Volley, finale scudetto: Macerata vince 3-0, domenica a Perugia avrà il match point
La Lube si impone a Osimo in gara-3 della sfida per il titolo contro la Sir Safety e ora conduce 2-1. Bene Zaytsev, Kurak e Stankovic, ospiti contratti e in serata no. Ora si cambia ancora campo: per gara-4 si torna in Umbriadi ROBERTO MARCELLETTI
OSIMO - La Lube Macerata supera al PalaBendinelli di Osimo 3-0 (25-23, 25-23, 25-20) la Sir Safety Perugia in gara tre della finale scudetto di volley, passa a condurre due a uno nella serie e si avvicina alla conquista dello scudetto. Per sapere come andrà a finire domenica alle ore 19.30 (diretta RaiSport 2) Sir Safety e Lube si spostano a Perugia per gara quattro. Al Palaevangelisti la capolista della regular season si giocherà il primo match ball verso lo scudetto. Stasera, prima dell'inizio della gara, la società della Lube Macerata fa sapere che l'intero incasso della partita verrà devoluto in beneficenza tramite la Caritas a famiglie maceratesi.
I biancorossi allenati da Alberto Giuliani mettono il bavaglio alla squadra ospite in un'ora e 34 minuti di gioco e Perugia soffre tanto: appare più contratta e si esprime peggio rispetto alle altre due precedenti sfide. Questa volta non serve il tie break, anzi Macerata nelle fasi cruciali dei set non…
I biancorossi allenati da Alberto Giuliani mettono il bavaglio alla squadra ospite in un'ora e 34 minuti di gioco e Perugia soffre tanto: appare più contratta e si esprime peggio rispetto alle altre due precedenti sfide. Questa volta non serve il tie break, anzi Macerata nelle fasi cruciali dei set non…
OSIMO - La Lube Macerata supera al PalaBendinelli di Osimo 3-0 (25-23, 25-23, 25-20) la Sir Safety Perugia in gara tre della finale scudetto di volley, passa a condurre due a uno nella serie e si avvicina alla conquista dello scudetto. Per sapere come andrà a finire domenica alle ore 19.30 (diretta RaiSport 2) Sir Safety e Lube si spostano a Perugia per gara quattro. Al Palaevangelisti la capolista della regular season si giocherà il primo match ball verso lo scudetto. Stasera, prima dell'inizio della gara, la società della Lube Macerata fa sapere che l'intero incasso della partita verrà devoluto in beneficenza tramite la Caritas a famiglie maceratesi.
I biancorossi allenati da Alberto Giuliani mettono il bavaglio alla squadra ospite in un'ora e 34 minuti di gioco e Perugia soffre tanto: appare più contratta e si esprime peggio rispetto alle altre due precedenti sfide. Questa volta non serve il tie break, anzi Macerata nelle fasi cruciali dei set non concede nulla agli umbri. I marchigiani ritrovano il fondamentale del muro (dieci complessivi contro i cinque di Buti e compagni) determinante nei primi due set, meno errori in battuta e un attacco fluido che viaggia al 51 per cento di positività (41 per cento Perugia). Tanto basta per piegare la resistenza degli ospiti. In evidenza Zaytsev (14 punti) e Kurek (12 punti), coadiuvati da una buona serata di Stankovic al centro. In casa Perugia serata storta: il sestetto non sviluppa il solito gioco ordinato e contro Macerata sono dolori. Non girano al massimo i due palleggiatori alternati dall'allenatore umbro Kovac: sia Paolucci che Petric sono al di sotto delle loro possibilità. Anche la ricezione soffre. La formazione è troppo nervosa soprattutto negli uomini cardine come Atanasijevic, che nonostante tutto chiude con 18 punti top scorer della serata, e Petric (11 punti). La pressione sembra essersi spostata sulle spalle dei ragazzi del presidente Sirci che soffrono di più sotto l'aspetto mentale. L'opposto serbo è meno preciso e continuo del solito, anche per merito della ragnatela a muro costruita da Macerata, e la Sir Safety ne risente. A tratti si fa sentire la presenza di Buti (6 punti), però con una ricezione balbettante le palle per il centrale di origine toscana arrivano con il classico contagocce.
Primo set equilibrato, deciso solo da episodi tra due squadre che confermano il buon momento. Si viaggia punto a punto con pochi errori e tante difese. Per far cadere il pallone per terra serve sempre una fatica supplementare. Quando Perugia ottiene un break, nel finale la Lube risponde con un parziale di quattro a zero che conserva fino a portare il set a casa. I padroni di di casa giocano bene a muro con Stankovic in cattedra e ottengono da Zaytsev (6 punti) e Kurek (5 punti) un ottimo aiuto in fase offensiva. A Perugia non bastano la varietà di scelte in attacco con Buti e Atanasijevic autori di quattro punti e Petric 5 punti. Il parziale si decide sopratutto grazie agli episodi a poco servono calcoli e statistiche. Il secondo set inizia sotto la spinta di Stankovic. Il centrale serbo oltre a murare comincia a carburare in attacco e dà al regista Baranowicz una maggiore possibilità di scelta in fase offensiva. Perugia sbaglia di più, la squadra umbra gioca il peggior set finora visto nella finale scudetto e rimane indietro. I ragazzi di Kovac non mettono pressione a partire dalla battuta e la Lube scappa via. L'allenatore della Sir Safety inserisce al centro Semenzato per cercare di migliorare il muro, poco efficiente. Ma è Atanasijevic a rimettere in corsa la Sir Safety. E per testare aggrappati al match prosegue la partita a buoni livelli di Buti e qualche errore di Macerata portano al finale punto a punto. Entra Monopoli per una battuta cosiddetta tattica e fa un ace decisivo. Doppio vantaggio per la Lube.
Terzo set che parte con le due squadre molto concentrate: Macerata vuole chiudere in fretta, Perugia si gioca tutte le carte a disposizione. La formazione umbra non trova i colpi per tentare la fuga: fallosa al servizio e poco determinata in attacco. La Lube gioca meglio, sfrutta gli errori degli avversari e nel finale ottiene la meritata vittoria. Un tunro al servizio di Jiri Kovar spiana la strada. Ma il match ball arriva al termine di una fase concitata di gioco regalato da un cartellino rosso rifilato a Kovac. Macerata passa a condurre e vede lo scudetto.
Invece la Cmc Ravenna nella prossima stagione disputerà la Challenge cup. Terminano con il botto i playoff che assegnano il quinto posto e un pass per l'Europa. Nella finale a gara unica i romagnoli allenati da Bonitta passano sul campo di Cuneo con il punteggio di 3-2 (23-25, 22-25, 25-18, 25-23, 14-16). Il tutto è successo dopo un finale incredibile nel quale Ravenna prima spreca un vantaggio di 20-15 nel quarto set e poi, sempre ad inseguire nel tie-break, si è ritrovata addirittura sotto 14-10, annullando quattro match-ball per chiudere con Kauliakamoa. Tra i giocatori di Ravenna menzione speciale per uno straripante Mengozzi. Mentre Cester è fondamentale per la rimonta finale.
I biancorossi allenati da Alberto Giuliani mettono il bavaglio alla squadra ospite in un'ora e 34 minuti di gioco e Perugia soffre tanto: appare più contratta e si esprime peggio rispetto alle altre due precedenti sfide. Questa volta non serve il tie break, anzi Macerata nelle fasi cruciali dei set non concede nulla agli umbri. I marchigiani ritrovano il fondamentale del muro (dieci complessivi contro i cinque di Buti e compagni) determinante nei primi due set, meno errori in battuta e un attacco fluido che viaggia al 51 per cento di positività (41 per cento Perugia). Tanto basta per piegare la resistenza degli ospiti. In evidenza Zaytsev (14 punti) e Kurek (12 punti), coadiuvati da una buona serata di Stankovic al centro. In casa Perugia serata storta: il sestetto non sviluppa il solito gioco ordinato e contro Macerata sono dolori. Non girano al massimo i due palleggiatori alternati dall'allenatore umbro Kovac: sia Paolucci che Petric sono al di sotto delle loro possibilità. Anche la ricezione soffre. La formazione è troppo nervosa soprattutto negli uomini cardine come Atanasijevic, che nonostante tutto chiude con 18 punti top scorer della serata, e Petric (11 punti). La pressione sembra essersi spostata sulle spalle dei ragazzi del presidente Sirci che soffrono di più sotto l'aspetto mentale. L'opposto serbo è meno preciso e continuo del solito, anche per merito della ragnatela a muro costruita da Macerata, e la Sir Safety ne risente. A tratti si fa sentire la presenza di Buti (6 punti), però con una ricezione balbettante le palle per il centrale di origine toscana arrivano con il classico contagocce.
Primo set equilibrato, deciso solo da episodi tra due squadre che confermano il buon momento. Si viaggia punto a punto con pochi errori e tante difese. Per far cadere il pallone per terra serve sempre una fatica supplementare. Quando Perugia ottiene un break, nel finale la Lube risponde con un parziale di quattro a zero che conserva fino a portare il set a casa. I padroni di di casa giocano bene a muro con Stankovic in cattedra e ottengono da Zaytsev (6 punti) e Kurek (5 punti) un ottimo aiuto in fase offensiva. A Perugia non bastano la varietà di scelte in attacco con Buti e Atanasijevic autori di quattro punti e Petric 5 punti. Il parziale si decide sopratutto grazie agli episodi a poco servono calcoli e statistiche. Il secondo set inizia sotto la spinta di Stankovic. Il centrale serbo oltre a murare comincia a carburare in attacco e dà al regista Baranowicz una maggiore possibilità di scelta in fase offensiva. Perugia sbaglia di più, la squadra umbra gioca il peggior set finora visto nella finale scudetto e rimane indietro. I ragazzi di Kovac non mettono pressione a partire dalla battuta e la Lube scappa via. L'allenatore della Sir Safety inserisce al centro Semenzato per cercare di migliorare il muro, poco efficiente. Ma è Atanasijevic a rimettere in corsa la Sir Safety. E per testare aggrappati al match prosegue la partita a buoni livelli di Buti e qualche errore di Macerata portano al finale punto a punto. Entra Monopoli per una battuta cosiddetta tattica e fa un ace decisivo. Doppio vantaggio per la Lube.
Terzo set che parte con le due squadre molto concentrate: Macerata vuole chiudere in fretta, Perugia si gioca tutte le carte a disposizione. La formazione umbra non trova i colpi per tentare la fuga: fallosa al servizio e poco determinata in attacco. La Lube gioca meglio, sfrutta gli errori degli avversari e nel finale ottiene la meritata vittoria. Un tunro al servizio di Jiri Kovar spiana la strada. Ma il match ball arriva al termine di una fase concitata di gioco regalato da un cartellino rosso rifilato a Kovac. Macerata passa a condurre e vede lo scudetto.
Invece la Cmc Ravenna nella prossima stagione disputerà la Challenge cup. Terminano con il botto i playoff che assegnano il quinto posto e un pass per l'Europa. Nella finale a gara unica i romagnoli allenati da Bonitta passano sul campo di Cuneo con il punteggio di 3-2 (23-25, 22-25, 25-18, 25-23, 14-16). Il tutto è successo dopo un finale incredibile nel quale Ravenna prima spreca un vantaggio di 20-15 nel quarto set e poi, sempre ad inseguire nel tie-break, si è ritrovata addirittura sotto 14-10, annullando quattro match-ball per chiudere con Kauliakamoa. Tra i giocatori di Ravenna menzione speciale per uno straripante Mengozzi. Mentre Cester è fondamentale per la rimonta finale.