BOLOGNA - Trento-Modena sarà la finale di coppa Italia di volley. Gli emiliani superano in semifinale al tie break 3-2 (25-19, 23-25, 12-25, 25-23, 15-11) e in rimonta i campioni d'Italia della Lube. E dopo il successo, sempre al quinto set in rimonta, di Trento su Perugia le prime due della classifica (a pari punti) di SuperLega domenica alle ore 17 (diretta RaiSport 1) si contenderanno l'ambito trofeo nazionale. Coppa che Modena ha vinto dieci volte (l'ultima nel lontano 97-98) e Trento tre in cinque finali disputate. Invece la semifinale tra Modena e Treia è stata una partita dai tanti volti con gli emiliani subito positivi per poi crollare nel secondo e terzo set davanti al muro biancorosso fino ad arrivare alla rinascita nel quarto e allo show nel tie break. In pratica la Lube spreca l'occasione di chiudere la partita quando aveva l'inerzia dalla propria parte e permette ai giovani ragazzi guidati in panchina da Lorenzetti di rientrare nel match e riprendere fiducia. Il potenziale offensivo dei gialloblù ispirato da un ottimo Bruno trova Petric (20 punti e tre muri) in serata di grazia, positivo e con pochi errori, Ngapeth prezioso con le sue giocate e autore di 17 punti (due ace e un muro) e Vettori importante con 15 punti (un ace e un muro). Al centro Matteo Piano disputa un primo set da incorniciare e poi rallenta. Chiude con otto punti e due muri.
Tutta un'altra musica per i centrali della Lube. Dal muro di Podrascanin (mvp), andato a segno sette volte su sedici di squadra e 13 punti, comincia il momento positivo degli uomini allenati da Giuliani. Bene in attacco pure l'altro centrale Stankovic (10 punti, due muri). Il regista Baranowicz può variare le proprie scelte offensive e trova Sabbi (18 punti, cinque ace e un muro) puntuale, mentre meno continuo il polacco Kurek (15 punti, due ace e due muri). Da notare che tra gli schiacciatori di Treia si fa male alla caviglia Kovar e lascia subito il campo.
I gialloblù partono con la marcia giusta, mettono in mostra i colpi migliori del repertorio e tengono a bada la Lube. Un primo set senza storia, di marca emiliana. I campioni d'Italia inseguono e faticano a entrare nel match. Il sestetto dei canarini è quasi perfetto: da Vettori a Petric (straordinario) fino al geniale Ngapeth. Il regista Bruno manda a segno pure i centrali e Piano "cancella" Sabbi. Stessa sorte per il polacco Kurek: sbatte contro il muro gialloblù. Per Treia è notte fonda. Anche la sfortuna si accanisce sui biancorossi. Quando coach Giuliani spedisce in campo Kovar, il giocatore si fa male alla caviglia sinistra. Il divario tra le due squadre è netto, Modena è in vantaggio. Dopo un avvio disastroso della Lube nel secondo set, un turno al servizio di Sabbi permette alla squadra tricolore di riagguantare Modena. Si gioca punto a punto. Treia cresce (anche se commette ancora troppi errori in attacco), i canarini restano sempre su ottimi livelli. A decidere le sorti del parziale, nella fase conclusiva, tre muri di Podrascanin (rientrato dopo essere stato sostituito da Shumov) e pareggio della Lube. Il muro dei campioni d'Italia, soprattutto con Podrascanin protagonista, segnano il primo vero break del terzo parziale. In questo periodo crolla Modena che sembra la brutta copia rispetto all'avvio di gara. Si chiude con la Lube sugli scudi e Modena umiliata nel punteggio. Quarto set più equilibrato con Treia che sembra controllare la gara. Ma non è così. Grande reazione di Modena: un paio di invenzioni di Bruno, i servizi di Ngapeth e le soluzioni offensive di Petric regalano il pareggio. Show dei canarini nel tie break ed emiliani dritti in finale.
Nell'altra semifinale Trento batte in rimonta 3-2 (22-25, 28-26, 19-25, 25-14, 15-10) la Sir Safety Perugia. Per la Diatec un'ennesima grande prestazione di carattere nonostante una gara con qualche imprecisione di troppo. Perugia deve fare "mea culpa" per aver gettato al vento il secondo set ed essere crollata emotivamente nel quarto e quinto parziale. Viceversa quando c'è da tirare il colpo giusto la pattuglia organizzata da coach Stoytchev sa sempre cosa fare. I singoli si alternano nel trascinare la formazione. Partita contraddittoria di Kaziyski (15 punti, quattro ace e un muro), più continuo Lanza (19 punti, mvp) e preciso quando viene chiamato in causa l'opposto Nemec (20 punti, top scorer gialloblù). La rimonta dolomitica inizia dal muro (alla fine 14 muri punto contro i dieci di Perugia), assente nei primi parziali, e dalla battuta (sei ace per parte) con il sestetto capolista che commette meno errori dalla linea dei nove metri. A Perugia non bastano i 24 punti di Atanasijevic, con solo il 41 per cento di realizzazione, top scorer della gara. E soprattutto da sottolineare l'ottima prestazione del quasi 42enne Vujevic che dà equilibrio e sicurezza alla squadra e piazza pure 14 punti. Positivo Fromm, il tedesco chiude con 15 punti, quattro ace (il migliore in battuta) e un muro.
Male la pattuglia dei centrali: il regista De Cecco prova a variare il gioco ma spesso non trova risposte vincenti. Radostin Stoytchev soddisfatto per la reazione della squadra e spera di non rivedere troppi errori in finale: "La chiave della partita è da ricercare ancora una volta nel carattere che siamo riusciti a mettere quando la partita sembrava indirizzata verso le mani di Perugia. Non è stata una bella partita, ci sono stati tanti errori da una parte e dall'altra come è normale che sia in una gara che mette in palio così tanta posta. Siamo stati bravi a risalire la china sfruttando anche l'apporto della panchina. Burgsthaler ancora una volta è stato bravissimo a entrare in una situazione non facile e a fare la sua parte a muro ma tutta la squadra ha dimostrato di non considerare persa la partita, come era già accaduto martedì sera contro Piacenza ed in altre tante occasioni in questa stagione. Siamo ovviamente contenti di essere di nuovo in finale, è importante per la società e per questo gruppo poterne giocare un'altra e vogliamo godercela sino in fondo perché ce la siamo davvero meritata".
Tutta un'altra musica per i centrali della Lube. Dal muro di Podrascanin (mvp), andato a segno sette volte su sedici di squadra e 13 punti, comincia il momento positivo degli uomini allenati da Giuliani. Bene in attacco pure l'altro centrale Stankovic (10 punti, due muri). Il regista Baranowicz può variare le proprie scelte offensive e trova Sabbi (18 punti, cinque ace e un muro) puntuale, mentre meno continuo il polacco Kurek (15 punti, due ace e due muri). Da notare che tra gli schiacciatori di Treia si fa male alla caviglia Kovar e lascia subito il campo.
I gialloblù partono con la marcia giusta, mettono in mostra i colpi migliori del repertorio e tengono a bada la Lube. Un primo set senza storia, di marca emiliana. I campioni d'Italia inseguono e faticano a entrare nel match. Il sestetto dei canarini è quasi perfetto: da Vettori a Petric (straordinario) fino al geniale Ngapeth. Il regista Bruno manda a segno pure i centrali e Piano "cancella" Sabbi. Stessa sorte per il polacco Kurek: sbatte contro il muro gialloblù. Per Treia è notte fonda. Anche la sfortuna si accanisce sui biancorossi. Quando coach Giuliani spedisce in campo Kovar, il giocatore si fa male alla caviglia sinistra. Il divario tra le due squadre è netto, Modena è in vantaggio. Dopo un avvio disastroso della Lube nel secondo set, un turno al servizio di Sabbi permette alla squadra tricolore di riagguantare Modena. Si gioca punto a punto. Treia cresce (anche se commette ancora troppi errori in attacco), i canarini restano sempre su ottimi livelli. A decidere le sorti del parziale, nella fase conclusiva, tre muri di Podrascanin (rientrato dopo essere stato sostituito da Shumov) e pareggio della Lube. Il muro dei campioni d'Italia, soprattutto con Podrascanin protagonista, segnano il primo vero break del terzo parziale. In questo periodo crolla Modena che sembra la brutta copia rispetto all'avvio di gara. Si chiude con la Lube sugli scudi e Modena umiliata nel punteggio. Quarto set più equilibrato con Treia che sembra controllare la gara. Ma non è così. Grande reazione di Modena: un paio di invenzioni di Bruno, i servizi di Ngapeth e le soluzioni offensive di Petric regalano il pareggio. Show dei canarini nel tie break ed emiliani dritti in finale.
Nell'altra semifinale Trento batte in rimonta 3-2 (22-25, 28-26, 19-25, 25-14, 15-10) la Sir Safety Perugia. Per la Diatec un'ennesima grande prestazione di carattere nonostante una gara con qualche imprecisione di troppo. Perugia deve fare "mea culpa" per aver gettato al vento il secondo set ed essere crollata emotivamente nel quarto e quinto parziale. Viceversa quando c'è da tirare il colpo giusto la pattuglia organizzata da coach Stoytchev sa sempre cosa fare. I singoli si alternano nel trascinare la formazione. Partita contraddittoria di Kaziyski (15 punti, quattro ace e un muro), più continuo Lanza (19 punti, mvp) e preciso quando viene chiamato in causa l'opposto Nemec (20 punti, top scorer gialloblù). La rimonta dolomitica inizia dal muro (alla fine 14 muri punto contro i dieci di Perugia), assente nei primi parziali, e dalla battuta (sei ace per parte) con il sestetto capolista che commette meno errori dalla linea dei nove metri. A Perugia non bastano i 24 punti di Atanasijevic, con solo il 41 per cento di realizzazione, top scorer della gara. E soprattutto da sottolineare l'ottima prestazione del quasi 42enne Vujevic che dà equilibrio e sicurezza alla squadra e piazza pure 14 punti. Positivo Fromm, il tedesco chiude con 15 punti, quattro ace (il migliore in battuta) e un muro.
Male la pattuglia dei centrali: il regista De Cecco prova a variare il gioco ma spesso non trova risposte vincenti. Radostin Stoytchev soddisfatto per la reazione della squadra e spera di non rivedere troppi errori in finale: "La chiave della partita è da ricercare ancora una volta nel carattere che siamo riusciti a mettere quando la partita sembrava indirizzata verso le mani di Perugia. Non è stata una bella partita, ci sono stati tanti errori da una parte e dall'altra come è normale che sia in una gara che mette in palio così tanta posta. Siamo stati bravi a risalire la china sfruttando anche l'apporto della panchina. Burgsthaler ancora una volta è stato bravissimo a entrare in una situazione non facile e a fare la sua parte a muro ma tutta la squadra ha dimostrato di non considerare persa la partita, come era già accaduto martedì sera contro Piacenza ed in altre tante occasioni in questa stagione. Siamo ovviamente contenti di essere di nuovo in finale, è importante per la società e per questo gruppo poterne giocare un'altra e vogliamo godercela sino in fondo perché ce la siamo davvero meritata".