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Volley, la Piccinini torna in azzurro: "Le motivazioni non mancano mai"

Con il ritorno di Bonitta, la 35enne campionessa ritrova la Nazionale: "Contenta e orgogliosa di questa opportunità, e il Mondiale in Italia è uno stimolo in più"
di ROBERTO MARCELLETTI

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ROMA - Non ci sono dubbi: l'atleta simbolo della nazionale italiana, che sta plasmando il ct Marco Bonitta, è Francesca Piccinini. Il ritorno in maglia azzurra della giocatrice ora a Modena, dopo la pausa forzata di un anno, ha per adesso un grande impatto mediatico e ben presto vedremo come si rifletterà sotto rete e come l'eclettico allenatore deciderà di utilizzare esperienza e classe delle ragazza di origine toscana. All'indomani delle convocazioni la pluridecorata giocatrice si trova già con la fascia di capitano al braccio, punto di riferimento del gruppo e immagine del prossimo mondiale da disputare in Italia. Insomma per la trentacinquenne Francesca Piccinini, 469 presenze in nazionale e forte dei suoi successi anche a livello di club, il lavoro inizia già fuori dal campo insieme alle altre veterane Tai Aguero (37 anni) e Antonella Del Core.

Il discorso azzurro interrotto alla fine delle Olimpiadi riparte con altri grandi obiettivi.
"Sì, ci sono grandi obiettivi come, del resto, tutti gli anni. Questo è una stagione con un obiettivo grande perché un mondiale in Italia ha sempre un sapore diverso, sono solo contenta e orgogliosa di aver questa opportunità".
Un ritorno importante come atleta immagine e punto di riferimento di questo gruppo.
"Sicuramente sono una ragazza esperta, da tanti anni vesto la maglia azzurra e quest'anno c'è un gruppo molto giovane anche se di fianco a me trovo Aguero, Del Core e tante altre giocatrici che da tempo vestono la divisa dell'Italia. Cercherò di dare la mia esperienza a questo gruppo, la mia determinazione e la mia voglia di fare".
Ti fa piacere ritrovare le altre veterane come Del Core e Aguero?
"Certamente ne sono contenta. Quello che si giocherà la prossima estate in Italia sarà il mio quinto mondiale e penso che questo allestito dal tecnico sia un bel gruppo, con ottime atlete. Come detto sono davvero contenta".

World grand prix e Mondiale in casa: gli stimoli non mancano.
"Gli stimoli non mancano mai, non solo perché si gioca in Italia ma perché ogni atleta ha sempre stimoli ogni anno che passa. Poi con la Nazionale c'è sempre qualcosa per cui lottare e le motivazioni non mancano mai. Ogni anno ho sogni, obiettivi e mi prefiggo di raggiungere determinati risultati. In questa stagione prima c'era il campionato con la Liu Jo Modena e in questi mesi estivi la maglia azzurra".
Hai già vinto il mondiale nel 2002, secondo la tua esperienza un gruppo così strutturato può ambire a vincere il titolo iridato?
"C'è tanto lavoro da fare come ogni anno, penso che il lavoro paga sempre ed alla fine oltre a noi c'è da considerare che di fronte, sul campo, c'è anche un avversario. Ma l'importante, come dico sempre, è uscire dal campo avendo dato il 110 per cento. Nel momento in cui dai tutto, poi, si può vincere o perdere. Per quanto mi riguarda la voglia di vincere un titolo iridato è la stessa anche se nella mia bacheca ho già un Mondiale. Esattamente come a livello di club ho vinto cinque coppe campioni o scudetti o altri trofei e la voglia di vincerne altri non manca".
Dopo qualche passo falso, che cosa serve alla nazionale per competere con le più forti?
"Ogni anno le varie Nazionali si evolvono e noi anche. Ogni anno devi mettere qualcosa in più perché altrimenti gli avversari ti sovrastano. Noi cercheremo di fare il nostro meglio, come detto prima serve allenarci tanto e dare sempre di più".

Si torna a lavorare con il ct Bonitta. Una scelta giusta per il movimento femminile anche per il dopo mondiale?
"Sicuramente la scelta della Federazione è basata su un progetto lungo e penso sia giusto così. Marco è un allenatore vincente, un allenatore che ha dimostrato e vinto tanto. Penso che darà quel qualcosa in più anche in un futuro oltre il mondiale".
 
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