ROMA - La coppa Italia mancava dalla stagione 1998, anni lontani in cui si giocava un'altra pallavolo. Lo scudetto, invece, dal 2002 e l'ultimo successo europeo risale al 2008 in Challenge cup, la competizione meno importante fra le tre europee: questi i numeri del digiuno della Modena appassionata di pallavolo. Una città legata al volley in maniera concreta, tanto da aspettare e seguire le evoluzioni societarie (il presidente Catia Pedrini al timone dal 2013) prima di tornare a sorridere con la coppa Italia conquistata al PalaDozza di Bologna. Un club importante che tra l'altro è in serie A ininterrottamente dal 1968, vincitore di undici scudetti, altrettante coppe Italia e quattro Coppe campioni o Champions league. I ricorsi storici oppure il destino legano di nuovo la parola successo al nome di Angelo Lorenzetti, l'allenatore dell'ultimo tricolore. A un passo dal salutare tutti l'anno scorso, viene trattenuto dalla società pronta a scommettere sulle sue qualità e soprattutto sulla capacità di lavorare bene con i giovani. Finora una scommessa vinta e un futuro, ancora, tutto da scrivere.
Lorenzetti, si aspettava che questo gruppo alla prima occasione centrasse l'obiettivo?
"Ci speravo, avevamo davanti una corazzata, ma sapevo che questa squadra, questi ragazzi, avevano le carte in regola per portare a casa la coppa e così è successo. E' chiaro che quando in estate è stato costruito il gruppo non potevamo sapere che cosa sarebbe successo. Invece la squadra ha già dato risposte importanti".
Una vittoria di tutti, come si dice in questi casi.
"E' la vittoria di Modena, della mia Modena, una città strepitosa che meritava una grande vittoria come questa. In finale siamo stati bravi a gestire la gara, sia a livello tecnico che nervoso, anche quando è arrivato il rosso per Ngapeth non ci siamo disuniti, sono orgoglioso di questi ragazzi".
L'avvio di stagione positivo ha dato una mano?
"Certo, aver cominciato bene la regular season ci ha fatto prendere fiducia. Devo ammettere, però, che il calendario ci ha aiutato mettendoci di fronte, alle prime uscite, formazioni buone ma non le più forti. Poi sono arrivati i ko contro Trento e Lube che ci hanno riportato sulla terra e hanno fatto in modo di non esaltarci troppo".
Adesso in città aumenterà la pressione...
"A Modena nei confronti della pallavolo c'è sempre tanta pressione. Ora aumenteranno le attese e anche questo ci sta bene, ma non devono diventare pretese. E' giusto che ci sia la speranza, dopo tanti anni la città ritrova un trofeo tanto atteso. Per il futuro vedremo".
Questa Modena può vincere lo scudetto?
"Storicamente fare l'accoppiata coppa Italia e scudetto è difficile. Il nostro obiettivo concreto rimane quello di riportare Modena in Champions League. Un obiettivo importante per la crescita dei ragazzi e per la società che non arriva a disputare una competizione così di alto livello da molto tempo. Lo scudetto rimane il sogno nostro e di altre squadre".
Però avete dimostrato una buona crescita in poco tempo.
"I playoff scudetto sono lunghi, rispetto alla coppa Italia che è racchiusa in pochi giorni. Bisogna mantenere la tensione alta in ogni partita. Comunque lavoreremo anche su questo aspetto".
Modena è già abbastanza matura nonostante la giovane età?
"Direi che siamo sulla strada della maturità, ancora ci sono molte cose che vanno sistemate. Però mi piace ammettere che siamo una squadra che non si arrende mai, lotta su ogni pallone. Questo è un segnale importante per il prosieguo della stagione".
Dimostrazione che è arrivata pure nella semifinale contro Treia.
"Sì, nel momento difficile quando sembrava che l'inerzia della partita fosse completamente dalla parte della Lube ci siamo ripresi. Sono bastati pochi episodi nel quarto set per dare la svolta al match. E ci siamo riusciti".
Per quanto riguarda i singoli, Ngapeth è stato il trascinatore.
"E' arrivato alla final four molto carico e motivato. Da quando gioca in Italia era sempre arrivato in semifinale senza portare mai a casa un successo. E questo gli ha dato una spinta in più. Si è espresso a buoni livelli giocando la sua pallavolo. Una pallavolo mai scontata e vicina al limite".
Anche le scelte del palleggiatore Bruno sono state azzeccate.
"Per il regista brasiliano è stato un successo molto importante sia dal punto di vista del morale, perché finora in Italia non aveva conquistato ancora niente, che per il gioco. Infatti dal punto di vista tecnico ha trovato nuove soluzioni, più complete, rispetto alle gare giocate finora".
Un altro giocatore super è stato sicuramente Petric.
"Soprattutto contro Treia ha mantenuto un alto livello. Lui è un ragazzo davvero buono, anzi direi a volte troppo buono. Dovrebbe diventare un po' più "strafottente" come altri. Scherzo, Nemanja è un ottimo ragazzo".
Lorenzetti, si aspettava che questo gruppo alla prima occasione centrasse l'obiettivo?
"Ci speravo, avevamo davanti una corazzata, ma sapevo che questa squadra, questi ragazzi, avevano le carte in regola per portare a casa la coppa e così è successo. E' chiaro che quando in estate è stato costruito il gruppo non potevamo sapere che cosa sarebbe successo. Invece la squadra ha già dato risposte importanti".
Una vittoria di tutti, come si dice in questi casi.
"E' la vittoria di Modena, della mia Modena, una città strepitosa che meritava una grande vittoria come questa. In finale siamo stati bravi a gestire la gara, sia a livello tecnico che nervoso, anche quando è arrivato il rosso per Ngapeth non ci siamo disuniti, sono orgoglioso di questi ragazzi".
L'avvio di stagione positivo ha dato una mano?
"Certo, aver cominciato bene la regular season ci ha fatto prendere fiducia. Devo ammettere, però, che il calendario ci ha aiutato mettendoci di fronte, alle prime uscite, formazioni buone ma non le più forti. Poi sono arrivati i ko contro Trento e Lube che ci hanno riportato sulla terra e hanno fatto in modo di non esaltarci troppo".
Adesso in città aumenterà la pressione...
"A Modena nei confronti della pallavolo c'è sempre tanta pressione. Ora aumenteranno le attese e anche questo ci sta bene, ma non devono diventare pretese. E' giusto che ci sia la speranza, dopo tanti anni la città ritrova un trofeo tanto atteso. Per il futuro vedremo".
Questa Modena può vincere lo scudetto?
"Storicamente fare l'accoppiata coppa Italia e scudetto è difficile. Il nostro obiettivo concreto rimane quello di riportare Modena in Champions League. Un obiettivo importante per la crescita dei ragazzi e per la società che non arriva a disputare una competizione così di alto livello da molto tempo. Lo scudetto rimane il sogno nostro e di altre squadre".
Però avete dimostrato una buona crescita in poco tempo.
"I playoff scudetto sono lunghi, rispetto alla coppa Italia che è racchiusa in pochi giorni. Bisogna mantenere la tensione alta in ogni partita. Comunque lavoreremo anche su questo aspetto".
Modena è già abbastanza matura nonostante la giovane età?
"Direi che siamo sulla strada della maturità, ancora ci sono molte cose che vanno sistemate. Però mi piace ammettere che siamo una squadra che non si arrende mai, lotta su ogni pallone. Questo è un segnale importante per il prosieguo della stagione".
Dimostrazione che è arrivata pure nella semifinale contro Treia.
"Sì, nel momento difficile quando sembrava che l'inerzia della partita fosse completamente dalla parte della Lube ci siamo ripresi. Sono bastati pochi episodi nel quarto set per dare la svolta al match. E ci siamo riusciti".
Per quanto riguarda i singoli, Ngapeth è stato il trascinatore.
"E' arrivato alla final four molto carico e motivato. Da quando gioca in Italia era sempre arrivato in semifinale senza portare mai a casa un successo. E questo gli ha dato una spinta in più. Si è espresso a buoni livelli giocando la sua pallavolo. Una pallavolo mai scontata e vicina al limite".
Anche le scelte del palleggiatore Bruno sono state azzeccate.
"Per il regista brasiliano è stato un successo molto importante sia dal punto di vista del morale, perché finora in Italia non aveva conquistato ancora niente, che per il gioco. Infatti dal punto di vista tecnico ha trovato nuove soluzioni, più complete, rispetto alle gare giocate finora".
Un altro giocatore super è stato sicuramente Petric.
"Soprattutto contro Treia ha mantenuto un alto livello. Lui è un ragazzo davvero buono, anzi direi a volte troppo buono. Dovrebbe diventare un po' più "strafottente" come altri. Scherzo, Nemanja è un ottimo ragazzo".