto Verona, ma soprattutto riassaporano il gusto di vincere tre partite di fila e lo fanno con tanti protagonisti diversi. Infatti la caratteristica della formazione allenata da Roberto Piazza, al secondo anno sulla panchina dei biancoblù, è quella di essere camaleontica. Nell'ultima sfida vinta in casa contro Molfetta coach Piazza fa ruotare tutti gli uomini a sua disposizione per portare a casa l'intera posta in palio. La soddisfazione è di avere un gruppo che sfrutta a turno le doti di tutti: è il caso di Maruotti, domenica mvp della gara, all'inizio della stagione partito dalla panchina. A leggere le cifre dell'ultimo turno Cuneo può sorridere: fa meglio di tutte le altre a muro (dodici in totale) e nella ricezione perfetta (43,9 per cento).
Piazza, Cuneo aggancia il quinto posto. E' cominciata la risalita?
"Abbiamo cominciato a giocare meglio, più convinti e i risultati si vedono. Anche se il campionato è abbastanza livellato in questa parte della classifica e ci mette ogni domenica a dura prova".
Finalmente avete trovato il giusto assetto.
"Noi abbiamo trovato il nostro equilibrio dopo esserci confrontati. Non mi piacciono le bugie ed ho preferito il confronto diretto con i ragazzi. E' servito a cancellare ogni dubbio e mettere le cose in chiaro".
Il sestetto cambia spesso...
"Tutti hanno capito che gioca chi sta meglio, nessuno è inamovibile. Ma non per un cruccio dell'allenatore, semplicemente per l'esigenza della squadra".
Anche in regia nelle ultime uscite si rivede Gonzalez.
"Coscione non è ancora recuperato al cento per cento e allora inutile rischiarlo. Sono orgoglioso di aver costruito una formazione in cui tutti possono giocare. Basti pensare che per vincere contro Molfetta, nell'ultimo match di campionato, ho utilizzato l'intera rosa. Un vero successo di tutti".
Maruotti e Casadei dalla panchina a punti di riferimento.
"Mi fa piacere che i due atleti hanno lavorato sempre bene e quando sono stati chiamati in causa hanno risposto presente. Sono finiti in panchina Rouzier e Rawerdink ma questo non vuol dire che sono stati dimenticati. Anzi aspetto di poter contare sulle loro giocate al più presto".
Una squadra come si dice in questi casi "operaia".
"Userei il termine militare tra virgolette, ognuno può salire di grado e tutti sono indispensabili".
Dove può arrivare la nuova Cuneo?
"Credo che abbia le carte in regola per arrivare alla semifinale scudetto. Poi una volta raggiunti quei livelli le sorprese non mancano. Per arrivarci dobbiamo solo giocare meglio nei momenti chiave delle gare e non sprecare occasioni. Insomma essere più convinti. La differenza con le big è proprio questa spregiudicatezza che loro hanno: sfruttano ogni minima occasione".
Un primo esame domenica prossima a Trento.
"Sono convinto che possiamo giocarci le nostre chance. Dobbiamo andare in Trentino con la convinzione di riprenderci quanto lasciato sul campo nel girone di andata. Abbiamo buttato al vento l'occasione di disputare il tie break".
Parliamo un po' del campionato. Le prime quattro sono scappate via.
"Invece vedo nella media classifica un certo equilibrio. Diciamo dalla quinta posizione in giù la situazione può cambiare ogni settimana, non esiste la squadra più debole in assoluto e ogni partita si gioca tra formazioni dello stesso livello".
Trento e Perugia sono le vere sorprese?
"Gli umbri sono una formazione che hanno acquisito tranquillità e sicurezza e sarà difficile fermarli. Trento è andata, davvero, oltre ogni previsione. Sfrutta bene i suoi giocatori esperti nei ruoli cardine come Sokolov, Suhxo, Birarelli e Colaci e ha un gruppo di giovani dall'ottimo avvenire. Mentre al termine del girone di andata la vera sorpresa era Verona. Impressionante pure il cammino di Città di Castello, un solo punto sotto di noi".
Cuneo è passata da vice campione d'Europa un anno fa a obiettivi ridimensionati. Come ha reagito l'ambiente?
"In avvio di stagione siamo partiti con idee diverse, c'era la convinzione che nonostante fosse una squadra giovane potesse fare di più subito. Diciamo che il target non è stato abbassato di molto, però serviva tempo per capire dove potevamo arrivare. La squadra adesso è cresciuta e comincia a piacere ai tifosi".
Piazza, Cuneo aggancia il quinto posto. E' cominciata la risalita?
"Abbiamo cominciato a giocare meglio, più convinti e i risultati si vedono. Anche se il campionato è abbastanza livellato in questa parte della classifica e ci mette ogni domenica a dura prova".
Finalmente avete trovato il giusto assetto.
"Noi abbiamo trovato il nostro equilibrio dopo esserci confrontati. Non mi piacciono le bugie ed ho preferito il confronto diretto con i ragazzi. E' servito a cancellare ogni dubbio e mettere le cose in chiaro".
Il sestetto cambia spesso...
"Tutti hanno capito che gioca chi sta meglio, nessuno è inamovibile. Ma non per un cruccio dell'allenatore, semplicemente per l'esigenza della squadra".
Anche in regia nelle ultime uscite si rivede Gonzalez.
"Coscione non è ancora recuperato al cento per cento e allora inutile rischiarlo. Sono orgoglioso di aver costruito una formazione in cui tutti possono giocare. Basti pensare che per vincere contro Molfetta, nell'ultimo match di campionato, ho utilizzato l'intera rosa. Un vero successo di tutti".
Maruotti e Casadei dalla panchina a punti di riferimento.
"Mi fa piacere che i due atleti hanno lavorato sempre bene e quando sono stati chiamati in causa hanno risposto presente. Sono finiti in panchina Rouzier e Rawerdink ma questo non vuol dire che sono stati dimenticati. Anzi aspetto di poter contare sulle loro giocate al più presto".
Una squadra come si dice in questi casi "operaia".
"Userei il termine militare tra virgolette, ognuno può salire di grado e tutti sono indispensabili".
Dove può arrivare la nuova Cuneo?
"Credo che abbia le carte in regola per arrivare alla semifinale scudetto. Poi una volta raggiunti quei livelli le sorprese non mancano. Per arrivarci dobbiamo solo giocare meglio nei momenti chiave delle gare e non sprecare occasioni. Insomma essere più convinti. La differenza con le big è proprio questa spregiudicatezza che loro hanno: sfruttano ogni minima occasione".
Un primo esame domenica prossima a Trento.
"Sono convinto che possiamo giocarci le nostre chance. Dobbiamo andare in Trentino con la convinzione di riprenderci quanto lasciato sul campo nel girone di andata. Abbiamo buttato al vento l'occasione di disputare il tie break".
Parliamo un po' del campionato. Le prime quattro sono scappate via.
"Invece vedo nella media classifica un certo equilibrio. Diciamo dalla quinta posizione in giù la situazione può cambiare ogni settimana, non esiste la squadra più debole in assoluto e ogni partita si gioca tra formazioni dello stesso livello".
Trento e Perugia sono le vere sorprese?
"Gli umbri sono una formazione che hanno acquisito tranquillità e sicurezza e sarà difficile fermarli. Trento è andata, davvero, oltre ogni previsione. Sfrutta bene i suoi giocatori esperti nei ruoli cardine come Sokolov, Suhxo, Birarelli e Colaci e ha un gruppo di giovani dall'ottimo avvenire. Mentre al termine del girone di andata la vera sorpresa era Verona. Impressionante pure il cammino di Città di Castello, un solo punto sotto di noi".
Cuneo è passata da vice campione d'Europa un anno fa a obiettivi ridimensionati. Come ha reagito l'ambiente?
"In avvio di stagione siamo partiti con idee diverse, c'era la convinzione che nonostante fosse una squadra giovane potesse fare di più subito. Diciamo che il target non è stato abbassato di molto, però serviva tempo per capire dove potevamo arrivare. La squadra adesso è cresciuta e comincia a piacere ai tifosi".