ROMA - Cristina Chirichella (maglia numero undici) è la rivelazione del mondiale di volley femminile Italy 2014. Una ventenne sempre sorridente acqua e sapone che sbalordisce per la tecnica e la sicurezza dimostrata nelle prime tre partite della rassegna iridata. In testa alla speciale classifica dei muri con un 1.33 (seguita dalla turca Akman 1.25 e dalla croata Poljak 1.17) di media per set, ma con buone soluzioni offensive in primo tempo e battuta velenosa, nel repertorio non manca niente. Sono bastati un paio di anni giocati in A1 per consacrare Chiriché, soprannominata così dalle compagne di club, ai vertici del volley internazionale. Timida, non ama taccuini e telecamere, ma ben presto si abituerà. Ama leggere di tutto, a partire dai gialli nordeuropei. Dopo la pallavolo sogna un lavoro che le permetta di viaggiare spesso. Nel week end sarà chiamata a sfide con avversarie di diversa caratura: sabato alle ore 20 la Germania allenata da Giovanni Guidetti e domenica, sempre alle 20, si chiude la prima fase con la Repubblica Dominicana. Per adesso si gode il giorno di riposo.
Insomma sei già una star.
"Assolutamente no, non è cambiato niente".
Però sei il volto nuovo della nazionale italiana.
"Mi fa piacere aver giocato bene e soprattutto aver dato un contributo alla squadra. Ma, se sono stata brava, è anche merito del resto del gruppo".
Forse un po' l'emozione dei giorni scorsi è diminuita.
"La tensione e l'emozione non cambiano, quando indossi la maglia dell'Italia senti una grossa responsabilità".
Per Bonitta sei titolare inamovibile.
"Il ct mi dimostra sempre grande fiducia e sono contenta di aver giocato da subito titolare".
Sei finita presto in maglia azzurra.
"Sono due anni che gioco in A1 non sento il peso dell'inesperienza, le veterane mi aiutano molto".
In quale situazione tattica vorresti migliorare.
"Devo migliorare ancora in tante cose. Vorrei essere più utile in attacco e dare una mano concreta. Ma ci vuole tanto lavoro".
Quando hai iniziato?
"Ho cominciato a Napoli tra i dieci e gli undici anni, un po' tardi, Poi dalle regionali sono finita al Club Italia e via via fino a qua. Non sono figlia d'arte, nella mia famiglia nessuno ha mai giocato a pallavolo".
Sei sempre stata una centrale?
"Praticamente sì, tranne qualche piccola parentesi da opposto. Ma ogni squadra mi ha sempre visto centrale forse perché a undici anni ero già alta così (195 centimetri, ndr)".
E' stata dura andare via di casa presto?
"Sì, soprattutto all'inizio. Non vedere i genitori e mio fratello mi pesava poi anche loro mi hanno dato una grossa mano".
I tuoi genitori ogni tanto ti seguono?
"Per le prossime due sfide verrà al Palalottomatica papà Giuseppe, mamma ancora è in dubbio. Ci saranno pure le amiche con cui ho iniziato a giocare nella mia città".
Come va con lo studio?
"Per adesso i progetti li ho lasciati un po' da parte. Verranno ripresi al più presto, ho intenzione di laurearmi".
Stai molte ore su internet.
"No, frequento poco internet e facebook. Appena ho un po' di tempo libero preferisco uscire e andare in centro a fare una passeggiata".
E il calcio, lo sport popolare per eccellenza?
"Lo seguo poco. Tifo Napoli e ogni tanto mi piace seguire qualche partita".
Quali sono le centrali che ti piacciono di più?
"Valentina Arrighetti e l'americana Harmotto, sono i miei punti di riferimento. Se dovessi giocare contro gli Stati Uniti e trovare Harmotto sarebbe una grande emozione. Mentre Valentina per me è importante. E' la prima centrale di alto livello che ho conosciuto".
Nel week end cambia lo spessore delle avversarie c'è la Germania.
"Ogni partita dobbiamo essere concentrate e al top. A maggior ragione contro la Germania, una tra le squadre più forti".
Conoscete bene come giocano le tedesche?
"Adesso le studieremo ancora meglio. Vediamo come hanno giocato durante queste partite al mondiale".
A soli vent'anni è difficile mantenere sempre una grande attenzione.
"Spero di rimanere sempre concentrata, la giovane età potrebbe portare a distrarmi ma la posta in palio è troppo alta: c'è un mondiale".
Ti demoralizzi quanto sbagli?
"Sento molto il peso dell'errore, in attacco mi dà fastidio sbagliare. Per fortuna ci sono le mie compagne a tirarmi su".
Però sei sempre pronta a sorridere.
"Pensa che riesco a sorridere pure dopo un errore e riesco a mascherare la tensione".
Nella pallavolo moderna il centrale esce per far posto al libero, sei d'accordo?
"No, io non sono d'accordo. Ogni tanto in allenamento provo a ricevere e difendere. Però ormai si gioca così".
In nazionale ci sono tre palleggiatrici. Come ti trovi con ognuna di loro?
"Mi sono trovata bene. All'inizio c'è stato qualche problema di affiatamento ma sono delle giocatrici talmente esperte che abbiamo subito affinato l'intesa. Tra di loro conosco meglio Noemi Signorile sono già due anni che giochiamo insieme".
Insomma sei già una star.
"Assolutamente no, non è cambiato niente".
Però sei il volto nuovo della nazionale italiana.
"Mi fa piacere aver giocato bene e soprattutto aver dato un contributo alla squadra. Ma, se sono stata brava, è anche merito del resto del gruppo".
Forse un po' l'emozione dei giorni scorsi è diminuita.
"La tensione e l'emozione non cambiano, quando indossi la maglia dell'Italia senti una grossa responsabilità".
Per Bonitta sei titolare inamovibile.
"Il ct mi dimostra sempre grande fiducia e sono contenta di aver giocato da subito titolare".
Sei finita presto in maglia azzurra.
"Sono due anni che gioco in A1 non sento il peso dell'inesperienza, le veterane mi aiutano molto".
In quale situazione tattica vorresti migliorare.
"Devo migliorare ancora in tante cose. Vorrei essere più utile in attacco e dare una mano concreta. Ma ci vuole tanto lavoro".
Quando hai iniziato?
"Ho cominciato a Napoli tra i dieci e gli undici anni, un po' tardi, Poi dalle regionali sono finita al Club Italia e via via fino a qua. Non sono figlia d'arte, nella mia famiglia nessuno ha mai giocato a pallavolo".
Sei sempre stata una centrale?
"Praticamente sì, tranne qualche piccola parentesi da opposto. Ma ogni squadra mi ha sempre visto centrale forse perché a undici anni ero già alta così (195 centimetri, ndr)".
E' stata dura andare via di casa presto?
"Sì, soprattutto all'inizio. Non vedere i genitori e mio fratello mi pesava poi anche loro mi hanno dato una grossa mano".
I tuoi genitori ogni tanto ti seguono?
"Per le prossime due sfide verrà al Palalottomatica papà Giuseppe, mamma ancora è in dubbio. Ci saranno pure le amiche con cui ho iniziato a giocare nella mia città".
Come va con lo studio?
"Per adesso i progetti li ho lasciati un po' da parte. Verranno ripresi al più presto, ho intenzione di laurearmi".
Stai molte ore su internet.
"No, frequento poco internet e facebook. Appena ho un po' di tempo libero preferisco uscire e andare in centro a fare una passeggiata".
E il calcio, lo sport popolare per eccellenza?
"Lo seguo poco. Tifo Napoli e ogni tanto mi piace seguire qualche partita".
Quali sono le centrali che ti piacciono di più?
"Valentina Arrighetti e l'americana Harmotto, sono i miei punti di riferimento. Se dovessi giocare contro gli Stati Uniti e trovare Harmotto sarebbe una grande emozione. Mentre Valentina per me è importante. E' la prima centrale di alto livello che ho conosciuto".
Nel week end cambia lo spessore delle avversarie c'è la Germania.
"Ogni partita dobbiamo essere concentrate e al top. A maggior ragione contro la Germania, una tra le squadre più forti".
Conoscete bene come giocano le tedesche?
"Adesso le studieremo ancora meglio. Vediamo come hanno giocato durante queste partite al mondiale".
A soli vent'anni è difficile mantenere sempre una grande attenzione.
"Spero di rimanere sempre concentrata, la giovane età potrebbe portare a distrarmi ma la posta in palio è troppo alta: c'è un mondiale".
Ti demoralizzi quanto sbagli?
"Sento molto il peso dell'errore, in attacco mi dà fastidio sbagliare. Per fortuna ci sono le mie compagne a tirarmi su".
Però sei sempre pronta a sorridere.
"Pensa che riesco a sorridere pure dopo un errore e riesco a mascherare la tensione".
Nella pallavolo moderna il centrale esce per far posto al libero, sei d'accordo?
"No, io non sono d'accordo. Ogni tanto in allenamento provo a ricevere e difendere. Però ormai si gioca così".
In nazionale ci sono tre palleggiatrici. Come ti trovi con ognuna di loro?
"Mi sono trovata bene. All'inizio c'è stato qualche problema di affiatamento ma sono delle giocatrici talmente esperte che abbiamo subito affinato l'intesa. Tra di loro conosco meglio Noemi Signorile sono già due anni che giochiamo insieme".