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Volley, Piacenza in crisi: "Rischiamo di chiudere tra venti giorni"

Alla vigilia della seconda giornata il presidente degli emiliani, Molinaroli, lancia l'allarme: il club rischia di sparire: "Se il nuovo socio non mette i soldi non ci è rimasto molto"
di ROBERTO MARCELLETTI

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ROMA - Ci risiamo. La pallavolo maschile a Piacenza, alla vigilia della seconda giornata di campionato, è a rischio. Ormai periodicamente il presidente Molinaroli è costretto a lanciare l'allarme. L'ultimo in ordine di tempo risale all'estate scorsa quando la società non poteva iscriversi al campionato e alla Champions league. Poi l'ingresso del nuovo sponsor Ardelia a dare linfa. Ma pare che questa linfa, tradotta in soldi pesanti circa due milioni e duecento mila euro, non sia arrivata. Allora oltre due ore di conferenza stampa con tanto di carteggio da parte del patron biancorosso con tutte le date e i documenti per esternare la sua delusione e raccontare la vicenda partita nel giugno scorso. Tutto inizia con un'e-mail di un giornalista svizzero, nato a Milano, in cui si segnalava che Ruggeri avrebbe avuto a disposizione un patrimonio di 90 miliardi di franchi svizzeri ("abbiamo cercato pure questo giornalista senza avere risposte", dice Molinaroli). E finisce due giorni fa con un sms tranquillizzante da parte di Ruggeri in cui si legge: "Sto arrivando a Piacenza e porto il pagamento".

Oggi l'ultimo serio allarme: "Se lo sponsor Ardelia, che fa capo a Dario Ruggeri, non mette i soldi la società ha vita breve, da venti a venticinque giorni". Una storia tra il presidente Molinaroli (che detiene il 49 per cento) e il nuovo amministratore delegato Dario Ruggeri (al 51 per cento) partita con il piede sbagliato e proseguita peggio. Durante l'estate scorsa i primi contatti e la decisione del gruppo di entrare nel club emiliano con l'obiettivo di vincere: "Ardelia ha firmato un contratto di pubblicità con la possibilità per il gruppo di vendere gli spazi pubblicitari per un totale di due milioni e duecentomila euro compreso secondo nome, maglia del libero e cinquanta per cento di tutti i led oltre al nome del palasport. A oggi questo prodotto non è stato né pagato e neppure rivenduto", spiega Molinaroli. E ancora affondi del patron biancorosso: "Ruggeri non ha pagato le quote societarie e nemmeno 1500 euro del notaio". La goccia che fa traboccare il classico vaso tra il vecchio gruppo dirigente capitanato da Molinaroli e il nuovo sono alcune frasi di Ruggero sui dubbi riguardanti le gestioni precedenti: "Nei giorni scorsi Ruggeri ha detto che i ritardi nei pagamenti sono dovuti alle verifiche sulle gestioni societarie precedenti. Queste accuse  -  ribatte Molinaroli  -  vanno subito fermate per evitare che anche altri soci interessati possano dubitare sul nostro operato. Sfido Ruggero a produrre un documento in cui si fa una richiesta che non abbiamo rispettato".

La sfida tra i due responsabili entra nel vivo, Molinaroli è incontenibile: "Se entro la prossima settimana Ruggeri paga gli chiedo pubblicamente scusa e mi dimetto. Cedo gratuitamente il mio 49 per cento e continuerò a seguire la squadra da tifoso. Ma se non arrivano i soldi dovrà essere lui a chiedere scusa a tutti". In pratica il presidente vuole capire se le promesse partite dagli incontri estivi sono solo un bluff oppure no. Guido Molinaroli non si nasconde: "Sono preoccupato da due mesi, questa non è una classica lite tra soci ma si tratta di non aver mantenuto gli impegni presi verso la propria città. Così il rapporto con i soci non è partito. E' un caso che ha del grottesco. Stiamo parlando dell'azionista di maggioranza". Alla conferenza non era presenta l'attuale socio di maggioranza, ma nei giorni scorsi, spesso contattato da Molinaroli, aveva garantito che "i soldi ci sono e il budget verrà rispetto. Si tratta di sbloccare i fondi e tutto si sistemerà. Ho anche sponsor che vogliono entrare ma qualcosa deve cambiare". Stesso messaggio rassicurante inviato a Zlatanov e Vermiglio in rappresentanza dei giocatori con la promessa che la prossima settimana i soldi saranno a disposizione. L'ancora di salvataggio sarebbe un'altra opportunità portata avanti sempre da Molinaroli: "Stiamo trattando con un fondo di investimento arabo-russo, se anche questo tentativo non va a buone fine e Ruggeri non mette i soldi la società ha venti giorni di vita e poi si chiude bottega", chiosa il massimo dirigente della Copra Piacenza.
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