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Volley, Mondiali al via: Polonia-Serbia, spettacolo per 60 mila

Scatta la rassegna iridata, la partita inaugurale allo stadio di Varsavia davanti ad un pubblico record
di ROBERTO MARCELLETTI

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ROMA - I mondiali in Polonia promettono tre settimane di spettacolo, da sabato al 21 settembre, con i migliori campioni in circolazione. A cominciare dall'interessante sfida di apertura, fissata per sabato alle ore 20.15, tra i padroni di casa della Polonia e la Serbia, una delle formazioni outsider e in piena corsa per entrare tra le migliori del torneo. Una serata storica per il paese ospitante e per tutto il volley: la partita si giocherà all'interno dello stadio del calcio a Varsavia (lo stesso in cui si sono disputati gli ultimi campionati europei di calcio) davanti a 62mila spettatori. Dimostrazione della grane popolarità per la pallavolo da quelle parti, basti pensare che i tagliandi sono andati esauriti nel giro di cento minuti. Il tetto dell'impianto sarà coperto, quindi Italia-Polonia giocata pochi mesi fa al Foro Italico di Roma sotto le stelle conserva il primato di unica sfida all'aperto, e il campo di gioco verrà ricavato al centro del campo con l'inserimento di nuovi spalti.

Dal punto di vista tecnico la Polonia punta molto sul fattore ambientale anche se non appare in grado di impensierire le big. Viceversa da tenere d'occhio la Serbia del bomber di Perugia Atanasijevic, mina vagante del torneo in grado di fare il colpaccio contro tutti. Per il resto il Brasile, reduce da tre trionfi di fila, sembra destinato a svolgere un ruolo da protagonista grazie anche a un girone di partenza abbastanza facile con la sola Germania a fare da spauracchio. Una formazione che conta sulla regia di Bruninho e le bordate di Lucarelli e Wallace. La Russia, campione olimpica e d'Europa in carica, è l'altro nome più gettonato. Reduci dal quinto posto dell'ultima edizione, possono solo migliorare. Anche per loro un girone di qualificazione a dir poco semplice. Unico ostacolo la Bulgaria, nazionale con troppi alti e bassi. Il punto di forza russo rimane il muro grazie al contributo dei 218 centimetri del centrale Muserskiy. Senza dubbio il gruppo guidato in panchina dal ct Voronkov negli ultimi quattro dimostra di essere il più forte in circolazione. Una curiosità e un tabù da sfatare: da quando si è sciolta l'Urss, la Russia non vince un mondiale.

L'Italia si assesta dietro le big e sogna di portare a casa il quarto mondiale della storia, dopo la leggendaria tripletta degli anni Novanta. Siamo a secco dal 1998, l'anno del successo che chiuse il ciclo dei cosiddetti "fenomeni". Però la strada è in salita. Birarelli e compagni hanno un girone da paura con Iran (grande rivelazione degli ultimi due anni), Francia, Belgio, Porto Rico e Usa. E proprio nel gruppo delle squadre da tenere d'occhio spiccano gli americani, freschi vincitori della World league e quarti nel ranking mondiale (appena dietro all'Italia).

La formula della manifestazioni, divisa in tre fasi (con i punti realizzati da portarsi dietro) oltre alle semifinali e finali, non permette passi falsi. Le 24 squadre partecipanti sono suddivise in quattro gironi di sei. Le prime quattro squadre di ogni girone passano il turno. Via alla seconda fase con 16 team divisi in due gironi e non verranno ripetuti gli incontri già disputati nella prima fase e i risultati saranno validi anche per stilare la classifica della seconda parte del torneo. In pratica verranno formati dei gironi da otto squadre che si svilupperanno in quattro giornate di gara. Si qualificano le prime tre. A questo punto le sei squadre qualificate verranno suddivise in due pool da tre. La prima e la seconda classificata di questi due mini gironi accedono alle semifinali per le medaglie, le due terze classificate giocano una sfida per il quinto posto.
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