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Volley donne, Piacenza shock: "Basta, chiudiamo qui"

Annuncio a sorpresa di Antonio Cerciello, presidente della squadra reduce da due scudetti consecutivi e cinque titoli in appena 18 mesi: "Non abbiamo garanzie per il PalaBanca, così non possiamo allestire una rosa competitiva per la Champions". La Lega spera in un ripensamento
di ROBERTO MARCELLETTI

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ROMA - Ma che succede alla pallavolo piacentina? Dopo l'annuncio di fine aprile scorso da parte del presidente della Copra Elior, squadra maschile, Guido Molinaroli di vendere tutto, anche in altre lidi se fosse il caso, adesso arriva la decisione del presidente onorario della società femminile targata Nordmeccanica Antonio Cerciello: "Basta chiudiamo qui". Si tratta di due realtà vincenti, addirittura la Piacenza in rosa, fresca campionessa d'Italia, è la dominatrice assoluta degli ultimi diciotto mesi di volley nazionale con due scudetti consecutivi e ben cinque trofei conquistati.

Al centro della diatriba c'è l'impianto di gioco. La decisione del club Campione d'Italia arriva per le mancate garanzie sull'utilizzo del PalaBanca, di proprietà della Copra Dimensione Sport fino a dicembre 2017 e campo di gioco delle biancoblù, nelle prossime stagioni. I costi ora graverebbero solo sulla Rebecchi Nordmeccanica e la società chiede all'amministrazione comunale garanzie di almeno tre anni per progettare la squadra futura, ma la mancanza di risposte scatena la decisione: un altro titolo in vendita. Infatti senza un impianto in cui poter svolgere la sua attività, tra cui la partecipazione Champions League, puntuale la reazione di lasciare il mondo del volley: "Purtroppo la situazione è diventata insostenibile e la mia società non può più aspettare - si fa sentire il presidente Antonio Cerciello - Per questo, annunciamo la nostra uscita dalla pallavolo. Mi spiace moltissimo per la città e per i nostri tifosi, a cui chiedo scusa. Ma non possiamo fare altrimenti, non ci è stata data la possibilità di andare avanti".

Insomma dall'annuncio di voler allestire una squadra che possa competere in Europa, di soli pochi giorni fa, adesso si parla di chiusura: "Era nelle nostre intenzioni allestire un'altra grande stagione, tra campionato e Champions league. Per farlo, serve muoversi adesso, sul mercato e pure a livello logistico. Martedì, a esempio, scadono i termini per iscrivere la squadra alla Champions League. E allo stato attuale, cosa avremmo inserito alla casella campo da gioco?". Il vero nodo è proprio il campo da gioco, il PalaBanca: "Abbiamo chiesto - continua Cerciello - il rinnovo della disponibilità dell'impianto per i prossimi tre anni, il tempo minimo per la programmazione di un'attività di alto livello come la nostra. Purtroppo a oggi il Comune non ci ha dato risposte, non abbiamo certezze sull'impianto e, quindi, siamo costretti a chiudere qui. Da questo momento il titolo sportivo è a disposizione di chi è interessato".

Le parole di Antonio Cerciello sembrano proprio quelle di un commiato definitivo: "Ringrazio chi ci è stato vicino in questi anni, soprattutto i tifosi. Non ci sono più margini di trattativa, la mia famiglia non investirà più un solo euro nella pallavolo. Non prendo nemmeno in considerazione la possibilità di fare attività in altre città". Sulla stessa lunghezza d'onda il vice presidente Giovanni Rebecchi: "Sono in totale sintonia con quanto affermato dalla famiglia Cerciello. Per restare ai vertici, una pianificazione articolata rappresenta una strada obbligata. Non avendo la disponibilità di un impianto con i requisiti minimi, la scelta, seppur molto dolorosa, è obbligata".

E visto che potrebbe saltare una delle realtà migliori in circolaizone in questo momento nel difficile emisfero della pallavolo femminile in Lega sussulti e qualche speranza che ci sia tempo per rimediare: "Siamo letteralmente scioccati dalla decisione della Rebecchi Nordmeccanica Piacenza, anche se eravamo consapevoli dello scontro in atto tra il Comune, il gestore del PalaBanca e la società piacentina - afferma Mauro Fabris, presidente della Lega pallavolo femminile - Speravamo che grazie alla mediazione dell'amministrazione comunale la situazione si potesse risolvere. E' incredibile che in un città come Piacenza non si sia capaci, da parte di chi ne ha responsabilità, di garantire le condizioni perché un club che tanto ha dato al proprio territorio possa proseguire in Italia e in Europa la sua straordinaria esperienza sportiva. Noi continuiamo a sperare che a Piacenza si trovi una soluzione. Noi continueremo a lavorare augurandoci che si possa evitare, in via definitiva, il ritiro dalla serie A di una società modello come la Rebecchi Nordmeccanica".

Nella Lega femminile non si riescono a dormire sonni tranquilli, ogni estate porta lavoro e novità: "In Italia è già difficile avere club di vertice - ribadisce il numero del palazzo delle società - competitivi anche in Europa, considerata la carenza di impianti sportivi adeguati alle normative nazionali e internazionali. Se poi, come nel caso di Piacenza - e per quanto riguarda il passato basterà ricordare il caso Conegliano - le amministrazioni locali non riescono nemmeno a garantire l'uso delle strutture esistenti, è naturale che tutto diventi più complicato". Il messaggio di Fabris è rivolto anche alle altre cariche della discipline e dello sport in generale, fino a sbarcare in politica: "Parlamento e Governo, Coni e Fipav devono intervenire per affrontare una buona volta la questione degli impianti, definendo leggi e regole che non solo consentano la costruzione di nuovi palasport, ma anche che assicurino che quelli esistenti, tanto più se costruiti anche con risorse pubbliche, possano essere sottratti all'uso totalmente privatistico dei gestori".
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