ROMA - Macerata-Perugia sarà la finale scudetto del campionato di volley serie A1. La squadra umbra espugna per la prima volta il palazzetto di Piacenza in gara cinque di semifinale 1-3 (22-25, 25-18, 22-25, 19-25) e raggiunge sempre per la prima volta nella sua storia l'ultimo atto della stagione. E pensare che questa squadra due anni fa festeggiava la promozione in A1 e cinque campionati fa militava in C. La serie finale comincia giovedì alle 20.30 (diretta RaiSport 1) a Osimo, impianto di gioco delle partite casalinghe della Lube. Nelle sfide di semifinale salta agli occhi una grande crescita della formazione allenata da Slobodan Kovac (dalla prossima estate sulla panchina della nazionale iraniana al posto di Julio Velasco) che fino a pochi mesi fa soffre contro Piacenza e, quindi, in semifinale parte da sfavorita. A piccoli passi il gruppo diventa squadra e proprio grazie al collettivo riesce a espugnare il PalaBanca inviolato nei playoff e soprattutto inviolato per l'intero campionato.
La serie diventata molto equilibrata partita dopo partita, basti pensare che tre gare su cinque finiscono al tie break. Nell'ultimo successo Perugia spinge al servizio, e si aggrappa alla grande serata di Petric (18 punti, quattro muri e un ace) mvp del match e alla positività dell'opposto Atanasijevic (che la società farà di tutto per trattenere nella prossima stagione nonostante le ricche sirene giapponesi), 23 punti e tre ace, meno impegnato del solito trova lo stesso giocate di qualità e potenza. I due serbi con 41 punti in due si caricano sulle spalle l'attacco umbro. In regia l'alternanza di Paolucci e Mitic non è più una novità, anzi è un punto fermo del sestetto che come collante ha il 41enne capitano Goran Vujevic. Al centro buona prova di Buti affiancato da Barone (con Semenzato ancora fermo ai box per problemi fisici). Tra i padroni di casa è la serata delle incertezze (come incerto è il futuro della società). La Copra ha una ricezione balbettante che non permette a De Cecco (un palleggiatore che piace tanto proprio a Perugia) di variare il gioco offensivo. Ne risente pure il cambio palla spesso incerto e farraginoso. In attacco per lunghi tratti si ricorre a Zlatanov (38 anni compiuti proprio oggi) autore di 20 punti e quando è possibile Simon (11 punti, un ace e nessun block vincente). Il cubano gioca meglio in attacco però fa meno male a muro. Servito poco, ma in buona condizione l'opposto Vettori (17 punti). Il giovane originario di Parma quando viene chiamato in causa attacca con percentuali di qualità.
Primo set a favore di Perugia che crea subito lo scompiglio nella ricezione dei padroni di casa con un turno al servizio di Atanasijevic. La risposta degli emiliani arriva con una maggiore ricerca del gioco al centro a favore di Simon (poco preciso viceversa a muro) da parte del palleggiatore De Cecco. Il cambio palla umbro è attento e gestisce in scioltezza il vantaggio accumulato. A dare una grossa mano agli umbri, in questa fase, un ispirato Petric, spesso cercato dalla regia di Paolucci, e l'esperto capitano Vujevic. Comincia e finisce in un'altra maniera il secondo parziale. Piacenza domina il set e dall'altra parte Atanasijevic prova a tenere a galla la Sir Safety. Ma non basta, anzi l'opposto serbo esagera nel nervosismo e nelle proteste e rimedia un cartellino rosso e un punto di penalizzazione per gli umbri nella fase finale del periodo. I biancorossi chiudono in discesa con Smerilli in difesa per Zlatanov, Simon al servizio e un muro decisivo che rimette le formazioni in parità.
Terzo set dai due volti. Piacenza scappa via con prepotenza e Perugia che a piccoli passi rientra nel parziale. Poi la squadra allenata da Kovac trova diverse soluzioni offensive con Petric ben sostenuto da Atanasijevic. A questo punto la Copra va in affanno e trova Zlatanov unico attaccante. Quando viene chiamato in causa anche Vettori risponde presente. Partita a scacchi pure tra gli allenatori con Monti che prova la soluzione Tencati a muro e Smerilli in difesa per dare maggiore sicurezza alla ricezione. Dall'altra parte Perugia risponde con il solito cambio in regia tra Paolucci e Mitic. Alla fine il gioco collettivo di Vujevic e compagni premia il club del presidente Sirci. Perugia è di nuovo avanti. Quarto set dominato da Perugia. Gli umbri proseguono sulla falsa riga del precedente e assistiti in attacco da Petric trovano un discreto vantaggio. Piacenza prova a restare in partita con ogni mezzo, ma la formazione appare stanca e con le idee confuse. Smerilli, entrato al posto di Marra, fatica in ricezaione e Zlatanov rallenta. Allora sale in cattedra Vettori che non si arrende fino all'ultimo turno al servizio. Mentre l'atteggiamento dei padroni di casa è rinunciatario.
Poi un ace di Atanasijvic spedisce Perugia alla sua prima finale scudetto della storia.
Boban Kovac a fine gara esulta: "Stasera non ci sono parole. Abbiamo approfittato anche di qualche problema fisico di Piacenza che in pratica non aveva cambi. Ma i ragazzi sono stati bravissimi in battuta ottenendo un grande risultato. Il merito è di tutti: dei giocatori, della società e di tutto lo staff. E la finale è nostra. Dieri con merito perché abbiamo vinto contro una grande squadra e siamo gli unici ad aver espugnato questo palazzetto. I nostri tifosi? Hanno riempito il PalaEvangelisti e stasera anche il PalaBanca. Un gesto d'amore unico".
La serie diventata molto equilibrata partita dopo partita, basti pensare che tre gare su cinque finiscono al tie break. Nell'ultimo successo Perugia spinge al servizio, e si aggrappa alla grande serata di Petric (18 punti, quattro muri e un ace) mvp del match e alla positività dell'opposto Atanasijevic (che la società farà di tutto per trattenere nella prossima stagione nonostante le ricche sirene giapponesi), 23 punti e tre ace, meno impegnato del solito trova lo stesso giocate di qualità e potenza. I due serbi con 41 punti in due si caricano sulle spalle l'attacco umbro. In regia l'alternanza di Paolucci e Mitic non è più una novità, anzi è un punto fermo del sestetto che come collante ha il 41enne capitano Goran Vujevic. Al centro buona prova di Buti affiancato da Barone (con Semenzato ancora fermo ai box per problemi fisici). Tra i padroni di casa è la serata delle incertezze (come incerto è il futuro della società). La Copra ha una ricezione balbettante che non permette a De Cecco (un palleggiatore che piace tanto proprio a Perugia) di variare il gioco offensivo. Ne risente pure il cambio palla spesso incerto e farraginoso. In attacco per lunghi tratti si ricorre a Zlatanov (38 anni compiuti proprio oggi) autore di 20 punti e quando è possibile Simon (11 punti, un ace e nessun block vincente). Il cubano gioca meglio in attacco però fa meno male a muro. Servito poco, ma in buona condizione l'opposto Vettori (17 punti). Il giovane originario di Parma quando viene chiamato in causa attacca con percentuali di qualità.
Primo set a favore di Perugia che crea subito lo scompiglio nella ricezione dei padroni di casa con un turno al servizio di Atanasijevic. La risposta degli emiliani arriva con una maggiore ricerca del gioco al centro a favore di Simon (poco preciso viceversa a muro) da parte del palleggiatore De Cecco. Il cambio palla umbro è attento e gestisce in scioltezza il vantaggio accumulato. A dare una grossa mano agli umbri, in questa fase, un ispirato Petric, spesso cercato dalla regia di Paolucci, e l'esperto capitano Vujevic. Comincia e finisce in un'altra maniera il secondo parziale. Piacenza domina il set e dall'altra parte Atanasijevic prova a tenere a galla la Sir Safety. Ma non basta, anzi l'opposto serbo esagera nel nervosismo e nelle proteste e rimedia un cartellino rosso e un punto di penalizzazione per gli umbri nella fase finale del periodo. I biancorossi chiudono in discesa con Smerilli in difesa per Zlatanov, Simon al servizio e un muro decisivo che rimette le formazioni in parità.
Terzo set dai due volti. Piacenza scappa via con prepotenza e Perugia che a piccoli passi rientra nel parziale. Poi la squadra allenata da Kovac trova diverse soluzioni offensive con Petric ben sostenuto da Atanasijevic. A questo punto la Copra va in affanno e trova Zlatanov unico attaccante. Quando viene chiamato in causa anche Vettori risponde presente. Partita a scacchi pure tra gli allenatori con Monti che prova la soluzione Tencati a muro e Smerilli in difesa per dare maggiore sicurezza alla ricezione. Dall'altra parte Perugia risponde con il solito cambio in regia tra Paolucci e Mitic. Alla fine il gioco collettivo di Vujevic e compagni premia il club del presidente Sirci. Perugia è di nuovo avanti. Quarto set dominato da Perugia. Gli umbri proseguono sulla falsa riga del precedente e assistiti in attacco da Petric trovano un discreto vantaggio. Piacenza prova a restare in partita con ogni mezzo, ma la formazione appare stanca e con le idee confuse. Smerilli, entrato al posto di Marra, fatica in ricezaione e Zlatanov rallenta. Allora sale in cattedra Vettori che non si arrende fino all'ultimo turno al servizio. Mentre l'atteggiamento dei padroni di casa è rinunciatario.
Poi un ace di Atanasijvic spedisce Perugia alla sua prima finale scudetto della storia.
Boban Kovac a fine gara esulta: "Stasera non ci sono parole. Abbiamo approfittato anche di qualche problema fisico di Piacenza che in pratica non aveva cambi. Ma i ragazzi sono stati bravissimi in battuta ottenendo un grande risultato. Il merito è di tutti: dei giocatori, della società e di tutto lo staff. E la finale è nostra. Dieri con merito perché abbiamo vinto contro una grande squadra e siamo gli unici ad aver espugnato questo palazzetto. I nostri tifosi? Hanno riempito il PalaEvangelisti e stasera anche il PalaBanca. Un gesto d'amore unico".