ROMA - La geografia della pallavolo cambia. Alle consuete big si unisce la Sir Safety Perugia, nuova realtà del volley italiano. Una squadra ben costruita in estate che mescola esperienza e freschezza atletica dei giovani talenti a disposizione. Nel girone di ritorno gli umbri perdono una sola volta a Piacenza, per il resto solo soddisfazioni e una qualificazione storica (prima volta per il club) alla final four di coppa Italia in programma sabato e domenica a Bologna. In semifinale i bianconeri affronteranno la capolista Lube Macerata. Un appuntamento che arriva in un momento della stagione positivo coronato dalla quarta vittoria consecutiva e da un gioco impressionante che concede poco o nulla agli avversari. Gli umbri pressano tanto al servizio, sporcano parecchie palle a muro, sfruttano al meglio i tre attaccanti di banda a disposizione (Atanasijvic, Petric e Vujevic) e in difesa contano sul libero azzurro Giovi da prestazioni eccellenti. L'artefice dell'escalation è senza dubbio l'allenatore Slobodan Kovac, il tecnico della svolta, da tre stagioni a Perugia. Kovac cambia faccia alla squadra inanellando vittorie su vittorie (prima in A2 ed ora nella massima serie) e portando la Sir Safety ai livelli mai raggiunti. Un cammino che passa attraverso il gioco, il sacrificio, l'abnegazione in palestra.
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Kovac, per Perugia un grande girone di ritorno.
"Da quando sono in Umbria abbiamo sempre fatto una buona seconda parte di campionato grazie all'aiuto di tutto lo staff tecnico, ma questa volta ci troviamo addirittura con cinque punti in più rispetto al cammino dell'andata".
Sabato scorso contro Ravenna avete dimostrato tutta la vostra forza.
"Temevo tanto questa partita perché Ravenna è un'ottima squadra. Per fortuna abbiamo giocato una bella partita e colpito con le nostre armi migliori a cominciare dal servizio, con battute forti e flottanti, e attaccando sessanta palloni di palla alta senza commettere errori. Per un allenatore sono numeri importanti".
Una gara quasi perfetta.
"Possiamo fare meglio. L'altra sera, ad esempio, Atanasijevic si è dedicato alla difesa e al servizio, mentre in attacco si è risparmiato".
La miscela tra giovani ed esperti è il punto di forza di Perugia?
"Direi di sì. Durante la stagione si sono visti in campo tutti i giocatori. Non c'è dubbio che il nostro faro rimane Vujevic, strepitoso. Grazie a una rosa ampia e competitiva ho potuto variare spesso formazione fino a scoprire un Paolucci di alto livello e un Semenzato che, dopo l'infortunio, è partito dalla panchina e adesso è una pedina importante".
Un gruppo ben assortito.
"Tutti e tredici gli atleti si allenano alla grande. In settimana c'è tanta competizione, si lavora ottimamente e questo si vede poi alla domenica con delle belle prestazioni contro qualsiasi avversario".
Anche chi conosceva meno il campionato italiano si è subito inserito.
"All'inizio temevo che giocatori come Atanasijevic, all'esordio in Italia, potessero non mantenere sempre la stessa concentrazione. Rispetto agli altri tornei, in Italia non ci sono partite facili e bisogna conservare un livello di gioco alto. Vi posso garantire che in altri paesi non è così. Questo giovani hanno dimostrato di essere dei veri campioni".
Comunque da diverse gare la Sir Safety viaggia a cifre importanti.
"Per fortuna abbiamo potuto lavorare bene senza intoppi e i risultati, finora, si sono visti. E' tutto l'ingranaggio che gira a mille: la ricezione è tra le migliori del campionato con Giovi e Vujevic che tengono medie altissime. E con una ricezione così efficace, pure il cambiopalla diventa più facile".
All'inizio della stagione pensava che Perugia potesse arrivare terza in campionato?
"Per carattere parto sempre per vincere tutto. Però non sono presuntuoso e mi rendo conto che non è sempre possibile perché ci sono squadre più forti e meglio attrezzate. Poi durante la stagione le cose si sono messe per il verso giusto e allori cominci a crederci. Dobbiamo ricordare, comunque, che Trento è quarta dietro di noi solo perché ha avuto infortuni eccellenti, ma è un'ottima squadra e rimane pericolosa".
In campionato la Sir ha dimostrato di giocarsela a viso aperto contro tutti.
"È vero, il campionato dice che il sistema di gioco è competitivo. Quest'anno abbiamo aggiunto Atanasijevic, un altro attaccante di palla alta e battitore forte. Il nostro tipo di gioco, che portiamo avanti da tre anni, si fonda sulla fase break e ora va davvero bene".
Adesso si entra nella fase più emozionante della stagione...
"Quando da giocatore arrivai in Italia, tutti mi dicevano che i playoff erano la parte più eccitante. Ed è vero, è la fase della stagione più bella. Però non dimentico le tante buone gare fatte, anzi sono molto contento di come ci siamo comportati e orgoglioso di allenare dei ragazzi che danno sempre tutto".
Sabato prossimo ci sarà la final four di coppa Italia. Una semifinale difficile contro Macerata.
"Se vogliamo battere la Lube dobbiamo fare qualcosa di più. Non basta il livello raggiunto finora. Non è facile superare uno squadrone del genere infarcito di talenti abituati a giocare partite così importanti e decisive. Possiamo diventare la sorpresa se Macerata non gioca bene e viceversa Perugia va al massimo, altrimenti sarà dura".
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Kovac, per Perugia un grande girone di ritorno.
"Da quando sono in Umbria abbiamo sempre fatto una buona seconda parte di campionato grazie all'aiuto di tutto lo staff tecnico, ma questa volta ci troviamo addirittura con cinque punti in più rispetto al cammino dell'andata".
Sabato scorso contro Ravenna avete dimostrato tutta la vostra forza.
"Temevo tanto questa partita perché Ravenna è un'ottima squadra. Per fortuna abbiamo giocato una bella partita e colpito con le nostre armi migliori a cominciare dal servizio, con battute forti e flottanti, e attaccando sessanta palloni di palla alta senza commettere errori. Per un allenatore sono numeri importanti".
Una gara quasi perfetta.
"Possiamo fare meglio. L'altra sera, ad esempio, Atanasijevic si è dedicato alla difesa e al servizio, mentre in attacco si è risparmiato".
La miscela tra giovani ed esperti è il punto di forza di Perugia?
"Direi di sì. Durante la stagione si sono visti in campo tutti i giocatori. Non c'è dubbio che il nostro faro rimane Vujevic, strepitoso. Grazie a una rosa ampia e competitiva ho potuto variare spesso formazione fino a scoprire un Paolucci di alto livello e un Semenzato che, dopo l'infortunio, è partito dalla panchina e adesso è una pedina importante".
Un gruppo ben assortito.
"Tutti e tredici gli atleti si allenano alla grande. In settimana c'è tanta competizione, si lavora ottimamente e questo si vede poi alla domenica con delle belle prestazioni contro qualsiasi avversario".
Anche chi conosceva meno il campionato italiano si è subito inserito.
"All'inizio temevo che giocatori come Atanasijevic, all'esordio in Italia, potessero non mantenere sempre la stessa concentrazione. Rispetto agli altri tornei, in Italia non ci sono partite facili e bisogna conservare un livello di gioco alto. Vi posso garantire che in altri paesi non è così. Questo giovani hanno dimostrato di essere dei veri campioni".
Comunque da diverse gare la Sir Safety viaggia a cifre importanti.
"Per fortuna abbiamo potuto lavorare bene senza intoppi e i risultati, finora, si sono visti. E' tutto l'ingranaggio che gira a mille: la ricezione è tra le migliori del campionato con Giovi e Vujevic che tengono medie altissime. E con una ricezione così efficace, pure il cambiopalla diventa più facile".
All'inizio della stagione pensava che Perugia potesse arrivare terza in campionato?
"Per carattere parto sempre per vincere tutto. Però non sono presuntuoso e mi rendo conto che non è sempre possibile perché ci sono squadre più forti e meglio attrezzate. Poi durante la stagione le cose si sono messe per il verso giusto e allori cominci a crederci. Dobbiamo ricordare, comunque, che Trento è quarta dietro di noi solo perché ha avuto infortuni eccellenti, ma è un'ottima squadra e rimane pericolosa".
In campionato la Sir ha dimostrato di giocarsela a viso aperto contro tutti.
"È vero, il campionato dice che il sistema di gioco è competitivo. Quest'anno abbiamo aggiunto Atanasijevic, un altro attaccante di palla alta e battitore forte. Il nostro tipo di gioco, che portiamo avanti da tre anni, si fonda sulla fase break e ora va davvero bene".
Adesso si entra nella fase più emozionante della stagione...
"Quando da giocatore arrivai in Italia, tutti mi dicevano che i playoff erano la parte più eccitante. Ed è vero, è la fase della stagione più bella. Però non dimentico le tante buone gare fatte, anzi sono molto contento di come ci siamo comportati e orgoglioso di allenare dei ragazzi che danno sempre tutto".
Sabato prossimo ci sarà la final four di coppa Italia. Una semifinale difficile contro Macerata.
"Se vogliamo battere la Lube dobbiamo fare qualcosa di più. Non basta il livello raggiunto finora. Non è facile superare uno squadrone del genere infarcito di talenti abituati a giocare partite così importanti e decisive. Possiamo diventare la sorpresa se Macerata non gioca bene e viceversa Perugia va al massimo, altrimenti sarà dura".