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Volley: dall'emergenza al sogno mondiale, tutta l'Italia con le azzurre

L'esultanza delle azzurre (ansa)
Tra infortuni e defezioni il ct Bonitta è arrivato all'appuntamento iridato con tante incognite: ma la sua squadra è già in semifinale e stasera a Milano contro la Russia si gioca il primo posto che permetterà di evitare il Brasile. Entusiasmo alle stelle: i complimenti da Conte a Malagò a Fiorellodi ALESSANDRA RETICO
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MILANO - Adesso sembra quasi vero: era una squadra d'emergenza, ora è una nazionale. Le donne del volley sono già alle semifinali di questo Mondiale italiano, stasera in campo contro la Russia si giocano il primo posto nel girone, una posizione che verosimilmente farà evitare alle azzurre lo scontro col Brasile. Basterà vincere un set, ma questi calcoli se qualcuno li fa, non si vedono negli occhi delle Bonitta girls. Né del ct stesso: "Una gara che stimola abbastanza quella con le campionesse del mondo. Ci hanno battuto al Grand Prix, adesso sono curioso di vedere". Che effetto fa alle campionesse degli ultimi due mondiali, trovarsi di fronte a un gruppo che ha stupito anche se stesso.

E' stata un'estate piena di guai, per Bonitta: aveva costruito una squadra, se n'è ritrovata un'altra. Per fortuna, verrebbe da dire adesso. La regia era stata affidata all'italo-cubana Tai Aguero, che in corsa ha scelto di lasciare la maglia per dedi…
MILANO - Adesso sembra quasi vero: era una squadra d'emergenza, ora è una nazionale. Le donne del volley sono già alle semifinali di questo Mondiale italiano, stasera in campo contro la Russia si giocano il primo posto nel girone, una posizione che verosimilmente farà evitare alle azzurre lo scontro col Brasile. Basterà vincere un set, ma questi calcoli se qualcuno li fa, non si vedono negli occhi delle Bonitta girls. Né del ct stesso: "Una gara che stimola abbastanza quella con le campionesse del mondo. Ci hanno battuto al Grand Prix, adesso sono curioso di vedere". Che effetto fa alle campionesse degli ultimi due mondiali, trovarsi di fronte a un gruppo che ha stupito anche se stesso.

E' stata un'estate piena di guai, per Bonitta: aveva costruito una squadra, se n'è ritrovata un'altra. Per fortuna, verrebbe da dire adesso. La regia era stata affidata all'italo-cubana Tai Aguero, che in corsa ha scelto di lasciare la maglia per dedicarsi alla famiglia. Il ct ha dovuto rivoluzionare tutto, anche perché di lì a poco il destino avrebbe riservato altri imprevisti: l'altra palleggiatrice, Francesca Ferretti, 30 anni da Reggio Emilia, nell'ultimo weekend di Grand Prix ad agosto si fa male mentre gioca contro la Germania. "Lesione meniscale al ginocchio destro", recita la diagnosi. Un inferno, più concretamente. Invece Francesca viene operata, recupera, il ct la convoca. Ma la regia, con la collaborazione di Noemi Signorile, ha bisogno di una certezza. Ecco allora la telefonata al monumento azzurro: Eleonora Lo Bianco, che a poco più di un mese dall'inizio del mondiali, torna in squadra. "Sì il mio è un mondiale dell'ultimo minuto. Se devo dire la verità, mi sto divertendo". Neanche due mesi fa, le partite dell'estate se le è viste alla tv: "C'ero rimasta male per non essere stata chiamata all'inizio, poi Bonitta mi ha dato fiducia. Sono cresciuta nel corso di questo torneo anch'io, ero emozionatissima all'esordio contro la Tunisia a Roma, è una cosa che non cambia il batticuore. Che gruppo ho trovato? Di donne testarde. Giovani che neanche conoscevo e vecchie compagne. Ci prendiamo in giro a volte: quando io vincevo con Piccinini e Cardullo i mondiali del 2002 insieme a Bonitta, alcune di loro andavano all'asilo. Siamo eterogenee, ma con lo stesso sguardo: tutte si prendono le loro responsabilità, anche perché senza non giochi e non ti esprimi al meglio".

Chiedetelo a Cristina Chirichella, 20 anni, napoletana, esordiente con altre sei del gruppo, detta Principessa, un fidanzato di nome Claudio che fa il wedding planner, una famiglia che la segue qui a Milano, suocera compresa che ha il suo stesso nome: "Beh mi fa piacere averli accanto. La gente ha ora molte aspettative su di noi, è giusto. Che esperienza è per me? Incredibile: gioco con ragazze che si sono affermate in carriera: le ammiravo e studiavo da bambina, lo faccio ancora. Devo solo apprendere da loro, mi hanno insegnato che quando la palla scotta bisogna toccarla con calma e forza, e metterla a terra. Certo che ci soffrivo per i miei errori, ci soffro ancora in verità, e pesa ancora di più sbagliare in momenti così importanti. Ma le altre mi aiutano, mi danno coraggio. Siamo un gruppo unito, credo sia una definizione che ben ci rappresenta".

In stanza è con Caterina Bosetti, 8 giorni più vecchia di lei, sorella di Lucia che è rimasta a casa dopo la rottura del crociato quest'estate. Era la schiacciatrice di riferimento di Bonitta, altro guaio. Ma Caterina, che gioca con la maglia della sorella, la 16, quando entra in campo è tutt'altro che il fantasma di qualcun altro. Nessuna delle 14 di una rosa che gioca tutta, lo è. E' la forza di questa squadra: l'unità nelle diversità. L'Italia lo ha capito: palazzetti pieni, record di ascolti in tv, social network incendiati con gli hashtag mondiali. Pure Fiorello lo dice: "Meriterebbero RaiUno prima serata". E anche il ct del calcio azzurro Conte: "Complimenti, fateci emozionare ancora". Il presidente del Coni Giovanni Malagò stasera sarà al Forum di Assago: "Le ragazze sono fantastiche. Complimenti al Presidente Carlo Magri per il risultato sportivo, ma specialmente per il risultato morale e culturale che questi campionati del mondo di pallavolo stanno portando. Una ventata d'aria fresca per lo sport italiano, allegria ed entusiasmo". Era uno sport di periferia, ora è la pallavolo di un Paese.