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Volley, finale scudetto; Kovac avverte Macerata: "Siamo stanchi, ma li abbiamo già battuti"

Il tecnico di Perugia lancia la sfida ai favoritissimi marchigiani alla vigilia di gara1: "Spero che l'entusiasmo basti, loro sono più riposati e allenati"
di ROBERTO MARCELLETTI

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ROMA - Tutto pronto al PalaBendinelli di Osimo, impianto di gioco delle partite casalinghe della Lube nei playoff, per il primo atto della finale scudetto di volley in programma giovedì alle ore 20.30 (diretta RaiSport 1). Di fronte la superfavorita di inizio stagione e dominatrice della regular season Macerata e la rivelazione Perugia (terza classificata al termine della stagione regolare). Finora la Lube nei playoff ha fatto la voce grossa e sembra essere tornata la squadra schiacciassi ammirata per buona parte della stagione. Le delusioni rimediata in un'annata storta, la sconfitta in Supercoppa e l'eliminazione in Champions league e dall'ultimo atto della Coppa Italia, sono ormai alle spalle.

La società rinnova la fiducia al tecnico Alberto Giuliani pure per la prossima stagione e aspetta con ansia almeno il tricolore sulle magliette. Dall'ambiente biancorosso giungono notizie confortanti: Zaytsev e compagni non vogliono perdere l'ultimo treno della stagione sportiva 2013-2014 e arrivano da una serie di allenamenti molto positivi. Oltre alle bordate dell'opposto la folta truppa di campioni biancorossi, tra cui gli azzurri Parodi, Kovar e il palleggiatore Baranowicz, lo schiacciatore polacco Kurek e la coppia centrale serba Podrascanin e Stankovic, puntano a riportare lo scudetto a Macerata. Perugia si presenta con il biglietto da visita di un ottimo finale di stagione coronato dalla sua prima finale della storia, basti pensare che solo due anni fa questa società militava in A2.

Per gli umbri, comunque, una stagione da incorniciare con la finale di Coppa Italia (battendo in semifinale proprio la Lube) e l'accesso alla prossima Champions league già nel reparto dei ricordi. Ora c'è da scrivere un'altra pagina. Ne sono consapevoli tutti, dallo straordinario Alexander Atanasijivic (evitata la squalifica, solo diffidato), micidiale bomber con enormi potenzialità, al forte collettivo: da Petric alla garanzia del 41enne Vujevic, dalle difese di Giovi ai centrali Barone e Buti, alla regia di Paolucci. Il palleggiatore romano è la sintesi del gruppo: alla sua prima grande occasione del genere tiene ritmi elevati e imposta il gioco con assoluta sicurezza. A motivare e allenare la formazione la presenza costante, nell'esclation della Sir Safety, di Slobodan "Boban" Kovac. Un tecnico che alla fine dell'avventura saluterà per volare in Iran. Prima di lasciare la "sua creatura", però, vorrebbe compiere un'altra impresa.

Una curiosità: sono tante le sfide di origine balcanica. La finale si presenta come un vero e proprio derby serbo vista la presenza di ben sei atleti: due tra i biancorossi, Podrascanin e Stankovic, e ben quattro tra gli umbri, Petric, Cupkovic, Mitic e Atanasijevic. E non finisce qui: è serbo anche Boban Kovac, tecnico di Perugia e infine in campo sempre con i perugini c'è anche Goran Vujevic, schiacciatore di nazionalità montenegrina che in passato è stato compagno di nazionale sia con Kovac, ai tempi della Yugoslavia, che di Podrascanin e Stankovic con la Serbia-Montenegro.

Kovac, Perugia sente la stanchezza?
"Direi di sì, siamo rientrati a notte fonde da Piacenza per le varie operazioni burocratiche e abbiamo fatto solo due allenamenti prima di disputare la finale. E naturale che siamo un po' stanchi".
Però c'è tanto entusiasmo...
"Spero che tutto questo entusiasmo cancelli in fretta la stanchezza. Ci serve una carica speciale per tornare sotto rete così presto".
Qualche mese fa pensava a una Perugia finalista scudetto?
"Sperare direi di sì, certo non eravamo favoriti. Abbiamo fatto un girone di ritorno favoloso, d'altronde sono tre anni che grazie al lavoro di tutto lo staff riusciamo a dare il massimo nella seconda parte della stagione. E non dimentichiamo che è arrivata pure la finale di coppa Italia. Un'annata ricca di soddisfazioni".
Dopo la diffida, ci sarà da tenere buono Atanasjievic a rischio squalifica.
"Quando giochi gare così importanti è chiaro che hai l'adrenalina al massimo. Lui sente molto questo tipo di gare sfide e risponde sempre con grande agonismo. Ho già cercato di fermarlo, ma è difficile. Anche se a sua difesa devo dire che nei nostri confronti, forse perché eravamo sfavoriti, è stata commessa qualche ingiustizia. L'ultima proprio in gara cinque. Insomma gli atleti sono essere umani e hanno le loro reazioni".
Avete già battuto Macerata. Questo può essere un vantaggio?
"Ricordiamo che la Lube è una squadra molto forte, la più forte in circolazione. Adesso loro hanno preso consapevolezza che noi possiamo dargli fastidio. Ma i loro campioni possono fare la differenza. Per giunta arrivano alla finale riposati e con una buona dose di allenamenti alle spalle".
Ormai conoscete, se li hanno, i punti deboli della Lube.
"Anche Macerata conosce bene Perugia. Però questo non ci deve preoccupare. Noi non cambieremo il nostro modo di giocare, stiamo andando bene in difesa, nella fase di contrattacco e con Giovi e Vujevic la ricezione dà ottimi risultati".
Contro Piacenza avete messo tanta attenzione al servizio.
"Infatti abbiamo dato molto fastidio alle ricezione a due degli emiliani".
Succederà lo stesso in finale?
"La battuta deve essere un punto di partenza, poi vedremo come si schiereranno gli avversari e ci comporteremo di conseguenza. Macerata ha ottimi martelli e ricevitori. Si vedrà una bella sfida".
In campo ci sarà, tra le due formazioni, buona parte della nazionale serba.
"Come spesso accade a questi livelli si affrontano atleti che fuori dal campo sono amici, ma una volta sotto rete pensano solo a vincere".
Ci risiamo, Perugia riparte sfavorita...
"In una finale può succedere di tutto e noi siamo pronti a fare un'altra impresa".


 
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