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Volley, Mondiali donne: 24 squadre al via, Brasile e Russia favorite

Per la prima volta la rassegna iridata al femminile si gioca in Italia. Sei le città coinvolte fino al 12 ottobre: Roma, Bari, Modena, Trieste, Verona e Milano, che ospiterà la fase finale. Le azzurre di Bonitta vogliono arrivare in fondo con una squadra che unisce giocatrici di esperienza a giovani
di ROBERTO MARCELLETTI

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ROMA - Per la prima volta nella storia un mondiale di volley femminile si gioca in Italia (coinvolte sei città, Roma, Bari, Modena, Trieste, Verona e le fasi finali a Milano): si comincia martedì, finale prevista domenica 12 ottobre. Un premio naturale per un movimento in costante crescita ed evoluzione. Le cifre consacrano la pallavolo al femminile ai vertici della pratica sportiva, dietro solo al calcio: su 367 mila atleti la bellezza di 280 mila appartengono al cosiddetto "gentil sesso".

Un'occasione per vedere all'opera ventiquattro squadre provenienti da ogni continente (su 101 che hanno partecipato al percorso di qualificazione): quattro dall'Asia, due dall'Africa, sei dal Nord America, dieci dall'Europa e due dall'America del Sud. Tutte sono state suddivise in sei gironi. Le prime quattro squadre di ogni girone passano al turno successivo e vengono divise in due gironi. Ma non verranno ripetuti gli incontri già disputati nella prima fase, i cui risultati saranno validi anche per stilare la classifica della seconda parte del torneo. Nella terza fase le sei squadre qualificate verranno suddivise in due pool da tre. La prima e la seconda classificata di questi due mini gironi accedono alle semifinali per le medaglie. Un percorso lungo che vedrà in giro per il nostro paese, tra le altre, il favorito Brasile e la Russia vincitrice delle ultime due edizioni del mondiale e paese che guida la classifica generale con cinque successi totali. Rispetto e attenzione per l'Italia guidata dal ct Marco Bonitta che annovera un mondiale (nel 2002 proprio con il tecnico ravennate in sella), due Europei, due World cup e una World grand champions cup.

Le partecipanti sono una miscela di giovani ed esperte. Ecco i numeri: Francesca Piccinini ed Eleonora Lo Bianco in testa con quattro partecipazioni (1998 Giappone, 2002 Germania, 2006 Giappone, 2010 Giappone), a seguire troviamo Paola Cardullo con tre (2002 Germania, 2006 Giappone, 2010 Giappone) con una a testa Nadia Centoni (2006 Giappone), Del Core (2010 Giappone), Arrighetti (2010 Giappone), Costagrande (2002 Giappone con la nazionale argentina). Ben nutrita la pattuglia delle debuttanti: Signorile, Di Gennaro, Folie, Ferretti, Chirichella, Bosetti e Diouf. Una curiosità. Dal 1952 a oggi solo cinque paesi sono diventati campioni del mondo: Russia (prima era Urss), Giappone, Cuba, Cina e Italia. Le azzurre nelle ultime due edizioni a Osaka e Tokyo sono finite rispettivamente quarte e quinte.

Un'occasione del genere merita pure un trofeo di grande valore artistico. La coppa è realizzata da Marco Heer di Achtung!, agenzia creativa conosciuta per il lavoro nello sviluppo dei marchi. Sono stati utilizzati dodici pezzi singoli, in rappresentanza dei giocatori di una squadra di pallavolo. I pezzi sono uniti in una forma cilindrica che simboleggia la rotazione dei dodici atleti sul campo di gioco. La base è rivisitata di Nickel con corona placcata in oro rosa e la forma complessiva riflette velocità ed eleganza della pallavolo.
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