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Volley, Piacenza; Monti: "La Coppa è l'inizio, ora voglio la finale in campionato"

Il tecnico degli emiliani si gode il primo trionfo stagionale ma punta ancora più in alto: "Vogliamo essere pronti ed affrontare il rush finale in condizioni ottimali"
di ROBERTO MARCELLETTI

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PIACENZA - Piacenza capitale del volley italiano. Dopo il successo della squadra femminile detentrice dello scudetto (favorita pure per il futuro) e della Coppa Italia vinta pochi giorni fa, adesso arriva il primo trionfo della squadra maschile. Il gruppo emiliano, sfiorato il sogno nel 2006 svanito all'ultimo atto contro Cuneo, questa volta abbraccia l'ambita coppa Italia. E pensare che appena un anno fa il presidente Guido Molinaroli è a un passo dal mollare tutto deluso dalla vicenda Simon, il gigante cubano fermo ai box senza permesso per giocare, reo di aver abbandonato la nazionale cubana. Poi, risolta positivamente la vicenda, il percorso della Copra diventa un'escalation fino alla finale scudetto persa solo a gara cinque. Sempre un anno fa la delusione della mancata qualificazione alla final four di coppa Italia, invece, mette sulla graticola coach Luca Monti. Ora lo stesso tecnico può raccontare con orgoglio di un netto successo arrivato al termine di due giornate in cui Piacenza perde solo un set. Dimostrazione di forza e capacità di gestire impegni del genere con grande serenità, una garanzia in vista degli imminenti playoff (alla fine della regular season mancano due giornate). Se per la società di Piacenza si tratta di una prima volta, non è così per alcuni suoi campioni.

E' il caso di Samuele Papi, quarantuno anni a maggio, alla sesta vittoria, record per un giocatore in attività. Una in meno, cinque successi, per il 35enne, “fox” Fei premiato tra l'altro come miglior giocatore della finale. Una squadra vincente che punta sulla potenza di Simon, le invenzioni del palleggiatore De Cecco, la capacità dei giocatori laterali quali Kaliberda e lo storico capitano Zlatanov e sulle qualità di un opposto in ascesa del calibro di Luca Vettori. Importante l'apporto di un jolly come Le Roux e i muri dell'inossidabile Tencati (atleta che sarebbe titolare in parecchie squadre di A1). Rigenerato, dopo una sfortunata parentesi in azzurro ai mondiali del 2010, in difesa pure il libero Davide Marra. Oggi Monti può raccogliere i frutti di questa formazione e guardare al futuro con ritrovato ottimismo.
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Monti, l'anno scorso la coppa è stata la prima delusione, quest'anno il punto di partenza.
“Sono le due facce dello sport. Un anno fa abbiamo sprecato l'occasione, in casa contro Modena con una partita quasi vinta persa malamente, e oggi alla prima mia personale final four torniamo a casa con il trofeo”.
In città come siete stati accolti?
“I tifosi ci hanno aspettato al palazzetto e appena arrivati abbiamo messo in bella mostra la Coppa. A Piacenza la passione per la pallavolo è in crescita. Noi ogni settimana abbiamo grandi dimostrazioni di affetto e oramai ci siamo abituati al calore dei tifosi. Ma la cosa più bella ieri è stato vedere i sostenitori delle due squadre finaliste in tribuna affiancati senza nessuna barriera divisori. Uno spot eccezionale per il volley”.
Dopo la conquista della coppa Italia maschile e femminile, Piacenza è diventata la città della pallavolo?
“Sono stati fatti investimenti mirati e giusti e i risultati arrivano. Anzi per quanto riguarda il settore femminile è stata costruita una squadra ancora più forte che non lascia scampo agli avversari. E anche noi siamo un bel gruppo di campioni”.
Una rosa completa e competitiva...
“Sicuramente la squadra ha dimostrato di essere stata costruita con criterio. Basti pensare che nella final four abbiamo sopperito all'assenza di Zlatanov, giocatore storico e capitano trascinatore”.
Una miscela di campioni esperti e giovani ormai affermati.
“Questo mix è stato vincente. I cosiddetti veterani sono abituati ai successi e danno grande sicurezza, i giovani hanno cominciato ad assaporare il piacere della vittoria e gente come De Cecco, Vettori e Kaliberda rappresentano presente e futuro”.
Alla final four si è vista una squadra in condizioni ottimali.
“Questo è merito di tutto lo staff. La Copra ha uno staff, che lavora sulla parte fisica, fisioterapica e nella preparazione atletica, in grado di fare la differenza. Uno dei migliori in cicrolazione. Loro ci hanno permesso di sbarcare a Bologna in ottime condizioni”.
Però in Europa non riusciamo a sfondare.
“L'aggettivo giusto per l'eliminazione dalla Champions league è amarezza, non delusione. Mi è dispiaciuto affrontare Kazan, squadra forte e tra le migliori del vecchio continente, in condizioni psicofisiche precarie. Su tutti ricordo Fei, debilitato da due giorni di febbre alta, e Zlatanov acciaccato. Insomma abbiamo fatto quello che potevamo, ma i russi erano davvero forti”.
Ora obiettivo puntato sul campionato. Piacenza può fare la doppietta?
“E' chiaro che adesso ci giochiamo il titolo finale. Nella regular season rimangono due partite da disputare e penso che non cambieranno la situazione in classifica con Macerata avanti e noi secondi. Poi si deciderà tutto nei playoff”.
Un pensiero a scavalcare Macerata?
“Il discorso per il primo posto è complicato. Giochiamo in casa contro Verona e all'ultimo turno andiamo proprio a trovare la Lube al Fontescodella. Alla sfida decisiva arriveremo sicuramente non al top perché il nostro lavoro è mirato ai playoff. Ci interessa essere pronti ed affrontare il rush finale in condizioni ottimali e questo ci costringerà a dei carichi di lavoro nei prossimi giorni. Penso che nella partita contro Macerata si vedranno due squadre appesantite che hanno in mente solo i playoff”.
Insomma dopo la Coppa Italia, Piacenza punta dritto allo scudetto.
“E' sicuro che vogliamo arrivare in finale, poi vedremo...”.
 
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